Dal Triveneto al Nicaragua un cortometraggio per dire sì al diritto all’istruzione

Rivista: 10 - 2016
Autori: Martina Dei Cas
Martina Dei Cas

Un viaggio attraverso il Nicaragua rurale


Dal Triveneto al Nicaragua un cortometraggio per dire sì al diritto all’istruzione

Dal Triveneto al Nicaragua un cortometraggio per dire sì al diritto all’istruzione

Cari lettori,

Vi abbiamo sempre detto che per noi di Pro.di.gio la comunicazione sociale non conosce barriere linguistiche, sociali o strumentali e così quest’estate abbiamo deciso di metterci alla prova, spedendo una copia del nostro giornale in Centro America, assieme a Martina Dei Cas, nostra collaboratrice, recatasi lì per girare un docufilm ispirato al suo ultimo romanzo Il quaderno del destino (2015), con la regia del veronese Luca Sartori.

Martina ne ha approfittato per prendere contatti con le realtà che, in loco, si occupano di disabilità e inclusione sociale delle famiglie che vivono al di sotto della soglia di povertà.

«Sui prossimi numeri vi racconterò del laboratorio che a Matagalpa, tra le piantagioni di cacao e di caffè, costruisce sedie a rotelle e della Gioventù Sandinista che, quotidianamente, macina chilometri e chilometri sulle strade non asfaltate dei quartieri poveri della capitale, distribuendo giocattoli, libri, vestiti e galline – annuncia Martina – ma intanto vi presento Maycol e Anmari, gli splendidi protagonisti del cortometraggio. Per me e Luca è stata una grande emozione poterli avere come attori, perché anche loro sono ospiti della Finca de los niños, la struttura che nella cittadina di Waslala si occupa di bambini provenienti da famiglie povere e ad alto rischio di emarginazione, con cui collaboro da 5 anni. Nel Nicaragua rurale purtroppo i tassi di abbandono scolastico precoce sono infatti molto alti: già a 7 – 8 anni i bambini vengono tolti da scuola per lavorare come braccianti agricoli, lustrascarpe o venditori ambulanti di cibi e bevande. Tra le partorienti invece 1 su 4 è minorenne e ciò comporta il perpetuarsi del ciclo della povertà, che può essere spezzato solo sostituendolo con un altro ciclo, quello dell’istruzione. In quest’ottica la partecipazione al docufilm di Anmari, Maycol e degli altri ospiti del Centro assume una valenza doppiamente importante, perché oltre a regalare alla storia grande autenticità, incoraggia questi bambini a lottare per realizzare i loro sogni, aumentando la loro autostima e convincendoli che con fatica, dedizione e un pizzico di fortuna, anche loro potranno avere il lieto fine de Il quaderno del destino».

 

Martina Dei Cas