Come fare buona impresa sociale in Trentino

Rivista: 06 - 2016
Autori: Francesco Gabbi

Sharing, pooling e commoning per affrontare insieme i costi della vita condominiale


L'esperienza di Abito

Raccontiamo il progetto "Abito": nato da un'idea di start-up trentina mette insieme il valore del vivere assieme al risparmio condominiale

Dal convegno “Ricamare Comunità” organizzato dalla Cooperativa Fai al progetto di fondazione Trentina Volontariato

 

Buongiorno a tutti, mi chiamo Francesco Gabbi, sono un ricercatore e mi sono sempre occupato di politiche urbane e sociali. Nell’estate del 2013 assieme a due colleghi ricercatori, Francesco Minora e Tania Giovannini, abbiamo partecipato al bando Seed Money, bandito da Trentino Sviluppo sui Fondi Europei di Sviluppo Regionale per favorire la nascita di imprese che perseguissero innovazione sociale e siamo risultati tra i soggetti vincitori. Da lì, nel giugno 2014 abbiamo fondato la nostra start-up: Community Building Solutions.

Il progetto con cui abbiamo vinto è “Abito”. Il risparmio su misura”, che cerca di lavorare all’interno dei contesti residenziali, nello specifico i condomini.

Siamo infatti partiti da un problema: nell’immaginario popolare il condominio è associato alla litigiosità. Quattordici milioni di famiglie – più del 50% degli Italiani – vivono in condominio, un sistema che produce annualmente più di 200.000 cause giudiziarie che vanno ad appesantire il sistema giudiziario italiano.  Come fare a risolvere questa situazione, che riguarda la maggior parte di noi?

La soluzione più semplice potrebbe essere quella di evitare il problema alla radice: abbandonare i condomini per vivere in case unifamiliari. Una soluzione però tanto onerosa quanto, a nostro parere, pure noiosa. Abito cerca di dare una risposta diversa, introducendo nei contesti residenziali dei meccanismi che provano a mettere a valore il vivere assieme ad altre persone.

Come funziona? Il primo step è quello di prendere le misure del condominio, analizzando attraverso un questionario quali sono le spese più comuni e le abitudini di quello specifico contesto residenziale. Sulla base di questi risultati stiliamo un profilo di comunità del condominio, definendo costi e inefficienze.

Il secondo step è quello di “cucire” l’Abito: attiviamo assieme ad altri professionisti ed esperti una serie di convenzioni, strategie e progetti studiati per lo specifico condominio, che mettano a valore il vivere assieme e generino risparmio attraverso le economie di scala.

Il terzo passaggio è quello di crere un fondo che si alimenterà del risparmio generato attraverso l’acquisto collettivo di beni e servizi di uso comune. Questo fondo vincolato di condominio potrà essere usato secondo regole stabilite dai condòmini stessi.

 

Le strategie che Abito utilizza sono principalmente tre:

  • , cioè incentivare la condivisone e la fruizione congiunta di beni e servizi di uso quotidiano. Ad esempio attrezzature sportive, per l’hobbistica, utensili da cucina che utilizziamo poco e che potrebbero essere utili ai nostri vicini. Anziché occupare spazio, questi oggetti possono risolvere alcuni piccoli problemi delle persone che vivono attorno a noi, evitando di spendere per l’acquisto di altri oggetti.
  • : facilitare la costituzione di gruppi di acquisto di beni e servizi residenziali. Ad esempio una linea Wi-Fi, o la parabola comune a tutto il condominio, attivare delle convenzioni con l’assicurazione per abbassarne il prezzo, avere una badante o una babysitter in comune. In più è meglio!
  • : l’ultimo passaggio è quello che trasforma il risparmio prodotto in un fondo comune. In pratica quello che i condòmini risparmiano con le precedenti strategie va in un fondo comune del condominio che il condominio potrà decidere di utilizzare in base ad un regolamento per interventi di manutenzione straordinaria, come ordinaria.

 

Per tenere insieme tutte queste strategie, Community Building Solutions metterà a disposizione dei condomini aderenti una piattaforma informaticawww.abito.me, dove i condòmini potranno avere tutte le informazioni sul proprio condominio, aderire alle convenzioni e renderlo più social scambiandosi oggetti, servizi e novità. Il sistema Abito è remunerato da una percentuale sul risparmio generato, dunque di conseguenza non implica dei costi di avvio per gli aderenti.

Nonostante l’enfasi che Abito pone a livello comunicativo sulla dimensione del risparmio, l’obiettivo del progetto è profondamente sociale, ovverosia quello di creare dei contesti abitativi più vivibili e più socialmente collaborativi. Abito cerca però di perseguire questo obiettivo non dicendo: “andate d’accordo e vivrete meglio!”, un appello che anche durante la nostra esperienza professionale abbiamo visto avere purtroppo un appeal piuttosto scarso per molti nuclei familiari, ma dicendo: “se voi andate d’accordo, avrete anche un piccolo vantaggio economico”. La nostra sfida è basata sulla sicurezza che nel momento in cui le persone iniziano a collaborare, a parlare tra di loro, a cascata, si creerà un clima più sociale e vivibile all'interno degli stessi contesti abitativi.

D’altra parte poi, “Abito” parte anche da un’altra constatazione, ovverosia che il modello dominante di fruizione di beni e servizi, che presuppone l’acquisto individuale, sia sempre più messo in crisi dalla congiuntura economica: ci sono sempre meno persone che riescono, soprattutto nell’ambito assistenziale, ad acquistare individualmente questo tipo di beni.

Mettersi d’accordo con i propri condòmini per condividere le spese di un operatore sanitario, di una babysitter, ma anche di un idraulico può essere un modo per ridurre delle spese e per creare quei legami che possono dare qualità alla nostra vita nel senso più pieno del termine.

In questa prospettiva di invecchiamento generale della popolazione, “Abito” si pone inoltre come un modello alternativo a quello del “senior cohousing”, un modello che non prevede lo spostamento delle persone all’interno di una residenza che per condividere le proprie esperienze, le spese di cura, ma cerca di agire, ottimizzandolo, sul patrimonio immobiliare esistente.

Noi siamo una piccola sperimentazione, ci siamo costituiti da poco, entrando da poco in molteplici realtà nel Nord Italia. Il nostro obiettivo per il 2015 è testare il sistema su cinque condomini di modo di essere pronti dal 2016 per esportare il nostro sistema anche in altri contesti. Grazie a tutti!