Redazione accessibile

Rivista: 10 - 2016

Un percorso redazionale adatto a tutti, per raccontare se stessi e il proprio ruolo nella comunità mentre si impara il linguaggio e la metodologia giornalistica.


Il progetto di “Redazione accessibile”e l'esperienza di Antonio Dossi

Un percorso redazionale adatto a tutti, per raccontare se stessi e il proprio ruolo nella comunità mentre si impara il linguaggio e la metodologia giornalistica.

Il progetto di “Redazione accessibile”e l'esperienza di Antonio Dossi

Un percorso redazionale adatto a tutti, per raccontare se stessi e il proprio ruolo nella comunità mentre si impara il linguaggio e la metodologia giornalistica.

Che problematiche comporta un portone troppo pesante che non concede a chiunque voglia uscire la facoltà di farlo liberamente? Quanto può essere di ostacolo la limitata autonomia di uno scooter elettrico per disabili? Domande forse insolite, ma di grande peso per chi, come Antonio, deve affrontare quotidianamente queste situazioni nella sua battaglia verso una maggiore indipendenza. Tutto è iniziato quando, all’inizio della primavera, ho deciso che alla mia nuova vita da studentessa universitaria mancava qualcosa. Mi serviva uno stimolo in più, desideravo incanalare le mie energie in qualcosa a cui sentivo di volermi dedicare ormai da un po’ di tempo: il volontariato. Ciò che più mi ha colpito dell’associazione PRODIGIO, attenta alle tematiche quali la disabilità e il disagio sociale, è stato soprattutto il fatto che, tramite la redazione di un bimestrale, offriva ed offre tuttora un’occasione di espressione anche a coloro che rischiano spesso di passare inosservati innanzi agli occhi della società. In questo modo ho iniziato ad affiancare Antonio, un ragazzo affetto da disturbi neuromotori, nel progetto “Redazione accessibile”: una rubrica che, consentendo a persone affette da handicap di collaborare al giornale, ne promuove la partecipazione attiva nella comunità, sviluppando le potenzialità di cui sono già in possesso e rafforzandone l’autostima. Nonostante la timidezza iniziale, ho subito riconosciuto in Antonio una persona con una gran voglia di raccontare la propria esperienza e le difficoltà incontrate nella vita quotidiana. In breve tempo abbiamo instaurato un buon rapporto e nei nostri incontri settimanali in redazione, fatti iniziare con un caloroso “ciao Fransisca!”, mi ha dato l’occasione di poter vedere per qualche istante il mondo attraverso i suoi occhi: gli occhi di un ragazzo che quotidianamente deve affrontare sfide e battaglie che, nella nostra disattenzione di persone “normali”, non avremmo mai potuto immaginare essere tali. Ciò che è emerso nel lavoro svolto con Antonio, e da lui stesso raccontato in un recente articolo, è stata la consapevolezza di aver creato con l’associazione un rapporto di scambio reciproco, in cui l’opportunità che a lui veniva offerta si trasformava in un arricchimento per il giornale stesso, grazie all’apporto del suo punto di vista talvolta anche critico. In conclusione l’esperienza a Prodigio è stata fonte di riscoperta e soddisfazione, sia per me, che ho avuto l’opportunità di affiancarlo per parte del suo percorso, che per Antonio stesso. Ho ancora ben stampato nella mente il ricordo di un giorno in cui, dopo essere salita a casa sua per accompagnarlo in redazione, ho visto sulla panca vicino all’entrata l’ultimo giornale di pro.di.gio. fresco di stampa, aperto orgogliosamente sulla pagina dell’articolo firmato da lui!

 

Francesca Bortolin