L'altopiano dell'accoglienza

Data: 01/12/2017
Rivista: 12 - 2017
Autori: Samuel Daldin
Samuel Daldin

Villa Rizzi, un "generatore" di educazione e formazione per ragazzi

La giornata a Villa Rizzi inizia con Gloria Frizzera, una formatrice che ci accoglie per mostrarci questo posto immerso nel verde, tranquillo e lontano dal brusio della città, situato a Sardagna, un paese localizzato su un antico altopiano orientale del versante del monte Bondone.

 

Ci racconti la storia di questa Villa?

 

In origine era proprietà di un signore proveniente da Torino, che rimasto affascinato dagli spettacolari paesaggi trentini, decise di creare un piccola villeggiatura e di circondarla con vari tipi di fiori, ognuno preso da ogni posto che andava a visitare. Per disaccordi di ereditarietà la Villa finisce nelle mani della Provincia Autonoma di Trento e concessa in uso alla Comunità Murialdo nel 1988. Inizialmente si praticavano attività di orticoltura ed allevamento, successivamente si introduce la coltura di piccoli frutti come more, lamponi e mirtilli. Fra il 2008 ed il 2009 si inseriscono elementi significativi di cambiamento che favoriscono a delineare la configurazione attuale del progetto di socializzazione al lavoro.

 

Di cosa si occupa Villa Rizzi?

 

«La mission principale è quello di svolgere un servizio di accoglienza di minori e giovani e creare una situazione di socializzazione dove i ragazzi acquisiscono autonomie e competenze utili nella vita quotidiana mediante lo strumento del lavoro». Durante il nostro tour infatti, un via e vai di persone indaffarate ci circonda, pulire pavimenti, svuotare i bidoni e andare a fare la spesa sono alcune delle abituali mansioni svolte dai ragazzi. La Villa dispone di un terreno utilizzato per la coltivazione di erbe officinali che a loro volta servono per la produzione di creme, infusi, shampoo e sali da cucina aromatizzati. Il processo di creazione di quest'ultimi è rappresentato da una lunga filiera produttiva partendo dalla coltivazione, raccolta, essiccazione, trasformazione, confezionamento e fine alla vendita, mediante procedimenti particolari a seconda del prodotto che si vuole realizzare. «Grazie a questo i ragazzi acquisiscono competenze come l'autonomia, la responsabilità e la puntualità» conclude dicendo Gloria.

 

Rete, socializzazione, accompagnamento e lavoro sono le parole chiavi della Villa che offre attività calibrate a seconda delle esigenze di ciascun ragazzo, avvicinandolo così a una crescita consapevole di ciò che va a fare. La lavorazione della terra e di piante naturali come le erbe rappresenta uno stimolo sano che rientra pienamente nei canoni di rispetto dell'ambiente e crescita individuale, un terreno fertile perfetto per potenziare le conoscenze e capacità di base mantenendo un ruolo attivo nella vita sociale e professionale. Per concludere la nostra visita, veniamo invitati a fare la quotidiana merenda con i formatori e ragazzi del posto, assaporando attorno ad un tavolo uno degli infusi preparata dalla Villa. Un momento importante nel quale abbiamo occasione di scambiare alcune chiacchiere con gli attuali ragazzi che lavorano, chi da alcuni mesi e chi da poche settimane.

 

Villa Rizzi è un generatore di opportunità per la promozione della comunità e del territorio.