Verona Swimming Team

Intervista al vicepresidente Marcello Rigamonti

Data: 01/04/2020
Rivista: 04 - 2020
Autori: Ivan Ferigo
Ivan Ferigo

Verona Swimming Team

Intervista al vicepresidente Marcello Rigamonti

– Conoscere l’associazione –

Come nasce Verona Swimming Team?

Siamo nati nel settembre 2018. Esistiamo però già da sei anni ospitati all’interno di altre squadre, pur con la nostra precisa identità. Nasciamo a livello familiare. Il nome è stato scelto da Misha Palazzo, il logo da Xenia Palazzo. Tre dirigenti, due allenatori, e poi gli atleti. 

Qual è la vostra mission?

La nostra mission è doppia: da una parte supportare in tutto e per tutto i nostri atleti di punta (Stefano Raimondi, Xenia e Misha Palazzo) verso i loro obiettivi e sogni, dall’altra avvicinare al nuoto ragazzi disabili di Verona e non. Siamo a disposizione per chi vuole venire a provare. Abbiamo però una caratteristica molto importante: siamo una squadra agonistica, il nostro obiettivo è far fare agonismo ai ragazzi, in un modo che non si discosta per niente da quello dei normodotati. Attraverso i valori etici dell’agonismo vogliamo fare in modo che i ragazzi possano crescere, conoscersi, migliorare la propria autostima, avere più relazioni sociali, girare il mondo, fare esperienza. Gli allenatori non sono volontari, sono tutti professionisti d’alto livello. 

Come si può entrare nel vostro team?

Si può chiamarci o mandarci una mail. Insieme al ragazzo, io e Luisa Andreatta (siamo entrambi allenatori FIN, FINP e FISDIR) vedremo a che livello è e stabiliremo il percorso più adatto, agonistico oppure all’interno della scuola nuoto del Centro Federale. 

 

– Conoscere l’attività –

Com’è lavorare con atleti con disabilità diverse?

Bisogna saper gestire situazioni diverse a livello mentale e fisico, a seconda della disabilità. Per ogni ragazzo bisogna avere un approccio completamente diverso: i messaggi che veicoli devono essere diversi. Un allenatore deve essere in grado di adattarsi ai ragazzi, conoscendoli uno per uno. È molto importante un rapporto empatico, emozionale; i ragazzi devono fidarsi di te, soprattutto i mentali. Bisogna essere in grado di sviluppare una comunicazione efficace, che passa non solo attraverso il verbale ma spesso attraverso immagini e filmati. Il nuoto è uno sport ad alta valenza coordinativa: bisogna imparare una serie di gesti estremamente complicati, si tratta di saper applicare bene la propria forza all’acqua, sapendo utilizzare degli schemi motori adatti e secondo un programma individualizzato. 

Quali realtà vi sostengono?

Non potremmo esistere se non avessimo degli sponsor. Le spese sono molto alte, quindi è fondamentale la collaborazione dei main sponsor AGSM e Banco BPM, degli sponsor Bertolaso, Prestiamoci, Immobiliare Peschiera, D&V Serramenti, Astra Zeneca e Mecmas, degli sponsor tecnici Akron e Farmacia Bergognone, del supporto clinico del centro studi I.A.P.N.O.R. La FINP attraverso il Centro Federale ci viene incontro per gli spazi, il CIP ci dà una mano con delle borse di studio. Abbiamo collaborazioni con Don Calabria e Verona Rugby. Anche il Comune ci dà una mano. Gli atleti poi, a loro volta, hanno delle loro opportunità di collaborazione. Per adesso siamo una onlus, siamo aperti a qualsiasi genere di aiuto. 

 

– In futuro –

Progetti per il futuro?

Il nostro è un progetto a lunga scadenza. Dopo Tokyo (Giochi rinviati al 2021), l’obiettivo primario diventano le Paralimpiadi di Parigi 2024. Però ogni anno c’è sempre almeno una manifestazione internazionale importante: europei e mondiali ogni due anni, le Paralimpiadi ogni quattro. Partecipiamo poi a diversi campionati italiani e regionali. In un anno 25-30 gare le facciamo tutte. I nostri atleti migliori sono tesserati per la Leosport, una società di normodotati con cui collaboriamo in un processo d’inclusione, tra le più forti in Italia e nel mondo a livello giovanile. Stefano Raimondi, il nostro atleta più forte, si allena e gareggia prevalentemente con loro. Ognuno dei nostri ragazzi ha una storia incredibile e noi siamo convinti ad investire sempre di più a livello emotivo, di impegno, di sforzo economico, di allenamento, di programmazione. Ci impegniamo molto, su riferimento degli sponsor, nella parte social e nell’organizzazione. 

Un motto che rappresenti la vostra associazione. 

Non abbiamo paura di nulla. Siamo abituati a lavorare sodo, ad affrontare le difficoltà. Affrontiamo tutto nel miglior modo possibile. Un altro motto è per aspera ad astra: attraverso le asperità verso le stelle. Che non è necessariamente vincere un campionato italiano o i mondiali, ma soprattutto migliorarsi, conoscersi meglio, andare oltre. Questo sottolinea l’importanza formativa del nuoto agonistico, in fatto di valori ed opportunità.