Soccorso accessibile

Data: 01/12/2017
Rivista: 12 - 2017
Autori: Giulio Thiella
Giulio Thiella

L'Ente Nazionale Sordi promuove il sistema per le emergenze accessibili a chi non è udente

Poter comunicare in ogni momento con i soccorsi è uno dei grandissimi vantaggi di cui disponiamo in questo periodo storico. Pensare di non poter contattare nessun numero di emergenza per chiedere aiuto scoraggerebbe chiunque dal sentirsi libero di muoversi in autonomia. Non per tutti è facile chiedere aiuto, e per rispondere alla necessità di tutelare tutti i cittadini, sono stati sviluppati negli ultimi anni diversi sistemi in grado di aiutare anche le persone sorde a contattare i soccorsi da sole. A livello nazionale e provinciale però le soluzioni proposte procedono seguendo strade diverse che non sempre combaciano. Abbiamo raggiunto la presidente della sezione di Trento dell’ENS Brunella Grigolli nella nuova sede in via Piave per capire meglio le novità che coinvolgono la nostra provincia.

 

Da tempo vi dedicate alla questione dell’accessibilità dei numeri di emergenza, qual è l’attuale situazione in Provincia di Trento?

 

Sul territorio provinciale è stato attivato da alcuni mesi l’applicazione WHERE ARE YOU, gestita dal Servizio Centrale Unica di Emergenza, che permette di inviare richieste di soccorso senza la necessità di parlare e ascoltare, rendendo accessibile questo servizio alle persone sorde in totale autonomia. Questo strumento fornisce sicurezza e tutela a tutte quelle persone che non possono comunicare telefonicamente con le forze di polizia, vigili del fuoco o soccorsi sanitari. Per spiegarne il funzionamento l’Ens di Trento ha organizzato un incontro pubblico per illustrare ai suoi soci il funzionamento in caso di emergenze. A esporre le potenzialità dell’app era presente la dottoressa Tamara Michelini, che ha spiegato ai numerosi presenti come si utilizza WHERE ARE YOU.

 

Cosa ne pensa di questa app?

 

Questa iniziativa è davvero importante e ben riuscita, l’app è facile da usare e risponde alle esigenze di tutte quelle persone che non riescono ad alzare semplicemente il telefono e chiamare. La tecnologia al servizio delle persone consente di creare progetti come questo in grado di far sentire le persone più tutelate.

 

A livello nazionale invece esiste una soluzione di questo genere?

 

A livello nazionale esiste l’app SOS Sordi, attiva dal 2014.Ogni provincia deve siglare un protocollo di intesa per poter attivare questo servizio, ma nella Provincia di Trento purtroppo non è ancora stata adottata questa soluzione.

 

Le tutele offerte a una persona sorda trentina sono diverse da quelle di chi vive in un’altra regione?

 

Purtroppo se un sordo trentino si sposta fuori Provincia non è al sicuro perché da noi manca l’attivazione dell’app SOS SORDI nazionale, quindi un utente che vive a Trento non potrà iscriversi al servizio. Questo limita notevolmente la libertà di movimento di una persona sorda. L’applicazione WHERE ARE YOU in parte sopperisce al bisogno di poter contattare i numeri di emergenza, ma ovviamente solo entro i confini provinciali. Per questo dobbiamo ringraziare i responsabili del servizio 112 che finalmente hanno garantito una minima tranquillità per le persone sorde trentine.

 

Cosa bisognerebbe fare per ampliare questa tutela anche fuori Provincia?

 

Serve assolutamente un protocollo con la questura, per poter finalmente attivare SOS Sordi anche sul nostro territorio. Abbiamo più volte espresso questa esigenza ma purtroppo non abbiamo ancora avuto una risposta.