Senza dimora, senza diritti

La situazione di chi ha perso tutto oggi in Italia

Data: 01/02/2019
Rivista: 02 - 2019
Autori: Giulio Thiella
Giulio Thiella

La situazione di chi ha perso tutto oggi in Italia

Vivere da senza dimora, un argomento di cui spesso sentiamo parlare solamente in inverno, quando per le condizioni climatiche avverse alcune di queste persone rimangono vittime del gelo, addormentandosi senza riuscire a svegliarsi.

I dati raccolti da Istat, dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e da Caritas Italiana, rielaborati e pubblicati da Fio.PSD (Federazione Italiana Organismi per le Persone Senza Dimora) svelano una realtà sommersa allarmante, dove si stimano esserci più di 50.000 persone senzatetto, 14 mila delle quali solo a Roma. Si calcola anche che circa l’85% di chi vive in strada sia di sesso maschile, e che il 60% sia di origine straniera, in gran parte senza permesso di soggiorno.

Le principali cause che portano queste persone a perdere o ad andarsene da una dimora sono molte, ma spesso riconducibili alla rottura dei rapporti familiari dovuti al consumo di alcool e sostanze stupefacenti, o alla dipendenza dal gioco che porta in poco tempo alla perdita di casa e lavoro, o per la carenza di assistenza e cure psicologiche adeguate per chi soffre di problemi psichici. Problemi diversi che portano spesso in una direzione comune, alla vita di strada, caratterizzata da emarginazione, abbandono e violenza, accompagnati da una progressiva perdita di diritti.

I dormitori che offrono la possibilità di alloggiare temporaneamente al riparo non sono sufficienti ad accogliere tutti, quindi la maggior parte delle persone senza dimora trova rifugio in luoghi pubblici, come parchi e stazioni, o in alloggi occupati o abbandonati, o ancora in tende e ripari di fortuna ricavati da imballaggi e spazzatura recuperati in strada. Le condizioni alle quali sono esposte queste persone non consentono loro di vivere dignitosamente e al sicuro, non potendo contare su acqua e cibo, servizi igienici, abbigliamento adeguato e assistenza medica. Per questo motivo spesso il pronto soccorso diventa l’ultima spiaggia dove trovare aiuto soprattutto d’inverno, costringendo gli ospedali a compensare la carenza di servizi di assistenza e accoglienza specifici per affrontare la situazione delle persone senzatetto.

La necessità di ripensare l’accoglienza e l’accompagnamento verso un percorso di inclusione lavorativa e sociale è un tema sempre più sentito a livello globale che non può più lasciare indifferenti, obbligando le amministrazioni locali a rispondere con sempre maggiore prontezza a un fenomeno in continuo aumento.