Acqua accessibile

Data: 01/12/2017
Rivista: 12 - 2017
Autori: Marco Gaudenzi

Marco Gaudenzi, il giovane designer che ha progettato il primo pedalò accessibile

L’idea del mio progetto nasce dall’esigenza di cercare di migliorare la qualità di vita delle persone, attraverso un prodotto che permetta di praticare attività, che fino ad oggi non erano state studiate approfonditamente, e quindi inaccessibili a persone diversamente abili motorie. Unendo la mia passione per il mare e per le barche, all’esigenza di creare qualcosa di nuovo, che dia opportunità in più, per questo ho deciso di creare un’imbarcazione accessibile a tutti.

Secondo il recente rapporto ISTAT nel nostro paese le persone con disabilità legate al movimento, sono circa 800 mila, quasi l’1,4 % della popolazione italiana. Da evidenziare è l’importanza dello sport che rappresenta la terza attività più praticata da queste persone, secondo solo alla lettura e al cinema. Questo dato evidenzia in maniera rilevante quanto lo sport sia importante per queste persone, dando la possibilità di ritrovare fiducia in se stessi e autostima. Questo può essere possibile, grazie alla grande forza di volontà degli esseri umani, unita ai progressi tecnologici che oggi hanno portato alla ampia disponibilità sul mercato di ausili, protesi, strumenti e carrozzine adatte a qualsiasi persona e tipo di suolo. Oggi infatti sul mercato infatti si trovano carrozzine: leggere, superleggere, elettriche, pieghevoli, per bambini, da mare e spiaggia. Tutti questi strumenti oggi permettono in assoluta sicurezza, autonomia e praticità di compiere azioni un tempo impensabili, ridando dignità e speranza alle persone, che attraverso di esse riescono ad abbattere quei muri che la società gli impone.

Mentre su strada si è assistito a una vera e propria rivoluzione tecnologico-culturale, in mare la ricerca non ha avuto lo stesso sviluppo, infatti l’offerta riguarda solo barche di grandi dimensioni con costi elevati e non sempre accessibili a tutti economicamente. Inoltre per la grandezza di queste barche è necessaria una banchina apposita situata nel porto che rappresenta una limitazione qualora la si volesse utilizzare direttamente dalla riva del mare.

Se su strada la disponibilità di strumenti è ampissima, nel mare questa rimane molto più indietro. Nel 2017 dover assistere a persone a su carrozzella che in spiaggia vengo quasi abbandonate a se stesse, in cui il mare rappresenta ancora una barriera architettonica insuperabile, mi fa molto rattristare ed proprio per questo motivo che vorrei portare avanti il mio progetto, perché è una situazione inaccettabile e tutti dovrebbero potersi sposare in mare . La navigazione in mare secondo studi scientifici, ha benefici non solo fisici ma soprattutto psicologici infatti: il mare ci aiuta a mettere in pausa il cervello dai sempre più presenti stimoli a cui quotidianamente la nostra mente è sottoposta; i suoni del mare e i colori che rappresentano uno spettacolo naturale ci aiutano a meditare distraendoci dalla vita quotidiana; l’effetto rilassante delle onde unito alla sensazione di libertà e l’assenza dei rumori del quotidiano, permette alla nostra mente alla nostra mente di entrare in uno stato mentale chiamato “default mode network” che è associato all’immaginazione e che quindi stimola la creatività. E’ provato che le attività vicino al mare riducono stress e creino benessere.

E soprattutto per questo motivo che tutti dovrebbero avere a disposizione uno strumento, nel mio caso una piccola imbarcazione per poter godere di tutti questi benefici, praticare sport in totale autonomia e sicurezza, senza discriminazioni, sfruttando la propria energia muscolare e quindi non inquinando l’ambiente. L’eliminazione di qualsiasi barriera architettonica e a mio avviso anche delle barriere socio-culturali è un diritto di ogni cittadino ed è sancito dalla costituzione, attraverso la normativa che disciplina l’accessibilità e l’abbattimento delle stesse attraverso la legge 13/89, che stabilisce i termini e le modalità in cui deve essere garantita l’accessibilità ai vari ambienti, con particolare attenzione ai luoghi pubblici. Il mio sogno sarebbe quello di estendere questo diritto a tutti gli ambienti possibili compreso il mare, e per farlo il contributo che posso dare alla società, come designer è quello di mettere a disposizione di chiunque una piccola imbarcazione per tutti.