BLUE MONDAY:

Come affrontare il giorno più triste dell’anno?

Data: 01/12/2021
Rivista: 12 - 2021
Autori: Ugo Bosetti
Ugo Bosetti

BLUE MONDAY:

Come affrontare il giorno più triste dell’anno?

State pensando di empitonarve (ingolfarvi oltre ogni decenza) di pasticcio al forno, frittura, arrosto, smacafam, torta a mille e più sfoglie, caffè e resentin? Meditate di saltabeccare quotidianamente per i banchi di piazza Fiera? Di ingollarvi decine di punch al rum con la scusa de 'na sciada en Paganella? Di poltrire ogni giorno fin le 10? In eterno?

Ebbene carini… cominciate anche a prepararvi per il terzo lunedì di gennaio, ormai mondialmente patentato come “il giorno più triste dell'anno”!

È quello che si chiama "Blue Moday" (lunedì triste), il 17 gennaio, giorno in cui il vostro buonumore sarà ai minimi storici!

Secondo uno psicologo inglese, certo Arnal, il terzo lunedì di gennaio porta tristezza, grigiore, irritabilità, svogliatezza, paturnie, pessimismo! Perché? Per la concomitanza di condizioni metereologiche, economiche e sociali sfavorevoli, freddo, nebbia, umido, giornate corte e reclusi in casa, ombre lunghe, ko i buoni propositi per l’anno nuovo. I ricordi agli ormai passati festeggiamenti natalizi, settimana a Cuba compresa, e alle vacanze di Pasqua troppo lontane per non parlare di quelle estive, al portafoglio in secca per cene e cenoni, al girovita da tre nuovi buchi sulla cinghia!

Se poi per sventura abitiamo, a caso, qui in via Gramsci, allora il rischio è doppio: el Bondon ci nasconde il sole già alle 14 e il vento freddo da Spini ci stacca le ‘sbardele (per i non trentini, gli "orecchi"). Aggiungiamoci qualche paturnia pregressa (chi non ne ha?) e il rischio lacrime è servito...

Però, per non sembrarvi troppo leopardiani, farvi cioè avvitare in una tristezza integrale (il poeta la chiamava "pessimismo cosmico"), vi allunghiamo una speranziella: è possibile circoscrivere il danno!

Proprio così! Come? Con una bella gita sulla neve oppure assistendo ad una partita di basket o pallavolo, passando una serata di teatro dialettale, satollandovi con una pantagruelica abbuffata, una biciclettata in compagnia e via discorrendo. Insomma, cibi e situazioni che diano felicità alla vostra giornata più infelice, che esaltino la vostra capacità di sprizzare allegria e prender a calci la tristezza: l'importante è farsi coinvolgere in qualcosa, un fare che renda questo giorno gradevole e indispensabile come tutti gli altri 364!

Se però le paturnie fossero "resistenti", vi resta un’estrema difesa: gli abbracci. Un altro psicologo, stavolta italianissimo, li suggerisce nel suo libro “La scienza degli abbracci” come toccasana straordinario per la salute e il nostro equilibrio interiore: rilasciano ormoni salutari come l'ossitocina, riducono i livelli di stress, fanno bene alla circolazione cardiovascolare, difendono dalle infezioni (come l'oio de merluz de 'na volta) e sono in grado di sprigionare emozioni positive!

Questa storia del “lunedì triste” naturalmente va presa con le pinze: a determinarla sono fattori inconsci ed individuali più che collettivi. Però una qualche ragione per crederci c'è visto che ritmi biologici e circadiani, influenzati dal tempo e dalle condizioni meteorologiche, sono ormai accettati anche dal punto di vista scientifico!

Passato poi il "lunedì triste" senza troppe perdite, potete guardare al futuro con occhiali rosa: dopo il giorno più triste dell'anno arriva quello più felice, verso il 21 giugno: sole fin le otto, scuole finite, la quattordicesima, vacanze al mare ormai prossime, gita a New York, barbecue da 2 metri quadrati, vostra suocera a casa sua per i tre mesi estivi, tirar tardi... quasi un sogno!

In chiusura, però, vi invito a restar sempre con i piedi ben solidamente piantati nella vostra vita: sempre il super triste gobbetto di Recanati ci ammonisce ne "Il sabato del villaggio" che il sabato dei preparativi e delle attese è ben più eccitante della domenica stessa! Ossia: quello che ci aspettiamo di vivere domani (tra 15 e 21 giugno, giorni più felici) sarà una delusione rispetto all’oggi, 17 gennaio (giorno più triste) se non riusciamo a controllare le nostre emozioni. Questo però vale tutti i giorni! Meditate gente, meditate e… siate felici!