Un intervento nel forum di prodigio.it, una ragazza di 16 anni si racconta: pochi amici, nessuno che la capisca veramente e con gli stessi interessi
di Redazione
(giugno 2007 p. 1)
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Nelle società moderne, l’individuo è libero da tanti vincoli di appartenenza obbligata, la famiglia, il ceto, la comunità, la religione, l’ideologia, ecc.. che per secoli lo avevano controllato e diretto. La conquista di questa libertà, però, gli è costata molto perché, se da un lato ha ingrandito spazi della sua libertà, messo a disposizione più risorse e ha dato la possibilità di autorealizzarsi, dall’altro lo ha infilato nel vicolo cieco dell’anomia (mancanza di legami sociali, di valori tradizionali e solidarietà) spalancandogli le porte dalla solitudine (che ne è l’espressione diretta).
È una storia vecchia, preannunciata dal sociologo francese Durkheim, già più di un secolo fa!
È forse uno dei mali oscuri più gravi del nostro tempo che Quidam (in latino “un tale”) con un intervento nel forum di www.prodigio.it esprime come in un racconto il peso oppressivo della solitudine, l’incapacità di interagire con gli altri, di provare gli stessi sentimenti, di vivere una vita in comune, se non con gli stessi propositi almeno uno fianco all’altro!
Il forum Chiedo aiuto, mi pesa la solitudine.
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