La tecnologia delle Emozioni

Google Glass ci aiuta a capirle

Data: 01/12/2018
Rivista: 12 - 2018
Autori: Daniel Guida
Daniel Guida

Google Glass ci aiuta a capirle

Google Glass è stato un esperimento che andò storto nel 2016 per la bassa vendita: si trattava di occhiali smartphone, creati per facilitare la gente nel chiamare, inviare messaggi oppure nel navigare su internet, ma la bassa pubblicità e la difficoltà nell'usare tali strumenti fece sì che venissero tolti dalla vendita.

Ma ora i Google Glass potrebbero tornare, e questa volta per aiutare la gente che ne ha davvero bisogno.

L'università di Stanford ha scoperto tramite dei software che gli occhiali google potrebbero servire per i bambini affetti da autismo come cura per farli vivere in modo armonioso con chi sta loro intorno.

I dati pubblicati mostrano come la maggior parte dei bambini sotto i 17 anni, affetti da autismo, non riescano a riconoscere le emozioni facciali dei propri interlocutori, con notevoli difficoltà nelle interazioni sociali e nello sviluppo delle amicizie.

Per molte famiglie è difficile e costoso acquisire competenze tali da comprendere i bambini con questo disturbo, ma i ricercatori di Stanford, dopo molte ricerche, hanno sviluppato un sistema che grazie ad una IA [Intelligenza Artificiale] riesce ad automatizzare il riconoscimento dell'espressione grazie proprio ai Google Glass.

Sfruttando la telecamera rivolta all'esterno degli occhiali, si riescono a leggere le espressioni facciali e, grazie allo schermo nelle lenti, il bambino riesce a capire in modo facile e veloce l’emozione della persona vicina. Lo schermo registra anche la quantità e il tipo di contatto visivo, così da aggiungere un livello di intervento comportamentale.

Ad ogni movimento delle guance, della bocca o degli occhi, il programma riesce a distinguere un’emozione tipica come tristezza, apprensione, gioia o paura, creando poi sullo schermo delle descrizioni semplici sulle espressioni fatte dall’interlocutore. Il processo può essere reso ancora più semplice, facendo visualizzare un Emoji al posto della descrizione che rappresenta l’emozione.

Un modo semplice per i bambini affetti da autismo, per stare accanto alle persone.

Se l’esperimento di questa università dovesse rivelarsi funzionante e preciso, i Google Glass potrebbero tornare al centro delle attenzioni di tutto il mondo e aiutare molte persone nel campo della salute del futuro come terapia per l’autismo.