Open2020: Il turismo accessibile in montagna

"L'accessibilità non è il fine di un viaggio ma una condizione"

Data: 01/12/2018
Rivista: 12 - 2018
Autori: Miranda Minella
Miranda Minella

"L'accessibilità non è il fine di un viaggio ma una condizione"

Il turismo è uno dei settori che ha visto in Europa la maggiore crescita negli ultimi 10 anni, essendo anche la terza attività economica. Eppure gli investimenti in tema di sostenibilità e accessibilità sono ancora troppo pochi.

Di questo e molto altro si è parlato venerdì 21 settembre alla Federazione Trentina della Cooperazione al convegno “OPEN2020 - il turismo accessibile in montagna” che ha visto coinvolto un variegato gruppo di spettatori: persone disabili, amministratori, operatori turistici, studenti universitari, associazioni di categoria, associazioni sociali, professionisti di montagna, direttori di musei e di strutture culturali e sportive.

Il turismo accessibile coinvolge infatti diverse istituzioni e operatori del territorio. Proporsi come destinazione per tutti aumenta la competitività e ha riscontri importanti sia in termini sociali che economici. Durante gli  interventi è emerso come il Trentino Alto Adige abbia compiuto passi da gigante nella gestione delle risorse in ambito turistico. Per esempio, attrezzando alcuni percorsi enogastronomici per diventare accessibili.

Isabella De Monte, membro della Commissione Europea per il Turismo, ha spiegato: “Turismo per tutti è un mantra che rappresenta un’opportunità imprenditoriale. Noto infatti un aumento della consapevolezza riguardo all’accessibilità come occasione per chi lavora nel turismo”.

“L'accessibilità per tutti” ha continuato la De Monte “è la giusta filosofia per chi ha una mobilità limitata, per gli anziani, per chi ha allergie o necessità alimentari particolari. Dunque in senso lato. L’accessibilità non è qualcosa di obbligatorio e dovuto a un numero di persone, deve essere un’opportunità.

C’è un mondo di persone che sta a casa perché non ha una risposta ai proprio bisogni.

I passi fatti sono stati tanti ma sono altrettanti quelli da fare”.