Respiro dopo respiro

Data: 01/10/2017
Rivista: 10 - 2017

La vera storia di Caterina Simonsen

Respiro dopo respiro non è semplicemente un libro, né una biografia.
Respiro dopo respiro è un manuale di vita, un foglietto illustrativo per una vita che altrimenti sarebbe troppo dura, difficile, pesante da vivere: a tratti cattiva ed ingestibile, ma che va vissuta, sempre e comunque, anche quando ti diagnosticano quattro malattie rare diverse che ti costringono ad affrontare una lotta continua tra il forte istinto di sopravvivenza che ti porta a respirare velocemente, e la ragione che, invece, ti impone il contrario, per evitare che quello sia il tuo ultimo respiro.
<<Aria, mi manca l’aria. Respiro male,a fatica. Non trattengo l’ossigeno, che rimbalza fuori dai polmoni non appena ci entra. […] Ogni volta che inspiro tossisco e, ogni volta che tossisco ho il terrore che il polmone destro, la cui superficie ha la consistenza della carta velina, si laceri>>.
Caterina Simonsen, 29 anni appena compiuti, brasiliana di nascita ma italiana di adozione, si trasferisce,ormai adolescente,  a Padova con la sorella Beatriz (Bibi) e la mamma Fatima, dopo che quest’ultima conosce e sposa Gianni, un uomo dolce e premuroso, forse l’unico nella sua vita.
Caterina è malata da sempre, lo sa, ne è consapevole ma il suo motto è <<No rain, no rainbow; senza pioggia non esiste l’ arcobaleno>>. Ed eccola lì pronta ad affrontare tutte le sfide che la vita le pone di fronte: le corse al pronto soccorso,  gli amori sbagliati della madre, un padre assente, superficiale, concentrato solo su se stesso, gli insulti animalisti sui social networks, l’università, gli amori adolescenziali e tanto altro. Quasi una vita normale, laddove di normale c’è ben poco.
<<Molti non lo sanno, pensano che la malattia sia sintomo di tristezza e rassegnazione. Una storia di attesa, un buco nero. Invece è tutto il contrario. La malattia ti ricorda quanto è bella la vita. Quanto è preziosa. Ti insegna che l’essenziale è invisibile agli occhi. E non bisogna darlo per scontato>>.
Insomma <<La malattia ti costringe a farlo. A dare il giusto peso alle cose, a farti desiderare le più semplici>>. Ed è quanto fa Caterina, decisa come un treno a percorrere un percorso già delineato, ma di cui non ha paura. Anzi, è li sempre pronta a lanciarsi. <<Nella vita ci sono delle priorità[…]. Se lotto e stringo i denti non lo faccio in automatico o per battere il record della malata più longeva. Se faccio tutto questo casino è per vivere la mia vita. E l’amore è al primo posto>>.
L’amore, quel sentimento costantemente presente nella vita di Caterina: fonte di gioie e di dolori, forza motrice della sua vita, quella vita che le scorre ogni singolo giorno  tra le dita di una mano costantemente protesa verso il cielo <<come prima,tendente al bello>> e vissuta sempre tutta d’un fiato.