Il guanto che aiuta a farsi capire

Un progetto creato per aiutare a comuncare

Data: 01/06/2019
Rivista: 06 - 2019
Autori: Daniel Guida
Daniel Guida

Un progetto creato per aiutare a comuncare

Gli strumenti per l'autonomia e la libertà per la disabilità è sempre più costosa e quindi proibitiva dal momento che gli enti come ASL o chi di dovere non riescono a fornire gratuitamente

Ma certe tecnologie possono nascere anche da grandi idee create con un budget minore. Un esempio è quello che hanno creato gli alunni della scuola primaria "Borgonuovo" dell'Istituto Comprensivo Biella, insieme al professor Giuseppe Aleci, creando un "Guanto Parlante" in grado di aiutare chi ha disabilità verbali, a poter comunicare ed esprimere bisogni primari come (Sete, Fame, Bisogni Fisiologici, Sonno e molto altro...)

 

"I bambini della classe terza A e terza B" ha detto l'insegnante Mariella Attanasio "sono sempre stati attivi per qualunque attività, e quindi insieme ai ragazzi con disabilità della cooperativa sociale "Domus Laetitiae" di Biella, si sono messi a lavoro su qualche progetto"

 

Il guanto è stato progettato anche grazie ai ragazzi del IIS "Gae Aulenti" di Biella che tramite tecnologie non costose come il Microbit sono riusciti a costruire questo "Guanto Parlante" che lavora usando i disegni che rappresentano i bisogni primari, creato dagli alunni della scuola primaria che poi vengono registrati con la sintesi vocale tramite un preciso movimento della mano descritti dai disegni stessi così da indicare parole come Ho Fame, Ho sete e molto altro.

Questo guanto poi è stato consegnato alla Domus Laetitiae e molti ospiti della struttura ne sono rimasti felicissimi e colpiti di questo fantastico progetto che gli ha aiutati ad esprimersi.

Questo fa capire che possono nascere nuove tecnologie dalla semplicità e che costi veramente poco ma che possa servire comunque a chi ha bisogno. Ancora non si saprà se questo progetto potrà essere usato da altre parti essendo un progetto piccolo e creato da singole scuole, ma questo dimostra che anche da bambini di 8 anni, con voglia di aiutare, aiutati sia da genitori, sia da professori e sia da altre persone, possono creare grandi progetti con il fine di unire tutti quanti e poter comunicare tutti assieme.

Auguriamo una buona fortuna a questi ragazzi e al loro progetti e speriamo un giorno possano essere un esempio per il futuro, dove per poter essere rivoluzionario si può, basta avere piccole idee senza grandi costi.