DONNE E SPORT: PARLIAMONE

Data: 01/08/2021
Rivista: 08 - 2021
Autori: Maria Devigili
Maria Devigili

DONNE E SPORT: PARLIAMONE

Lo sport ha smesso da tempo di essere un "gioco da uomini", vediamo come e perchè

Oggi moltissime donne fanno sport anche ad alti livelli, pensiamo ad esempio a nomi di campionesse come Yelena Isinbayeva, Serena Williams and Laure Manaudou. Ma al di là dei grandi nomi, molte sono le donne appassionate allo sport e molte anche quelle  che partecipano alle grandi maratone del mondo. 

Eppure non è sempre stato così. Il 19 aprile 1967, Kathrine Switzer ha fatto la storia andando contro il divieto che impediva alle donne di competere in una maratona e lo ha fatto nella maratona più antica del mondo, la Boston Marathon. 

Da allora la presenza delle donne nello sport è cresciuta in modo esponenziale e, secondo l’ultimo rapporto Women and Sport di Repucom (Nielsen, 2016), si calcola che quasi il 50% delle donne in tutto il mondo sono interessate allo sport e lo seguono in televisione o tramite internet. 

Secondo questa ricerca lo sport preferito e più seguito varia a seconda dal Paese da cui si proviene. Ad esempio negli Stati Uniti il ​​football regna sovrano, nel Regno Unito il tennis, in Cina il badminton, in Giappone il pattinaggio su ghiaccio, in Messico il calcio. 

In generale, sport come il tennis, l'atletica o il pattinaggio artistico destano più interesse tra le donne rispetto agli uomini. Gli sport motoristici, al contrario, sono i meno popolari nel pubblico femminile. 

Sempre secondo il rapporto Women and Sport, la passione delle donne nei confronti dello sport nasce nelle scuole. Infatti, si è osservato che le bambine e le giovani donne che fanno attività sportive a scuola hanno il 76% di possibilità di rimanere interessate allo sport per il resto della loro vita. Negli anni '70 e '80 la loro partecipazione allo sport è aumentata molto: sono state queste stesse ragazze a dare l’esempio e a incoraggiare le future generazioni e spesso le loro stesse figlie a fare sport. Anche qui le differenze tra i Paesi sono notevoli. In Cina solo il 14% delle ragazze tra i 16 e i 29 anni non pratica sport a scuola, un dato che contrasta con quello del Giappone, dove, fino all'84% delle intervistate non ha avuto, in quel periodo della loro vita nessun interesse nei confronti dello sport. 

Nella ricerca si sono sondati anche alcuni aspetti psicologici come ad esempio cosa spinge le donne a fare sport. La maggioranza delle risposte riguardano la salute e i benefici emotivi che ne possono derivare: sollievo dallo stress, perdita di peso, sentirsi bene con se stesse, entrare in contatto con persone che la pensano allo stesso modo, uscire di casa. 

La principale differenza rispetto alle ragioni degli uomini è che loro aggiungono un'altra variabile a quelle sopra elencate: la competitività. In relazione ai disagi e agli ostacoli che le donne sperimentano nel mondo dello sport, emergono parole come paura del fallimento, costi elevati e infortuni. Molte ammettono anche che il fatto di lasciare la propria comfort zone può essere avvertito come un handicap, ma che è proprio questo a dar loro maggior forza e spinta motivazionale. 

E gli sport più praticati dalle donne? Sono il jogging e il ciclismo.