Un ragazzo normale

Data: 01/04/2018
Rivista: 04 - 2018

Storie che si intrecciano e lasciano il segno

<<A dodici anni sono diventato amico di un supereroe. Non uno di quelli classici, della Marvel per intenderci, che indossano mantello, maschera e tuta lucente, saltano da un luogo all’altro della città e volano fra i palazzi. […] Aveva venticinque anni, abitava nel mio condominio, e se ne andava in giro con una strana auto decappottabile verde, un’agenda e una biro. Si chiamava Giancarlo e, nonostante le mie insistenze, diceva di non essere per niente un supereroe. E forse, con il senno di poi, aveva ragione, perché i veri supereroi non muoiono mai, nemmeno se crivellati di colpi>>.

Cosi inizia il quarto romanzo di Lorenzo Marone, napoletano verace laureato in giurisprudenza ma la cui vera vocazione è sempre stata la scrittura.
Protagonista assoluto di questo romanzo leggero, scorrevole e pieno di dettagli, è Mimì, un ragazzino di 12 anni appassionato di scienze, amante della letteratura e dei discorsi forbiti, con un mondo interiore talmente ricco che troppe volte gli risulta difficile condividere con gli altri.
Mimì, è un ragazzino che vive la Napoli alta degli anni ‘80. E’ il secondogenito di una famiglia modesta che si impegna a vivere una vita semplice senza troppe pretese in un bilocale del condominio nel quale il padre lavora come portiere.

<<Non era una vita comoda la nostra, eppure nessuno di noi sembrava davvero soffrirne, anche perché con il tempo i nostri movimenti si erano sincronizzati e perfino gli accessi al bagno erano regolati con ordine certosino dalle donne di casa>>.

Per meglio intenderci, Mimì è quel ragazzino con gli occhiali, sapientone, fanatico dei fumetti, convinto, per tutta la sua infanzia, che la sua diversità sia dovuta ai suoi superpoteri che forse ha già o che forse, con il giusto impegno, un giorno compariranno.

Nell’anno 1985, però, tutto cambia. Incontra Giancarlo, un ragazzo di 25 anni che abita nel suo stesso stabile e che ogni giorno combatte il male, non con i superpoteri, ma con quello che scrive con la sua comunissima biro .

Giancarlo, è Giancarlo Siani, un giovane giornalista de “Il Mattino” che verrà giustiziato dalla camorra sotto casa sua il 23 Settembre dello stesso 1985 a seguito di innumerevoli denunce a discapito della criminalità organizzata che lo ritenne scomodo e fuori luogo.

Nei mesi che intercorrono tra il loro primo incontro e quel tragico 23 Settembre, Mimì diventa grande, impara l'importanza dell'amicizia e dei legami veri, la dolcezza del primo amore, il valore profondo delle storie e delle parole. Impara che l’unico vero superpotere a cui possiamo ambire è la capacità di amare veramente e di creare rapporti duraturi.

Un ragazzo normale non è solo Mimì che riconosce la vera ricchezza che lo circonda. Un ragazzo normale è anche Giancarlo Siani, che nonostante tutto era un ragazzo come noi.

<< Aveva venticinque anni […] Si chiamava Giancarlo e, nonostante le mie insistenze, diceva di non essere per niente un supereroe. E forse, con il senno di poi, aveva ragione, perché i veri supereroi non muoiono mai, nemmeno se crivellati di colpi.
O forse no, forse si sbagliava e avevo ragione io, perché i supereroi alla fine rinascono sempre.
In ogni nuova storia>>.