Diversamente Altri

Riconoscersi risorsa nel mondo

Data: 01/04/2019
Rivista: 04 - 2019
Autori: Chiara Mela
Chiara Mela

Riconoscersi risorsa nel mondo

 

Ognuno è unico ma siamo tutti collegati, un delicato equilibrio che è stato uno dei temi di fondo del seminario Diversamente Altri tenutosi a Trento il 26 marzo. Articolato in parti seminariali e parti laboratoriali, esso ha voluto promuovere una riflessione sui concetti di indipendenza e dipendenza, autonomia e vulnerabilità e sulle condizioni di vita delle persone con disabilità in Trentino, in Italia e nel mondo.

Dopo una rapida introduzione ai lavori da parte degli organizzatori, la parola è stata lasciata ai relatori, ovvero Giampiero Griffo, Consiglio mondiale di Disabled People’s International Autonomia, e Maria Giulia Bernardini, docente dell’Università di Ferrara. I loro interventi hanno offerto una panoramica sullo stato di attuazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, in particolare la complessa relazione che collega vulnerabilità e disabilità. Centrale è stata la definizione di persone vulnerate, ovvero “rese incapaci di” non da una condizione propria ma a causa della società, che le limita, riconoscendone come unico diritto quello all’istituzionalizzazione.

Tutt’ora le persone con disabilità sono spesso penalizzate ed isolate, gli approcci sia politici che culturali sono ancora inadatti e poco rispettosi. Rischiano di non essere neppure considerate come cittadini attivi a tutti gli effetti e troppo spesso si fa l’errore di decidere per loro anziché con loro. La società tende a considerarli soggetti dipendenti, in senso negativo, e quindi subordinati, finendo per privarli del diritto di scegliere per se stessi. Bisognerebbe ripensare l’umanità per rendere compatibili vulnerabilità ed autonomia. Un primo passo in questa direzione è stato suggerito dalla Convenzione sotto forma dell’autonomia supportata, ovvero sviluppata tramite il supporto di una persona fidata che ha il compito di formare una capacità decisionale consapevole. Purtroppo l’abitudine a sostituirsi al soggetto è ancora molto forte, soprattutto nel caso delle donne con disabilità.

In seguito sono stati formati due gruppi di condivisione e confronto, uno sul tema dell’approccio comunitario e l’altro su quello dell’autodeterminazione. A partire dalla narrazione di alcune esperienze personali entrambi i gruppi hanno cercato di individuare i temi cardine degli argomenti trattati, riflettendo e scambiando idee ed opinioni, poi confluite nell’esposizione finale.

Le persone sono uguali nei diritti ma non nelle capacità e nelle performance, ognuno di noi è una variante, somma di tutte le sue caratteristiche e della sua capacità di adattamento, reazione e resilienza. In conclusione, siamo tutti diversamente altri.