Ricominciare da tre

Intervista a tre ragazze ex-detenute

di Giulio Thiella

“Ci siamo promesse che una volta superata la soglia che divide l’uomo dalla propria libertà, avremmo cominciato una nuova vita”

Questo è il patto che vi siete fatte tempo fa, potete spiegare ai nostri lettori da dove è nata questa promessa e cosa comporta per voi oggi?

È stato dentro il Penitenziario, che un po’ per gioco e un po’ per provocazione è nato il nostro Brand...

Non abbiamo dato da subito peso a questo, poi però all’interno del Penitenziario, perché chiamarlo carcere fa venire i brividi, è diventato un modo di dire tra di noi, si perché la frase “Pupa-ma-n Cur” è nella nostra lingua, romena appunto, e significa esattamente “Baciami il culo”, capisci bene cosa può significare dentro ambienti dove sei costretta a fare i conti con te stessa e privata di ogni libertà, ma dove trovi anche, e siamo tutte d’accordo su questo, tanta Umanità che fuori raramente trovi, perché li “suntem toate pe acceasi barca”, siamo tutte sulla stessa barca, con ogni tipo di razza e colore.

Da li poi io Andreea ho cominciato a disegnarlo sulle nostre maglie, io Elena a cucire l’etichetta, e io Simona ho organizzato una specie di sfilata di sfigate come noi,...poi la sera, divertite da morire come matte, ci siamo riunite sulla branda di una di noi e ci siamo giurate che da quel momento non avremmo permesso a nessuno di cancellare il nostro sogno, diventato poi la promessa, che una volta libere, avremmo ricominciato una nuova vita e quindi diventare Sef, che significa nella nostra lingua, datore di lavoro, e proprio grazie alla voglia di essere libere, divertite e armate di tanta pazienza e voglia di riuscire, con tantissimi ostacoli, tra pregiudizi di ogni tipo perché schedate con un tatuaggio a vita, senza economia, perché nessuno aiuta ex detenuti, che è diventato un Brand a tutto tondo e che orgogliosamente ci tiene unite contro ogni previsione e soprattutto contro ogni pregiudizio.

Il lusso vero? La Libertà!...È potersi concedere tutti i giorni di fare un mestiere che ami esprimendo a pieno titolo la propria idea di fare work in progress!

Non è facile, dopo un periodo di detenzione, trovare la forza di ricominciare e di realizzare i propri sogni. C’è stato un momento in cui avete capito di esserci riuscite?

Forse la forza, anzi sicuramente, l’abbiamo trovata grazie anche all’appoggio di familiari e di un po’ di conoscenti, ma quello che ci ha dato certamente tantissima forza è stata la Paura, si perché quando sei chiusa li dentro la Paura fa la padrona di te stessa e quindi tutto il coraggio che avevi fuori li dentro svanisce in meno di un secondo.

Ancora oggi non dormiamo tanto serene sui nostri letti, non ostante siamo uscite, hai sempre il terrore che bussi qualcuno di notte alla tua porta per portarti di nuovo li, oppure quando vedi una Fiat punto grigia ti arriva la tremarella che non riesci a respirare o quando vedi una pattuglia o un carabiniere che magari prende un caffè li al bar dove stai facendo colazione, be insomma si è certamente la Paura che ci da la forza per dire che quello che stiamo realizzando è la nostra Vita e ci fa capire di esserci riuscite!

L’ambiente carcerario lascia dei segni spesso indelebili per chi vi ha vissuto. La vostra linea di abbigliamento è influenzata dall’esperienza di detenzione?

In parte si, in quella dove ci siamo confrontate e discusse su cosa sarebbe stata la nostra vita se non saremmo partite e fossimo rimaste nelle nostre case, nella nostra città, e pensi a questo e non guardi invece al futuro, poi invece scatta la reazione contraria ad una di noi per sconvolgere le altre, una parola magari offensiva del tipo Pupa-ma-n cur che a qualcuno da fastidio, ad altri invece da il lancio a dover raccogliere i pezzi e mettere in piedi l’idea, che ognuna di noi aveva già da bambina e a cui non pensava più, quindi si in parte o per fortuna la detenzione ha influenzato la nostra scelta specialmente e fortemente la scelta del nome della linea Jeans. E si perché poi abbiamo preso l’ispirazione dalla vita quotidiana, vedi le persone nella loro cultura, nei loro colori, nelle loro abitudini, e soprattutto nella loro Libertà. E di colpo la linea che pensi è ispirata alla donna, che veste per se stessa, attenta ai particolari. Ami tutto quello che non la schematizza ed è quello che vuoi tu in un certo senso, tipo sai un esempio scemo ma che non dimentichi. quando sei dentro e sconti la pena vivi da robot colazione alle 8,00 pranzo alle 11,00 e cena alle17,00, perciò ti ispiri alla linea che ti rappresenta che è essenzialmente da Donna libera, può andare in ufficio con un impeccabile Tailleur oppure indifferentemente con dei jeans e T-shirt,...appunto! È una che detta le regole, non le subisce, di grande carisma, e che impone le sue tradizioni, crediamo...anzi convinte Libere di essere Donne con la D Maiuscola!

Si la scelta della linea è influenzata dall’esperienza di detenzione!

Siete riuscite ad andare avanti con coraggio e determinazione dopo un periodo difficilissimo, avete un messaggio da lasciare, un incoraggiamento o semplicemente un consiglio per tutte le persone che questa notte dormiranno in una cella?

Il coraggio di aver paura sicuramente aiuta, almeno con ognuna di noi lo ha fatto e lo sta facendo, fissare un obbiettivo o vuoi chiamarlo sogno questo sicuramente è il segreto di una vita serena, e anche se non ti riempie rapidamente le tasche come fare illeciti, ti ripaga però con la dignità di essere una persona libera che costruisce giorno per giorno la propria vita. Dal buio arriva sempre la luce dove capisci che non devi buttare tutto alle spalle ma devi guardare sempre avanti sapendo che se guardi indietro e ci ricaschi ti fai male. Anche se con grande fatica pensi di essere un emarginato devi sapere che hai un CV che ti da più vantaggi di chi credi che ne abbia più di te... hai conosciuto la paura e la privazione della libertà, noi siamo libere e senza l’aiuto economico di nessuno ci stiamo riuscendo ad essere orgogliose di ciò che facciamo il prossimo sei tu!

Andreea, Simona, Elena