commento n. 9932 New Born
27 settembre 2006, 00:25
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23 luglio 2010, 14:08
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PROMEMORIA ED OSSERVAZIONI
Premettendo che:
in data 31 Maggio 2004 è pervenuta all’amministrazione comunale di Blera una proposta di progetto riguardante il nuovo Centro di Trasmissione ad Onde Medie previsto in località Terzolo, si fanno presente le seguenti osservazioni:
• L’impianto prevede l’installazione di un’antenna strallata dell’altezza di 180 metri, con una potenza di emissione di 846 Kw che sconsiglierebbe a chiunque la sosta per più di quattro ore nel raggio di un (1)Km dove la potenza risulterebbe uguale o superiore a 6V/m, mentre a solo due (2)Km risiede l’abitato di Civitella Cesi. Con la costruzione di opere annesse per un totale di 5300 metri cubi di costruzioni in cemento con strade e parcheggi.
• Il piano regolatore del Comune di Blera prevede come destinazione della zona in oggetto il solo uso agricolo sia per i terreni dei privati che per i terreni di proprietà pubblica e di uso collettivo (Uso Civico)
• La zona oltre ad essere a destinazione agricola è utilizzata per il pascolo del bestiame ed è attraversata da due importanti corsi d’acqua quali il Mignone e il Vesca, e per i quali è in corso progettazione di valorizzazione del bacino al quale partecipano sette comuni e sette Università Agrarie ed al quale hanno dato la loro adesione la provincia di Roma e la provincia di Viterbo.
• Gran parte del Sito di Importanza Comunitaria “Area di S.Giovenale e Civitella Cesi codice IT60100300, è compreso nell’area con raggio di 1 Km interdetta, con la conseguenza che sarà impossibile programmare e regolamentare l’attività turistica , di studio, di ricerca, e in generale qualsiasi attività che coinvolga la popolazione locale in progetti di sviluppo sostenibile all’interno del S.I.C. come raccomandato dalla Commissione Europea (D.G.R. n. 1103/2002 “Approvazione delle linee guida per la redazione dei piani di gestione e la regolamentazione sostenibile dei SIC e ZPS ai sensi delle Direttive nn. 92/43/CEE e 79/409/CEE”).
• La zona è oggetto di progetti di sviluppo di attività rivolti al turismo eco compatibile ed al recupero delle strutture esistenti tra i quali spicca il progetto “New Tuscia Life”, che coinvolge la Provincia di Viterbo e 14 comuni dell’area, progetto per il raggiungimento della certificazione e registrazione EMAS Regolamento CE N.761/2001 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 marzo 2001 sull’adesione volontaria delle organizzazioni a un sistema comunitario di Ecogestione e Audit.
• La zona è in prossimità di numerosi siti archeologici, ove spiccano, per importanza, quelli di San Giovenale e Luni sul Mignone.
• La preoccupazione per la ricaduta sulla salute delle persone residenti nell’area, e sulla catena alimentare è motivata da moltissimi episodi emersi sulla stampa nazionale che impongono un atteggiamento di cautela verso tali installazioni. (Vedi Relazione ARPA Lombardia indirizzata al Comune di Siziano sul cui territorio insiste uguale impianto le cui emissioni superano di gran lunga i limiti di attenzione);
• La preoccupazione per l’impatto negativo sullo sviluppo economico della zona, basato esclusivamente sull’agricoltura, l’allevamento, l’artigianato locale ed il turismo naturalistico-archeologico, è motivata dalle conseguenze che l’installazione avrebbe non solo per la zona a ridosso dell’installazione, ma per tutto l’alto Lazio. Si teme che l’impatto negativo sullo sviluppo economico della zona e sulla sua particolare ed evidente vocazione basati esclusivamente sull’agricoltura, sull’allevamento allo stato brado, sull’artigianato locale e sul turismo naturalistico-archeologico, che l’installazione dell’impianto sicuramente determinerebbe, potrà avere palesi conseguenze anche in relazione alla sfera giuridica e patrimoniale anche in relazione al deprezzamento degli immobili. Ed è infatti evidente che sia i progetti in corso d’opera che quelli possibili in campo agrituristico verrebbero a decadere per motivi connessi sia alla radicale modifica del paesaggio, che al possibile inquinamento elettromagnetico o quantomeno al suo pericolo che allontanerebbero i flussi turistici della zona con pesanti ricadute anche sul piano occupazionale.
• All’interno dell’area di salvaguardia dell’antenna di raggio un Km esiste una proprietà dell’Università Agraria di Blera sulla quale viene esercitato attualmente il diritto di pascolo dei residenti locali (Uso Civico) ma sul quale possono essere esercitati anche altri diritti: legnatico, spigolatura, e raccolta prodotti del sottobosco con presenza umana oltre i limiti stabiliti per legge;
• Dal colloquio intercorso con il Responsabile dell’Arpa Lazio Sez. Viterbo è emerso che nel redigere la certificazione prescritta era stato ritenuto che tutti i terreni soggetti a limitazioni a causa dell’antenna fossero di pertinenza di un solo privato (il concedente) e che il terreno di proprietà dell’Università Agraria di Blera, che dista circa seicento metri dall’antenna(quindi all’interno dell’area di salvaguardia) è frequentato non sola dagli animali di cui si è inviata copia dettagliata, ma dai rispettivi proprietari che non hanno abbandonato detto bestiame. Tali terreni sono contraddistinti al NCT del Comune di Blera
• FOGLIO 33 pp. 229, 230, 231, 232, 233;
• FOGLIO 34 pp. 154, 155, 167, 168, 169, 170, 201;
• FOGLIO 36 pp. 72, 73, 74, 75, 79, 80
• Inoltre con decreto Ministeriale 21 Luglio 1962 la zona di S. Giovenale veniva dichiarata di notevole interesse pubblico ai sensi della legge 29 Giugno 1939 n. 1497 ed quindi sottoposta a tutte le disposizioni contenute nella legge stessa. La Commissione provinciale per la tutela delle bellezze naturali della provincia di Viterbo con verbale n. 4 del 22/11/1960 assoggettava tale sito a VINCOLO PANORAMICO ricomprendendo in tale vincolo anche particelle di territorio ricadenti nel piano per l’installazione dell’antenna Rai Way. (Da cui notevole contrasto tra Enti statali e ministeri)
• Il ministero dell’ambiente con nota 2005/1455 del 22/02/2005 di risposta all’interrogazione parlamentare degli on. Pistone, Tidei e Sesa Amici così si esprimeva: “ Sarà pertanto necessario che la soc. Rai Way propone una diversa localizzazione rispetto all’area indicata da sottoporre alle opportune verifiche ed autorizzazioni presso i competenti enti territoriali. …….. Questo ministero vigilerà affinché in prosieguo siano rispettati i valori di tutela ambientale”F.to Ministro Altero Matteoli.
Nel Luglio 2004 si è costituito a Blera il Comitato contro l’antenna di Rai Way “Forum Etruria”, che ha raccolto in soli 60 giorni circa 10.000 firme contro l’installazione dell’antenna ed ha ricevuto il sostegno di 18 comuni(tra i quali il comune di Viterbo) che hanno deliberato la loro contrarietà ad una simile installazione.
Le firme sono state consegnate al prefetto della Provincia di Viterbo, Carlo Alfiero durante la grande Manifestazione popolare del 18 Settembre 2004, che ha visto sfilare circa 4.000 persone insieme ai gonfaloni rappresentanti 14 comuni della Tuscia, che hanno ribadito con forza la volontà d’impedire l’ennesimo scempio ai danni della Tuscia e la loro esigenza ad essere interpellati nella determinazione dell’uso e dello sviluppo del proprio territorio.
La società Rai Way srl è ricorsa al TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) contro il diniego, che le ha opposto l’Ufficio Tecnico del Comune di Blera, alla concessione edilizia per ospitare l’installazione ed ha chiesto al TAR la discussione immediata sulla sospensione del provvedimento del comune di BLERA. Il TAR ha rigettato tale richiesta ritenendola immotivata. Nonostante questo nuovo segnale, la società ha deciso di ricorrere al Consiglio di Stato, il quale pronunciandosi in merito con sentenza 3146 del 05/07/2005 respingeva l’appello proposto da Rai Way.
Ricordiamo che una mozione di opposizione all’installazione è stata firmata all’unanimità sia dalla provincia di Viterbo(27/07/04), sia dalla Regione Lazio (06/10/04). Il dissenso unanime all’installazione, ha segnato il cammino per l’affermazione delle istituzioni locali nella determinazione della propria capacità autonoma di opporsi a quelle politiche di utilizzo del territorio che scontrano con le esigenze delle comunità locali. Riteniamo che questa esperienza costituisca un esempio reale di partecipazione collettiva ad un processo di sviluppo territoriale che si può trasformare dalla negazione allo sfruttamento dell’ambiente naturale a favore di impianti devastanti, verso un positiva programmazione dell’utilizzo delle risorse locali così come delineato dalle esperienze italiane ed estere di rispetto dell’Agenda 21
Il TAR Lazio si riunisce per la discussione del merito il 23 marzo 2006, sono costituiti l’avv. De Vergottini in rapresentanza di Rai Way, l’avv. Michetti per il Comune di Blera, l’avv. Federico per l’Università Agraria di Blera, l’avv. Salerni per il Forum Etruria, per i cittadini e per alcuni paesi confinanti, l’avv. Stringola per la Provincia di Viterbo, l’avv. Petretti per il WWF e per Italia Nostra, l’avv. Salis per la Regione Lazio. Il TAR accoglie con sentenza n.6056/06 in questa sede il ricorso di Rai Way e notifica la sentenza in data 03/08/2006. L’accoglimento del ricorso si basa in maniera forte sul parere dell’Arpa-Viterbo che ha espresso parere favorevole all’installazione del Centro di trasmissione in Onde Medie, in località Pogio del Terzolo del Comune di Blera-Civitella Cesi (cfr. nota prot. 1477 del 19/11/2004).
In data 04/08/2006 il Comune di Blera riceve un atto di diffida da parte della soc. Rai Way a convocare entro 30 giorni dal ricevimento della presente una Conferenza di Servizi ai sensi dell’art. 87, comma 6, del D.lgs. n. 259/2003.
Facciamo presente inoltre che nel frattempo, quindi non depositata agli atti del Tar, la Giunta Regionale con Deliberazione n.651 del 19/07/2005 individua nuove Zone di Protezione Speciale (ZPS) in esecuzione delle direttive Europee Natura 2000. Tra queste la ZPS “Comprensorio Tolfetano-Cerite-Manziate” che include al suo interno 7882 ettari del territorio di Blera tra cui la zona interessata e quindi soggetta a nuove forme di tutela Europee (direttive 79/409/CEE e 92/43/CEE e quindi del D.P.R. 357/97).
Crediamo che l’ostinazione della società Rai Way a non considerare la volontà manifestata sia dalle istituzioni (18 comuni delle province di Roma e Viterbo), che dalle associazioni locali (circa 40) nonché da almeno 10.000 singoli cittadini di impedire che una simile installazione blocchi i programmi di sviluppo ambientali, economici e turistici dell’area dell’Alta Tuscia, sia offensiva sia lesiva del diritto delle comunità locali di partecipare alle decisioni importanti che riguardano il nostro futuro.
Maggiori informazioni sul sito www.forumetruria.it
Ringrazio per l’attenzione ricevuta