All’Euforia Circus Festival anche le “storie d’inclusione a due ruote” di Prodigio

Protagonisti la paraciclista Silvana Valente e il pilota di trial Michele Oberburger

Data: 01/10/2022
Rivista: 10 - 2022
Autori: Martina Dei Cas
Martina Dei Cas

All’Euforia Circus Festival anche le “storie d’inclusione a due ruote” di Prodigio

Protagonisti la paraciclista Silvana Valente e il pilota di trial Michele Oberburger

Il 24 e il 25 settembre, grazie alla collaborazione di Prodigio, del Piano giovani di zona Arcimaga, degli Alpini e della A.S.U.C. di Sopramonte, della Circoscrizione Monte Bondone, delle Politiche Giovanili del comune di Trento, della scuola di circo Bolle di sapone, di Bper Banca e delle associazioni del territorio, si è svolto a Sant’Anna di Sopramonte l’Euforia Circus Festival. La manifestazione, ideata dalla trapezista circense Miriana Nardelli, ha visto la partecipazione di giocolieri, danzatori, trampolieri e performer provenienti dall’Italia, ma anche dalla Spagna e dalla Finlandia. Entusiasti gli spettatori di tutte le età che sono stati coinvolti anche in passeggiate animate nel bosco alla scoperta della natura, in dibattiti sulla tutela dell’ambiente e in un talk sull’inclusione sociale. Protagonisti Silvana Valente, Michele e Roberto Oberburger. 

Originaria di Schio (Vicenza), Silvana Valente è stata campionessa del mondo di tandem paralimpico nel 1998 e vincitrice di tre medaglie nel 2000 ai Giochi paralimpici di Sydney. Cieca dalla nascita e diplomatasi massofisioterapista, è anche una poetessa e da parecchi anni porta le sue esperienze di sport e vita quotidiana nelle scuole, comunità e gruppi giovanili. Qui a fianco la poesia da lei recitata in occasione di Euforia, dedicata proprio alla bicicletta.

Michele Oberburger è un pilota di trial trentino, classe 2003. Assieme a papà Roberto combatte le sfide in pista e rompe gli stereotipi sull'autismo. A Sopramonte, per la gioia del pubblico, si è cimentato in un circuito improvvisato, tra sgommate e acrobazie. 

 

Poesia di Sivana Valente

A tutta birra

Inforco la mia vecchia bici con una fretta indiavolata. Non la gonfio, scendo in strada e pedalo a più non posso.

Faccio slalom in mezzo al traffico, veloce più di un caccia, mi alzo in piedi sui pedali, non mi ferma neanche il rosso.

Volo giù da un discesone con un freno che non tiene. Mi si spezzano due raggi in un sobbalzo sopra ad un dosso.

Io continuo imperturbabile, ma mentre cerco di cambiare, mi si inceppa la catena e cado proprio dentro al fosso.

Mi rialzo sporco e lacero, il manubrio mi si è storto. Accidenti sto catorcio si è ridotto proprio all’osso.

Ho le gomme ormai a terra, sta allentandosi un pedale. Ho lo stomaco in subbuglio e la pancia è un mare mosso.

Son spacciato, oggi è domenica e son chiusi anche i meccanici. Devo correre via subito o mela faccio addosso.

Ecco la sveglia all’improvviso, faccio un salto sopra al letto. Per questo maledetto sogno mi sento ancora molto scosso.