La Croce Scarlatta

Data: 01/02/2018
Rivista: 02 - 2018
Autori: Cristian Bua
Cristian Bua

L'Accademia della Croce Scarlatta crea occasioni di svago e relazioni per minori a rischio di esclusione sociale

Siete una piccola, ma forte realtà di una grande Viterbo, parlateci di voi... 

Francesca: «Outer Eden, da come evince il nome, è un piccolo Eden dove, gli amanti del gioco di ruolo, sono liberi di esprimere la loro fantasia attraverso il loro personaggio col quale vivere avventure sempre diverse e personali. Prima di parlare nello specifico della nostra Associazione ci sembra più corretto spiegare cosa sia il gioco di ruolo. Il gioco di ruolo è un gioco dove i giocatori assumono il ruolo di un personaggio che si muove all'interno di un'ambientazione dove avvengono fatti fittizi, strutturati dalla figura del " Master". Il Master, oltre che a creare le trame, le avventure ricopre anche il ruolo di arbitro, strutturando un regolamento ben preciso che i giocatori si impegnano a rispettare per assicurare un gioco fluido e sereno. L'esempio più famoso e comune è Dungeons & Dragons o abbreviato DnD. Noi, come ogni altro giocatore, ci siamo affacciati a questa realtà grazie proprio a questo gioco ma dobbiamo il nostro amore per l’aspetto più interpretativo dal meno conosciuto ELish, che ha un'ambientazione altrettanto vasta ma con meno regole, concentrando l’attenzione più sulla recitazione. La recitazione è appunto, soprattutto per il Gioco di ruolo dal vivo, un elemento molto importante, come i costumi, le scenografie e le armi simulate. Non bisogna certo essere attori per giocare di ruolo, attenzione, basta solo aver voglia di mettersi in gioco e uscire per un giorno dai soliti, noiosi e stressanti panni, per indossare quelli di chiunque noi vogliamo essere in quel momento, seguendo un copione personale e improvvisato. Ecco, noi, come associazione, ci occupiamo di rendere ciò possibile, indossando il ruolo di “Master”, usando il nostro regolamento, la nostra ambientazione (entrambi scritti e ideati da noi) e far vivere tali avventure sia cartaceo che dal vivo, sia ai più piccoli che ai più grandi. Per ora le nostre attività sono più puntate a un pubblico più giovane che varia dai 9 ai 13 anni creando per loro eventi settimanali sotto il nome di “accademia della croce scarlatta” ma a Gennaio amplieremo le attività per gli over 14.»

 

Come e perché è nata la vostra Associazione? 

Gianfranco: «In realtà è nato tutto per regalare un compleanno diverso a mia cugina 3 anni fa. Essendo noi giocatori di ruolo incalliti, sia da tavolo che dal vivo, ho ritenuto potesse essere divertente per dei bambini sperimentare questa attività. Ed Ha funzionato.» Francesca: «Direi! Il giorno dopo siamo stati invasi da bambini che chiedevano di giocare ancora “a spade”. Come potevamo dirgli di no?» G: «Da quel giorno abbiamo iniziato a creare piccoli eventi per i bambini del quartiere nel giardino pubblico dove si era creato un bel gruppetto. Visto il successo e l’aumento dei bambini abbiamo pensato…Perché no?» F: «Da sempre il GDR (Gioco di Ruolo) era un'attività relegata agli adulti, i motivi erano molteplici e alcuni più che giusti, ma chi meglio dei bambini può immergersi in un mondo fantastico dove domina la fantasia?» G: «Cosi abbiamo iniziato a partecipare al Grest (Gruppo Estivo), feste pubbliche e non, sempre senza compenso, per il solo gusto di divertire e divertirci. Quando il seguito divenne numeroso, tanto da organizzare un Grest interamente gestito da noi e rigorosamente in tema, abbiamo ben pensato di renderla una cosa effettiva e concreta. Nasce così Outer Eden.»

 

Quali sono le sfide che dovete affrontare quotidianamente?

«Le sfide sono molteplici - dice francesca - siamo in una città medioevale che si presta moltissimo, ma trovare spazi da poter utilizzare è paradossalmente difficile. Siamo sempre ospitati, fortunatamente, da parrocchie che per ovvi motivi sono limitative a livello di spazi e tempi. Curioso è che il nostro essere giovani (24-25 anni) fa spesso storcere il naso alle persone a cui ci rivolgiamo per organizzare i nostri eventi. Non so se per scetticismo o perché non abituati a l’intraprendenza giovanile, ma spesso risultano diffidenti o anche eccessivamente paterni, quasi se avere poco più di 20 anni non ti permetta di saper gestire la burocrazia e tutto ciò che compete “il mondo degli adulti”. Un altro dei problemi che, purtroppo, ci ha colpito ultimamente, è aver ricevuto varie accuse di plagio o furto di idee altrui. Ci teniamo a precisare che, come ogni scrittore, autore e qualsiasi altro creatore di contenuti abbiamo preso ispirazione da ciò che ci ha appassionato ed emozionato, ma tutto quello che è possibile vivere in Outer Eden è frutto della nostra fantasia»

 

Cosa state imparando da questa esperienza?

«La prima cosa in assoluto che abbiamo avuto modo di provare è la labirintica e contorta burocrazia italiana del quale però ora abbiamo trovato il filo di Arianna e possiamo quasi definirci “i Teseo” del nuovo millennio. Un’altra cosa che abbiamo appreso, questa volta sotto il profilo psicologico-relazionale, è che non esistono ragazzi problematici o ragazzi “normali”, ma semplicemente ragazzi empaticamente poliedrici che richiedono approcci diversi per entrare nella loro “sfera privata” ed instaurare un dialogo - continua Gianfranco - Spesso infatti da noi sono venuti ragazzi definiti “troppo vivaci” dai professori o genitori, che però si sono dimostrati i più “fertili” verso la nostra idea del sano gioco di ruolo. Infatti, dopo mesi di frequentazione, i genitori hanno riscontrato nei propri figli positivi cambiamenti comportamentali. Non ci professiamo come educatori o qualsivoglia figura atta a plasmare i comportamenti infantili, ma d'una cosa ne siamo fermamente convinti: a volte, basta saper ascoltare e mettersi nei panni altrui per capire meglio una persona… proprio come nel gioco di ruolo!»

 

Qual’é la soddisfazione più bella che avete avuto da quando è nata questa Associazione?

«La nostra soddisfazione più grande ce la danno i bambini. Vedere vivere in loro e nella loro fantasia ciò che noi creiamo e vederli unirsi in qualcosa che li accompagna anche al di fuori delle nostre attività. Vedere nascere amicizie, anche tra bambini che generalmente si ignorerebbero. Vedere annientate le classiche barriere sociali che non esistono nel gioco di ruolo da noi proposto o semplicemente vederli affrontare i problemi in maniera diversa, senza i timori odierni, ci dà la spinta, l’energia e la voglia di dare il massimo.»

 

Avete concluso o avete in cantiere qualche particolare iniziativa e/o progetti futuri? Volete parlarne?

«Di progetti in cantiere ce ne sono fin troppi. Vorremmo espandere il nostro gioco in ogni campo possibile. Non ce la sentiamo ancora di esporre il contenuto di tali progetti, invitiamo, invece, a seguirci e a scoprirli insieme a noi!»