Neve a bizzeffe e ruote

Data: 01/02/2021
Rivista: 02 - 2021
Autori: Ugo Bosetti
Ugo Bosetti

Neve a bizzeffe e ruote

Le nevicate stentarelle  degli ultimi anni, pronte a sparire al primo raggio di sole, rischiavano quasi di farci dimenticare il colore della neve: qualcuno ricorda quella dell'anno scorso? e dell'anno prima? e prima ancora? Alla memoria, qualche centimetro soltanto nonché temperature da gennaio ormai tardo autunnale!

Da fine anno invece, neve a quintali, a tonnellate addirittura: a detta dei giornali 50 centimetri e temperature adeguate a tenerla incollata al suolo!

La voglia di far qualcosa di ‘normale’, dopo 10 mesi di quasi clausura, era diventata così fortissima sicché, obnubilato da un delirio totalizzante, ho azzardato: ”Sabato (l’8 gennaio) facciamo un giretto in centro città… un posto per sostare e un marciapiedi libero da neve lo troveremo!” 

Detto tra noi, se andar in giro era difficile per i comuni cittadini (quelli a due scarpe), figuriamoci per noi, quelli in carrozzina o con girello, col bastone, a braccetto... Istigato da un noto proverbio “Chi non risica, non rosica”, decido di rosicare!

Diciamolo subito e mettendo da parte il sottile piacere che dà il criticare l'autorità costituita (il sindaco): l’accessibilità in città, non male già per i bipedi, non lo era nemmeno per me in carrozzina e tutti gli altri con qualche difficoltà a spostarsi in proprio!

Sale a bizzeffe e spalatori ‘a spiazi’ hanno reso percorribilissimi marciapiedi e strade, via Manci, piazza Battisti e tutto il centro. La neve accumulata ai lati lasciando ben liberi i varchi, accesso ad ogni vetrina e negozio, quasi un invito ad affollare il centro e i relativi... spazi commerciali!

Oddio, qualche passaggio era un po' difficoltoso, tratti innevati e ghiaccio a gobbe tipo "Lapponia Babbo Natale Tour", ma già uscire di casa con la neve è un rischio per tutti, figuriamoci per un disabile: costui, cadendo, non rischierebbe di ammaccarsi solo il sedere (come mi ha garantito un tale, quasi un invito a provare…), ma ben peggio, di scivolare giù da un marciapiedi, finire in qualche fosso a bordo strada, schiantarsi contro un mucchio di ghiaccio, di quelli belli zozzi! Magari lo scioccone di turno, quello che d'estate vi chiede dei moscerini negli occhi, vorrà sapere se a bordo avete le catene invernali... 

Il fondo strada, comunque, era ben abbordabile e sicuro. E poi, detto tra noi, quattro ruote sono più sicure di due scarpe: al massimo finisci in terra (i bipedi invece rischiano di atterrare sui denti....). 

In giro un sacco di gente e luci, specie in piazza Duomo, attorno al Nettuno, sotto il tiglio e lì all’albero di Natale. Fiera e piazza Italia l’unica delusione: niente mercatini né strutture né altro… solo buio! Meglio tornare in piazza Duomo piena di gente (piazza piena), luminarie e luci!                                                                                                                                                                                                                                         

Di questo tour, l’aspetto più sorprendente è stato l'abnorme numero di carrozzine incrociate per città: invece dell'unica abituale, al massimo due, ne circolavano parecchie, forse una decina!!! Ce n'erano in piazza Duomo, in via Oriola, via Manci, in piazza Dante, al supermercato... Se, in verità, qualche disabile era lì solo per fornir la scusa a qualcun altro (!) di parcheggiare nei posti riservati (diffusissimo), qualcun altro era venuto di proposito per curiosare nei negozi, bersi un bicchierino di vin brulé, veder le luci, farsi un regalo o semplicemente cazzeggiare. Non era raro scorgerne qualcuno in carrozzina dietro le vetrine di bar e negozi o in fila alle code...   

Anziani a braccetto o col bastone ma anche giovani o presunti tali: con le mascherine non erano facili da identificare! I saluti non sono comunque mai mancati: qualcuno con un breve cenno della testa, altri si fermavano per gli auguri, altri ancora i 'tacava boton’ occupando mezzo marciapiedi. 

Tra i passanti qualche sguardo sorpreso, fronti aggrottate, espressioni preoccupate ma anche compiaciute: tutti ti fanno passare, ti danno la precedenza e si mostrano ben disposti ad aiutarti. File davanti ai negozi o alla cassa? No problem: bastava l'apparire di una ruota e l'invito a passare davanti era automatico!

Un'osservazione quasi d'obbligo sugli stalli (posti) riservati ai disabili: gran parte erano occupati da auto con tanto di tesserino o dalla neve ammucchiata (Via Cavour) ma, data la gran quantità caduta, ci poteva proprio stare! In via Marchetti una scena quasi divertente all'arrivo di un’anziana, molto anziana, con una Panda verdastra: prima ha sporto le gambe, poi messo fuori il bastone per palpeggiare la sdrucciolosità della strada e ridendo si è tirata in piedi: ce la faceva a star su! Giuliva, ha quindi preso il largo...

Il freddo dell'imbrunire, anche -4,  la chiusura del 'bacuchel' di caldarroste e bevande calde in via Oss Mazzurana e le ombre lunghe della sera ci consigliano di fare come i migratori: cercare il caldo! Così, ruote in strada (quelle della macchina, intendo…) verso casa!

Che dire dell'esperienza? Non male... non male: trattato come uno qualsiasi! Segno che la disabilità motoria, così come ogni altra, è sempre più un fenomeno 'normale', l'esempio di una vita che non è andata come voleva il titolare della stessa, un segno dell'accettazione della disabilità come destino possibile per ciascuno, per nascita o per sorte...

Resta un però… Ministero della Sanità, Istat e Inps indicano in 65–75 le persone con paralisi da frattura vertebrale, ossia un traumatizzato ogni 1.000 abitanti. Numeri che diventano ben più grandi considerando altre cause invalidanti: emorragie ed infezioni midollari, lesioni vascolari, malattie degenerative, sclerosi amiotrofica, mieliti, neoplasie cerebrali, neuropatie, miopatie, morbo di Friedreich ecc.. ecc.. 

A Trento, come nel resto del Paese, circa l’1% della popolazione, ossia  1100  (su 110 mila abitanti). Sottraendo a questo numero la decina incontrata, ne mancano all’appello circa 1.090: dove erano costoro? Tutti in casa bloccati da neve e freddo in attesa dei termosifoni per strada promessi dal Municipio? Aspettavano il ritorno delle rondini? Cari “mancanti”… l’occasione era ottima per un giretto ‘full immersion’ tra la gente in alternativa a salotto, videogioco, tv e chiacchiere di parenti in doverosa visita di cortesia… Meditate per l’anno prossimo gente, meditate!

Per concludere, un plauso al municipio che, pur avendo tra i suoi compiti il rendere la città praticabile a tutti, ha adempiuto al compito con cura proprio per tutti!

Ci aspettiamo lo stesso trattamento anche per le feste di fine 2021 con tanta neve e senza Covid-19... sennò che Natale sarebbe quello del 2021?