PER UN TURISMO ACCESSIBILE

Una testimonianza diretta

Data: 10/08/2020
Rivista: 08 - 2020
Autori: Stella Diluiso

PER UN TURISMO ACCESSIBILE

Una testimonianza diretta

Per turismo accessibile si intende quell’insieme di strutture e servizi che permettono a
persone con disabilità o con bisogni speciali di viaggiare, partecipare ad eventi culturali,
visitare città, musei e mostre in condizioni di autonomia e sicurezza.
Tra i destinatari del turismo accessibile sono facilmente individuabili le persone con
problemi di tipo motorio e sensoriale, ma la necessità di strutture idonee alla piena
fruizione della vacanza, del viaggio o del soggiorno si estende tanto spesso anche ad altri
soggetti quali persone anziane che hanno difficoltà a camminare a lungo, famiglie con
bambini piccoli che devono essere accuditi, convalescenti di gravi malattie.
Decidere dove trascorrere una vacanza, utilizzare il proprio tempo libero per visitare luoghi
o monumenti da tempo oggetto del desiderio, dovrebbe essere un’opportunità di scelta
aperta a tutti, così che si realizzi quel principio di uguaglianza espresso dalla nostra
Costituzione all'art. 3: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti
alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche,
di condizioni personali e sociali”. Il medesimo articolo recita anche: “È compito della
Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la
libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e
l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale
del Paese”.
Soprattutto in Italia, dove l’arte, la cultura e la storia si intrecciano a meravigliose mete
paesaggistiche che tutto il mondo ci invidia, l’accessibilità dovrebbe essere la norma,
senza distinzioni tra strutture capaci o no di soddisfare le esigenze di persone con bisogni
speciali, siano essi di natura fisica o mentale, permanenti o contingenti. È necessario un
mercato turistico sempre più privo di barriere, poiché la cultura dell’accoglienza è indice
del livello di civiltà di un Paese.
Io ho delle difficoltà motorie perciò è sulla base della mia personale esperienza che mi
permetto di suggerire alcuni semplici accorgimenti che permetterebbero, a me come a
tutte le persone con problematiche simili, di accedere anche a luoghi che attualmente ci
sono inaccessibili.
La maggior parte delle spiagge, anche quelle attrezzate con lettini e ombrelloni che puoi
noleggiare a caro prezzo, è praticamente preclusa a chi ha difficoltà a camminare sulla
sabbia o debba spostarsi in carrozzina, e l’ingresso in mare è assai difficile, se non
impossibile. Però sarebbe sufficiente, per spostarsi senza difficoltà, che le passerelle
arrivassero fino alla battigia, che su ogni lido ci fosse una sedia Job per permettere
un’agevole entrata in mare e qualche lettino da spiaggia rialzato per potervisi trasferire in
autonomia dalla carrozzina. Non è bello non poter scegliere il luogo delle proprie vacanze
solo perché mancano questi semplici presidi che, a parer mio, dovrebbero essere
obbligatori su ogni spiaggia pubblica o privata.
Molti musei offrono l’ingresso gratuito alle persone diversamente abili e questa è
certamente una buona cosa, ma non sempre è sufficiente: camminare con le stampelle
può essere molto faticoso, tanto da farti rinunciare alla visita, o comunque da impedirti di
usufruire in pieno della bellezza dell’arte che si mostra ai tuoi occhi. Perché non dotare
ogni museo di una carrozzina da prendere in prestito, e che tra l’altro può essere utile
anche a persone che ne hanno una necessità transitoria?
Sono piccoli accorgimenti che renderebbero meno faticosa la vita di chi il destino ha voluto
“diversamente abile” e contribuirebbero a rimuovere “quegli ostacoli che limitano di fatto la
libertà e l’uguaglianza dei cittadini”.