MUSICA SENZA CONFINI

Un linguaggio che va oltre le disabilità

Data: 01/10/2020
Rivista: 10 - 2020
Autori: Noemi Manfrini
Noemi Manfrini

MUSICA SENZA CONFINI

Un linguaggio che va oltre le disabilità

Grazie alla tecnologia, ora anche i disabili più gravi possono suonare e comporre usando solo gli occhi e il respiro, attraverso diverse tecnologie e dispositivi sofisticati.

A ideare questo sistema è stato Manuele Maestri, musicista professionista laureato presso il Conservatorio di Rovigo e di Trento: “Anche se in condizioni di particolare svantaggio la musica permette di esprimere, comunicare ed emozionare", afferma.

Il progetto si chiama “Musica Senza Confini” ed è accessibile grazie ad una serie di soluzioni hi-tech, efficaci per superare le varie disabilità che cambiano tra i soggetti coinvolti. Le tecnologie assistive, infatti, consentono alla persona di poter beneficiare della ricchezza creativa ed espressiva dell’esperienza musicale. Gli strumenti aerofoni, per esempio, sono utilizzati da quelle persone che hanno perso la capacità di movimento agli arti superiori. Funzionano combinando la respirazione con il movimento del viso. Tutti i parametri di questi strumenti possono essere modificati in base alle possibilità della persona: sensibilità della respirazione e regolazione del movimento facciale.

Il microfono ad ultrasuoni, invece, è un dispositivo speciale che proietta una tastiera invisibile. Funziona come un sonar ed è in grado di leggere la distanza che c’è tra il suo sensore e l’ostacolo. Questo strumento potrebbe essere usato, come prima ipotesi, quando un tetraplegico riesce a muovere le braccia ma non le dita delle mani. 

Un altro esempio di hi-tech è il “Mouse Play”, un software che funziona tramite l’utilizzo del mouse. Adatto per le persone che possono muovere solo il viso, ma che hanno anche difficoltà ad usare gli strumenti a fiato, si utilizza tramite un simulatore di mouse. I pulsanti sono dei supporti sensibili al tocco e sono in connessione wireless con la loro centralina, da cui possono essere modificati. 

Ad ognuno si può applicare una scala, una melodia, una nota, uno o più accordi e selezionare il suono dello strumento musicale preferito.

“Non si tratta di musicoterapia, non sono un musicoterapista e non ne ho le competenze”, sottolinea Maestri. “L’intento è quello di riprodurre in maniera più fedele possibile brani di musica di un certo livello. Cerco di portare la mia esperienza, fatta sui palchi o in studio. 

La musica, è un’inesauribile fonte di piacere, oltre ad essere una modalità di comunicazione universale”.