Giuseppe Pontiggia – Nati due volte

Data: 01/04/2022
Rivista: 04 - 2022

Giuseppe Pontiggia – Nati due volte

L'intelligenza è una dote rara e in un libro la si percepisce da grappoli di parole perfettamente combinati.
Quando si leggono questi passaggi si ha come la sensazione di innamorarsi, come sentire del caldo nella
pancia. Nati due volte prende in prestito l'eccellenza della lingua italiana e fa innamorare. Non è un caso
che si appunti al petto il premio Campiello nell'anno 2001.
Se ci si sofferma sulla quarta di copertina la trattazione del libro, seppur scritta brillantemente, potrebbe
non attirare il grande pubblico. Sembrerebbe una pubblicazione solo per i <diretti interessati>, per chi
vive la disabilita nel quotidiano e forse in parte lo è. Lo stesso Giuseppe Pontiggia ne vive in pieno
l'intensità con il figlio disabile Andrea, accostando il libro all'autobiografia ma ampliandone gli orizzonti.
Il libro racconta, con lucidità e scorrevolezza, il rapporto di un padre con il figlio disabile. La storia si
muove attorno a personaggi che, ognuno con la propria sensibilità, sfociano nel cinismo, nella stupidità
ma anche in sincera solidarietà. Ho subito riconosciuto in quelle righe una persona a me vicina. I suoi
rapporti con le persone, la sua normalità nell'affrontare gli sguardi degli altri, la sua intelligenza che
evidentemente non è sulla superficie ma in fondo agli occhi. Il libro è la migliore versione possibile di
come tutte queste dinamiche possono essere narrate. Una non banale recitazione in questo teatro che è la
vita incentrato su un pensiero che ci coinvolge tutti: “i bambini disabili nascono due volte: la prima li
vede impreparati al mondo, la seconda è affidata all'amore e all'intelligenza degli altri.”.
La vita va vissuta con gli strumenti che si hanno e molto spesso è sorprendente.