Arte e disabilità in Italia: Al. di. Qua. Artists

Data: 11/04/2022
Rivista: 04 - 2022
Autori: Maria Devigili
Maria Devigili

Arte e disabilità in Italia: Al. di. Qua. Artists

Al. di. Qua. Artists è un’associazione nata a inizio pandemia che sostiene la difesa dell'autonomia e dei diritti degli artisti disabili in Italia. Il nome “Al Di Qua” è l'abbreviazione di “Alternative Disability Quality” ma significa anche “da qui, nel tuo stesso posto, da questa parte” in contrapposizione ad “Al Di Là” ossia un luogo lontano, imprecisato e “dall'altra parte”. Raggruppando le voci di più artisti disabili provenienti da tutta Italia, l’associazione ha rilasciato la sua lettera-manifesto nell'estate 2020 durante il Festival di Santarcangelo. Qui qualche frammento della lettera: 

 

“Esiste un muro” abbiamo dichiarato “e quindi esistono un Al Di Qua e un Al Di Là”. Nell’Al Di Qua eravamo monadi solitarie ma ci siamo riunite, abbiamo dato nuovi nomi alle cose, ci alleniamo collettivamente ad essere forza eterogenea e compatta. Cerchiamo insenature nel muro per farlo crollare. Vogliamo contagiare con forza capillare l’Al Di Là, costruire nuovi spazi di possibilità, rileggere i meccanismi di partecipazione, diventare voce nel cuore del dibattito contemporaneo affinché il nostro corpo non sia la prima e ultima cosa che si dica di noi. Vogliamo che nessun parli mai più a nome nostro! (...). Siamo artisti e artiste, lavoratori e lavoratrici dello spettacolo accomunati dall’essere orgogliosamente portatori di corpi disabilitati. Non chiederti cosa sia La Disabilità, è la domanda sbagliata! Chiediti invece Cosa ci rende disabili. E tu? Cosa ti rende disabile? Non sono i nostri corpi il problema, non le nostre competenze fisiche, motorie, sensoriali, neurologiche, cognitive. Noi non possiamo più accettare che sotto un unico confortevole termine dal sapore medico-scientifico vengano raccontati e appiattiti i nostri corpi, le nostre storie, le nostre mutevoli identità: non parliamo di disabilità ma di Esperienze Disabilitanti imposte da una società costruita sul modello di quell’unico essere umano occidentale, maschio, bianco, abile, sano, cis, etero." 

 

Uno degli obiettivi di Al. di. Qua. è la messa in discussione del modo in cui i mass media “inquadrano” la tematica della disabilità. Come sostiene uno dei soci fondatori, docente, regista e fotografo, Claudio Gaetani in un talk pubblicato sul canale YouTube del Festival del Silenzio: «è arrivata l’ora di mettere in discussione l’immaginario stereotipato che ruota attorno alle persone con disabilità».

Del resto «la prima immagine che le persone abili associano alla parola disabile è bianco, uomo, sulla sedia a rotelle» prosegue Diana Anselmo, vicepresidente di Al. Di. Qua. e attrice teatrale «questo non perché le persone sono cattive o stupide ma perché il fatto che esistano altri corpi disabilitati non viene inserito nel discorso sociale. Per questo, forse, chi è portatore di corpo disabilitato e lavora nell’arte, ha anche il compito di decostruire questo stereotipo». 

Altro tema caro all’associazione è il tema dell’accessibilitàà nel senso più ampio del termine, cioè non solo in senso architettonico ma anche nel senso di accessibilità all’esperienza artistica nel suo insieme.