Moving beyond inclusion

Data: 01/10/2016
Rivista: 10 - 2016
Autori: Martina Dei Cas
Martina Dei Cas

Vogliamo costruire una società più inclusiva attraverso la danza, in cui anche un ragazzo o una ragazza disabile possa sognare di diventare un artista


Moving beyond inclusion

A Oriente Occidente la danza quest'anno è senza barriere

 «Vogliamo costruire una società più inclusiva attraverso la danza, in cui anche un ragazzo o una ragazza disabile possa sognare di diventare un artista» racconta Anna Consolati, referente italiana di Moving beyond inclusion, il progetto europeo di durata biennale che mira a promuovere l’alta formazione per i ballerini affetti da disabilità fisiche e/o cognitive, stravolgendo i tradizionali canoni di arte e abilità.

Il progetto, finanziato attraverso il programma UE Europa Creativa, è coordinato dalla Candoco Dance Company che, nata a Londra venticinque anni fa, è oggi considerata, grazie all’impiego congiunto di danzatori abili e disabili, la compagnia inclusiva più grande del mondo. Tra i cinque partner, provenienti da altrettanti Paesi diversi figurano l’Istituto croato per il movimento e la danza, la compagnia svedese Producentbyrån, la tedesca Tanzfähig, la svizzera BewegGrund e il festival Oriente Occidente di Rovereto che, in occasione della sua trentaseiesima edizione, ha dedicato a Moving beyond inclusion una tre giorni (9-11 settembre 2016) ricca di workshop e seminari sulle politiche e le buone prassi che, a livello nazionale ed europeo, tutelano gli artisti diversamente abili.

 «Nel Nord Europa questi soggetti dispongono di numerosi finanziamenti. Anche in Italia la legislazione è stata riformata al fine di prevedere tale opportunità, ma essa rimane ancora in larga parte disattesa. Per esempio, il Liceo Coreutico ad oggi non ha specifiche modalità di ammissione per gli studenti disabili e ciò costituisce una grossa barriera all’entrata, in quanto impedisce a questi ragazzi di formarsi nelle arti performative in maniera professionalmente completa, soddisfacente e compatibile con la loro situazione personale - spiega Consolati - Proprio per questo Moving beyond inclusion ha come obiettivo primario quello di promuovere la formazione degli artisti disabili, fornendo loro al contempo strumenti per comprendere dove reperire i finanziamenti per le proprie attività, per esempio attraverso la creazione di un portale dove siano inseriti gli estremi di tutte le organizzazioni che operano nel settore, e occasioni in cui rendere visibile il prodotto del proprio impegno. Per questo vi diamo appuntamento a settembre del prossimo anno, quando a Oriente Occidente le compagnie sopracitate metteranno in scena una serie di spettacoli inclusivi di grande qualità e impatto».

Martina Dei Cas