CHICCHI DI UNIVERSO

Poesia

Data: 01/08/2022
Rivista: 08 - 2022

CHICCHI DI UNIVERSO

Poesia

 

La costanza?

Non la conosco.

Ma fa lo stesso.

Se scattassi una foto adesso vincerei un premio Pulitzer.

Le cravatte e gli ultimi, nella stessa medesima foto.

Infanzia negata.

Che diventerà una vena tagliata o una mano armata.

A voi la scelta gentili signori.

Un po' come un pelouche con le sembianze di un leone, 

sottratto ad un bambino.

Lasciato lì su di una rupe e abbandonato al suo destino.

Con i turisti che passano, guardando altrove.

Un leone all'inizio di una pellicola.

Scorci londinesi 

e tanto tempo per capire.

Per capire che abbiamo la licenza di amare e non di uccidere.

Ma nel senso opposto, il mondo ci vuol far vivere.

Busso sul vetro sperando che i colori si girino.

Un cielo color oro.

Come i capelli di una ragazza conosciuta in un tram.

Più cerco di alzarla e più va giù questa maledetta tapparella.

E per il cuore di tanti, questa è una sberla.

Ma di carezze ha bisogno il cuore.

Perché finalmente si accorga di noi il colore.

Persone grigie e il mondo è contento.

Ma la natura è viva.

Qui tutto è un divertimento.

E quando una pala scava una buca nel suolo.

L'uomo trova Dio e scopre di non essere più solo.

Tu provi qualcosa.

Si, tu alla visione di quello stagno, 

con l’eterna primavera.

Provi qualcosa.

E a farti tremare adesso, non è il guadagno.

Tutti fingono.

E fingono anche bene.

Che questo sia solo un movimento nobile.

Ma la verità si trova nella terra e nelle sue vene.

E quando?

Quando questo paese ripudierà davvero la guerra?

Passano gli aerei.

Passa anche il tempo.

E il fumo si disperde.

Passano di nuovo.

Ma distratta è la mente