Depressione, ansia e rabbia: le cicatrici psicologiche del Covid-19

Il virus attacca anche il nostro benessere mentale…

Data: 01/02/2021
Rivista: 02 - 2021
Autori: Noemi Manfrini
Noemi Manfrini

Depressione, ansia e rabbia: le cicatrici psicologiche del Covid-19

Il virus attacca anche il nostro benessere mentale…

Un paziente su tre manifesta disturbi da stress post traumatico in forma grave. Questo il dato che emerge dalla “Fondazione Soleterre” di Milano, che sta seguendo 91 persone, beneficiarie del Fondo Nazionale per il supporto psicologico Covid-19: ex pazienti, operatori sanitari impegnati nella prima linea, persone che hanno perso un familiare, il lavoro o la casa a causa della pandemia, donne che durante il lockdown hanno visto esplodere episodi di violenza domestica. Tra i sintomi trasversali più comuni emersi ci sono: ansia (60%); depressione (50%); rabbia (45%); alterazioni del sonno (39%) e uso di sostanze (37%).

Tali dati evidenziano come questo virus, purtroppo, lasci segni anche psicologici. Sono oltre 20 i terapeuti di “Fondazione Soleterre” attivi oggi a livello territoriale, coadiuvati da psicomotricisti, insegnanti, educatori e altre figure professionali che si occupano di benessere psico-sociale, per offrire sostegno psicologico alla popolazione delle province più colpite dalla pandemia (Bergamo, Milano, Pavia, Lodi). Una decisione presa dopo un periodo iniziale, svolto egregiamente con una squadra di 14 psicologi, nei reparti di ‘Oncologia’, ‘Rianimazione’, ‘Pronto Soccorso’ e ‘Malattie Infettive’ del Policlinico San Matteo di Pavia, da marzo a maggio 2020 (il periodo più critico della pandemia). L’intervento del team, che ha svolto oltre 250 colloqui per quasi 500 tra operatori sanitari, pazienti e familiari e un monte di quasi 2.000 ore di lavoro, ha sicuramente comportato minori livelli di stress nel personale sanitario.

“L’emergenza di sanità pubblica internazionale che stiamo vivendo può avere effetti duraturi sulla mente delle persone. In questa pandemia la situazione psicologica è fortemente determinata dall’impatto del cambiamento del mondo esterno: perdita del lavoro, peggioramento delle condizioni di vita, lutti da elaborare per la perdita delle persone care e relazioni in grande trasformazione”, avverte Damiano Rizzi, presidente della fondazione e psicologo nei reparti covid. “Stiamo ipotizzando una sindrome da stress Covid-19, caratterizzata da effetti duraturi del trauma relazionale, che si riattiva ad ogni ondata in cui il virus riprende forza e trasforma radicalmente il mondo in cui tutti noi viviamo. Dai primi dati emersi, un terzo dei pazienti vive con ricorrenti e involontari ricordi spiacevoli legati ad un evento traumatico subito. Spesso non dormono la notte e agiscono come se il trauma si stesse ripresentando. Tali sintomi minacciano la concentrazione e attivano sensi di colpa che si dirigono su sé o sugli altri. Il tutto permeato da un persistente stato emotivo negativo”.

Per chiunque avesse bisogno di sostegno, nell’affrontare le conseguenze psicologiche della pandemia, è possibile fissare un colloquio al telefono, o in presenza, con uno psicologo della “Fondazione Soleterre” al numero +39 335 77 11 805.