Cooperativa HandiCREA

Data: 01/04/2017
Rivista: 04 - 2017
Autori: Martina Dei Cas
Martina Dei Cas

Intervista alla presidente Graziella Anesi

Graziella, Lei che presiede HandiCREA da oltre vent’anni, è sicuramente la più titolata per raccontarci come e perché è nata la vostra cooperativa?

HandiCREA è nata nel 1995, perché ci siamo resi conto che mancava uno sportello unico a cui i disabili potessero rivolgersi per avere informazioni a tutto tondo circa i servizi e le agevolazioni predisposti in loro favore in Trentino. A quei tempi infatti non c’era internet e informarsi, per esempio sui documenti da compilare per ottenere la patente di guida speciale o sulla Legge 104/1992, si rivelava spesso una vera sfida. La cooperativa, che ora vanta 5 dipendenti, 15 soci e 4 uffici periferici (a Pergine, Riva del Garda, Rovereto e Tione), è partita grazie alla solidarietà e all’impegno volontaristico: inizialmente io ho messo a disposizione il mio pc, un altro socio ha portato la stampante da casa e altri ancora hanno ristrutturato il minuscolo locale della prima sede.

La vostra attività prevalente è dunque quella di sportello, ma quali sono le domande più ricorrenti degli utenti?

Nel solo 2016 abbiamo registrato 999 contatti, il 19 % in più rispetto al 2015. Ci sono state poste 2.123 domande alle quali abbiamo fornito 2.469 risposte. La maggior parte dei quesiti riguardano le possibilità di trasporto gratuito o agevolato per disabili, ma anche il funzionamento dei permessi per assistere i familiari malati o anziani ai sensi della Legge 104/92 e l’accessibilità delle strutture turistiche del territorio. In materia di trasporti, in genere si tratta di spiegare come funziona MuoverSi, il servizio di trasporto provinciale destinato agli invalidi civili totali, nonché agli invalidi minorenni o a coloro che, già tutelati dalla Legge 104, presentano difficoltà motorie gravi. Ad ogni avente diritto viene affidata una quantità predefinita di chilometri, da poter spendere a tariffa agevolata in base ai propri parametri ICEF presso gli enti di trasporto accreditati. Stanno anche crescendo le richieste sui progetti e la cosiddetta legislazione “Dopo di Noi”, che promuove la vita indipendente dei disabili anche in seguito alla scomparsa dei loro cari.

HandiCREA si occupa anche di mappatura dell’accessibilità del territorio. Le cose sono migliorate dagli anni ’90 ad oggi? Se sì, come?

Sicuramente c’è maggiore consapevolezza e sono stati tagliati traguardi importanti, ma l’avvento della crisi economica e la conseguente revisione delle spese hanno segnato una drastica riduzione della lotta per una pianificazione urbana completamente priva di barriere architettoniche. Questa giustificazione però è più apparente che reale, soprattutto considerando che costruire fin dall’inizio senza barriere costa comunque meno che rimuoverle. Da questo punto di vista è fondamentale il rapporto con istituzioni, uffici tecnici e professionisti per trovare assieme risposte comuni nei progetti. L’importante è non smettere mai di captare i segnali negativi ma anche positivi: per esempio la settimana scorsa siamo stati contattati dai costruttori di una grande struttura ricettiva che, in fase di progettazione, desideravano avere un parere circa l’effettiva accessibilità delle diverse aree così come le avevano pensate. E questa è la prova che qualcosa sta cambiando.

Qual è stata la soddisfazione più grande che si è portata a casa in questi vent’anni di HandiCREA?

La mia prima grande soddisfazione professionale è in realtà anche un traguardo personale e consiste nel poter andare e venire tutti i giorni dal mio paese natale, Baselga di Pinè, a Trento, grazie allo sviluppo del trasporto pubblico accessibile: la prima linea extraurbana dell’allora Atesina è partita nel novembre 2000 e da quell’anno i mezzi dotati di pedana sollevatrice sono aumentati, fino a diventare il 17% del totale. Per quanto riguarda invece il trasporto urbano nella città di Trento, le linee sbarrierate sono 20 con un totale di fermate sbarrierate di 270.

Vi sono poi altre soddisfazioni, come il fatto che i nostri sportelli periferici, aperti due pomeriggi al mese, abbiano sede in diverse strutture pubbliche e private: la Cooperativa Mimosa a Riva del Garda, il Comune a Rovereto, l’Ospedale riabilitativo Villa Rosa a Pergine e la Comunità di Valle a Tione. Credo infatti che per crescere e migliorare la qualità dei servizi offerti ai cittadini sia fondamentale costruire sinergie tra i diversi enti attivi sul territorio.

E la difficoltà più grande?

A volte è dovuta alla mia disabilità e all’energia, che non è quella di una volta ma che, per fortuna, è compensata dalle persone che lavorano con me e senza le quali non sarebbe possibile seguire tutti gli impegni di HandiCREA.

Poi mi pesa lo scontrarmi con quelle persone, e purtroppo sono ancora tante, che vedono la disabilità esclusivamente come un costo e non tengono conto di quanti benefici (anche economici) vi siano nel rendere una persona con disabilità il più autonoma possibile. Insomma non si può mai mollare!

Credo vada riconosciuto da tutti che in Trentino si sono fatti dei grandi passi culturali in avanti e che ci sono tante realtà che supportano i disabili nella loro vita quotidiana e nella loro realizzazione personale e professionale, ma penso che manchi ancora la capillarità, ovvero, per esempio, la possibilità per chi vive in zone periferiche, di beneficiare di tali servizi. Ciò senza dimenticare che nei paesini tutti sanno chi sei, conoscono la tua storia e quindi cercano di aiutarti: più barriere architettoniche dunque, ma meno barriere sociali. In città invece c’è forse più indifferenza. 

I progetti

Trento senza barriere

Nel 1996, HandiCREA, in collaborazione l’Istituto Tecnico Tecnologico Andrea Pozzo di Trento, ha cominciato a rilevare i dati relativi all’accessibilità delle strutture presenti nel capoluogo, fino a costruire una vera e propria mappa dell’intera città.

Grazie al sempre maggiore livello di precisione garantito dallo sviluppo delle nuove tecnologie, la cooperativa ha inoltre ampliato la gamma di informazioni fornite agli utenti (se prima la mappa indicava che si poteva accedere a un ristorante solo tramite scale, ora spiega anche che tipo di scalini la persona con difficoltà motorie si troverà di fronte), nonché a mappare nuovi territori ed eventi specifici, come “Pergine spettacolo aperto”, Festival dell’Economia e Universiadi.