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Ricerca medica e scientifica nel mondo

di William La Ferla (febbraio 2003 p. 4)
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Ricercatrice

Washington. Il premio Nobel per la medicina 1978 Hamilton Smith e lo studioso che ha “mappato” il genoma umano Craig Venter, uniranno le forze per creare una nuova forma di vita in laboratorio, in un progetto destinato ad aprire la via alla conoscenza dei meccanismi fondamentali della biologia.

Sponsorizzato con un tre milioni di dollari dal dicastero americano per l’Energia, il progetto prevede la creazione di un organismo unicellulare (un’unica cellula come nel caso dei batteri), attraverso l’inserzione di un Dna sintetizzato in laboratorio all’interno di una cellula privata del proprio Dna.

Se l’esperimento funzionerà, la microscopica cellula ‘inventata’ in laboratorio, comincerà a nutrirsi e a dividersi per creare una popolazione di altre cellule assolutamente differente da qualsiasi altra di cui oggi si conosca l’esistenza. Per contenere i rischi di una ‘contaminazione’ di cui ancora non si conosce la portata, i due scienziati hanno affermato che la cellula sarà resa incapace «di infettare gli esseri umani». Gli scienziati però ammettono l’eventualità di un rischio ben peggiore della fuga: una nuova generazione di armi biologiche. Per stemperare l’allarme, Venter e Smith parlano anche dei vantaggi per la ricerca Usa: la cellula «aliena» potrebbe contribuire alla scoperta di nuove medicine.

Stanford (USA) userà embrioni clonati per la ricerca sulle staminali. L’università di Stanford (USA) sarà il primo ateneo americano ad effettuare ricerche sulle cellule staminali umane utilizzando embrioni clonati nelle primissime fasi dello sviluppo.

Il biologo Irving Weissman ha dichiarato: “Vogliamo tradurre i progressi della ricerca sulle staminali per creare linee cellulari che rappresentino malattie geneticamente determinate. Queste nuove linee cellulari saranno messa a disposizione di tutti gli scienziati che lavorano alla comprensione e al trattamento di queste malattie.

La ricerca è stata resa disponibile grazie ad una donazione anonima di 12 milioni di dollari ma intende cercare i finanziamenti sia nel settore privato che in quello pubblico.

Le ricerche saranno orientate soprattutto allo sviluppo di nuove terapie contro i tumori, approfondendo sperimentalmente l’ipotesi che la proliferazione cellulare di alcuni tipi di tumori, ad esempio la leucemia, sia analoga a quella delle staminali, le cellule totipotenti da cui hanno origine tutti i tessuti e gli organi del nostro corpo.

Firenze. Le ossa osteoporotiche saranno ricostruite con cellule del midollo osseo e dell’adipe “addestrate” in vitro. È una delle novità emerse dal congresso nazionale della Società Italiana di Osteoporosi tenuto in novembre a Firenze. L’esperimento è stato condotto dall’Istituto di Endocrinologia e Malattie metaboliche dell’Università di Firenze, in collaborazione col Centro di Biotecnologie avanzate di Genova, prima su pecore adulte, poi su alcuni pazienti selezionati: e i primi risultati clinici sono molto promettenti. Il nuovo approccio prevede l’utilizzo combinato di cellule pluripotenti (staminali o progenitrici) coltivate in vitro, e di supporti in 3 dimensioni (matrici) per far arrivare le cellule riparatrici nella lesione.

Milano. La disabilità intellettiva colpisce l’1 per cento della popolazione. Tra questi, il 30 per cento ha origine genetica. La valutazione, eseguita da vari centri coordinati dall’Università di Milano, si è ottenuto grazie al progresso delle indagini genetiche, che permettono di identificare tra le malattie con ritardo mentale, un numero crescente di condizioni geneticamente determinante.

Roma. La celiachia, una delle forme più diffuse d’intolleranza alimentare, potrà essere presto sconfitta dal nostro stesso sistema immunitario con l’Interleuchina 10, una sostanza prodotta prevalentemente dai linfociti T, la componente più attiva del nostro sistema di difesa naturale.

Trattando “in vitro” con Interleuchina 10 tessuto intestinale prelevato dal paziente celiaco, si riesce a bloccare l’infiammazione indotta dalla gliadina, il maggiore costituente del grano. La prospettiva, se la sperimentazione clinica confermerà questi primi risultati di laboratorio, è quindi che questa sostanza estratta dal sistema immunitario possa, in futuro, essere usata per il trattamento farmacologico della celiachia.

Washington. I pipistrelli-volanti potrebbero risultare utili alla salute: scienziati australiani hanno identificato un enzima nella saliva di questi animali succhia-sangue, metà roditori e metà uccelli, che promette di portare ad una nuova cura del ictus cerebrale. L’enzima, chiamato desmoteplase, è una sostanza fluidificante del sangue che permette ai pipistrelli di nutrirsi del sangue delle loro vittime. Potenzialmente l’enzima potrebbe salvare molte vittime del ictus impedendo il formarsi di grumi e potrebbe essere somministrato anche ad ore di distanza dall’ictus.

Milano. Un gruppo di ricercatori del San Raffaele ha individuato in un gene mutato e nel malfunzionamento della proteina che ne deriva, il meccanismo alla base di una rara forma di mal di testa, ma con alcune analogie a quelle della comune emicrania. Il tipo di mal di testa studiato è l’emicrania emiplegica familiare (FHM), una forma rara di emicrania con aura che riguarda un soggetto su 60-100 mila. La normale emicrania con aura (che è il 20% delle emicranie, mentre l’80% ne è priva) è caratterizzata da una sorta di avviso dell’incipiente mal di testa, con disturbi visivi (scintillii, macchie nere) che si presenta circa 20 minuti prima che cominci il dolore.

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