FILOSOFIA DONNA: 10 filosofe che hanno fatto la storia del pensiero

Data: 01/04/2021
Rivista: 04 - 2021
Autori: Maria Devigili
Maria Devigili

FILOSOFIA DONNA: 10 filosofe che hanno fatto la storia del pensiero

Sebbene trascurate nella storiografia tradizionale, molte sono state le donne che hanno lasciato un segno nel campo della filosofia.
Dall’India all’Antica Grecia, passando per il Medioevo fino ad arrivare ai nostri giorni, ecco 10 filosofe donne che meritano la nostra attenzione.
Gargi Vachaknavi (IX e il VII secolo a.C). È stata un’antica filosofa indiana, in letteratura vedica onorata come una grande filosofa naturale. Esperta di Veda e Upanishad, partecipava insieme ai filosofi maschi ai dibattiti. Era una studiosa di spicco che ha contribuito a divulgare l’istruzione tra la popolazione indiana dei suoi tempi.
Diotima di Mantinea (350-380 a.C.). Gli storici sanno molto poco di Diotima, ma le sue parole e idee si trovano nel Simposio di Platone. Secondo la filosofa, le persone possono esprimere amore attraverso la riproduzione sia letteralmente che metaforicamente, ossia sia riproducendosi per avere figli, sia condividendo le proprie idee e rendendosi così immortali. In sostanza, l'amore fa parte della spinta ad essere immortali, nel corpo e nella mente.
Ipazia (351-415). Rispettata filosofa, fu a capo della scuola neoplatonica nell'antica città di Alessandria. Lì insegnò filosofia e astronomia e approfondì lo studio della matematica. La sua morte per mano di una folla cristiana fu uno dei segni della fine dell'antichità classica.
Heloise d'Argenteuil (1090-1164). Conosciuta soprattutto per la sua tragica storia d'amore con Abelardo, Eloisa ai suoi tempi è stata famosa per il suo grande intelletto. Fu una delle prime pensatrici femministe nella storia. Una donna estremamente moderna per i suoi tempi.
Tullia d'Aragona (1510-1556). Romana, figlia illegittima di un cardinale e di una cortigiana. Il suo testo filosofico principale è Dialogo dell’Infinità d’Amore, un'opera neo-platonica in cui discute la necessità della libertà sessuale ed emotiva femminile nell'amore romantico.
Anne Conway (1631-1679). Pensatrice acuta e perspicace, occupa un posto cruciale nella cultura del diciassettesimo secolo. Il suo lavoro, nella tradizione dei Platonici di Cambridge, influenzò molto Leibniz. Il pensiero di Conway è originale, appartenente alla filosofia razionalistica, ma con un’ottica ginocentrica.
Hannah Arendt (1906-1975). Arendt si è sempre definita una teorica politica e ha investigato argomenti quali il totalitarismo e la natura del male. Una delle sue opere più famose, La banalità del male: Eichmann a Gerusalemme, creò disappunto nella comunità ebraica a causa della raffigurazione del nazista Adolf Eichmann come un burocrate che esegue gli ordini e non come un essere malvagio.
Simone Weil (1909-1943). Definita da Albert Camus come “l’unico grande spirito del nostro tempo”, fu insegnante, filosofa, operaia, anarchica, mistica. Il suo è un pensiero personale frutto di esperienze e studi diversi cementati dalla lettura critica di Marx, i testi di Sofocle, Platone e la tensione verso il cristianesimo.
Ayn Rand (1905-1982). Le sue idee sono profondamente radicate nel panorama politico americano. La sua opera rientra nell’Oggettivismo, corrente di pensiero in cui la ragione e il realismo sono centrali e in cui si nega completamente qualsiasi forma di soprannaturale. La filosofia politica di Rand è in gran parte incentrata sull'idea di diritti individuali e governo limitato.
Simone de Beauvoir (1908-1986). Famosa soprattutto per il libro Il Secondo Sesso, un caposaldo nella teoria dell'esistenzialismo femminista. La filosofa francese sostiene che una persona non nasce donna ma lo “diventa” essendo paragonata agli uomini. In questo modo le donne sono “l’altro” e anche grazie a questa loro perpetua alterità gli uomini possono salire in alto nelle gerarchie sociali.