Come rendere un condominio accessibile

Le barriere architettoniche secondo me...

di Antonio Dossi

Abito in Viale Verona a Trento in un condominio di cinque piani che si trova in una strada interna. Ogni giorno, quando esco di casa mi trovo ad affrontare diverse barriere architettoniche, tra cui l’ascensore e il portone d’ingresso che in autonomia mi risultano molto difficili da aprire e chiudere.

Il portone precedente era molto più leggero e più facile da aprire, infatti, riuscivo ad aprirlo e chiuderlo autonomamente.

Da quando è stato rifatto lo hanno appesantito ed è diventato più scomodo, ma tutto sommato in qualche modo riesco ad arrangiarmi...

Per quanto riguarda invece l’ascensore trovo che sia molto malagevole in quanto è vecchio e ha una porta manuale. Purtroppo non posso usare le scale per salire e scendere perché per farlo ho bisogno della supervisione di qualcuno. Infatti, la porta mi risulta difficile da aprire e chiudere in autonomia e senza l’eventuale aiuto di qualcuno, non riesco a risolvere totalmente il problema.

Ho provato in tutti i modi a sensibilizzare sulla questione durante le assemblee di condominio, ma gli altri condomini non sono molto sensibili ad adattare queste barriere a misura di disabile.

Questa cosa mi fa stare male perché mi rendo conto che non riesco a muovermi autonomamente e ho sempre bisogno dell’aiuto dei miei parenti, di amici od operatori.

Spero nella prossima assemblea di riuscire a convincere i miei vicini ad adattare almeno alcune parti del condominio.

Penso che mettendosi insieme si potrebbe riuscire a risolvere il problema facendo magari una sorta di colletta, e riducendo al minimo le spese di ognuno.

Per me l’idea di condominio accessibile si realizzerebbe poter usufruire di un ascensore con le porte automatiche, comodo ed accessibile anche alle persone con una disabilità temporanea o alle mamme con passeggini e agli anziani. Mi piacerebbe fosse presente anche un portone automatico dotato di sensore e telecomando. Forse queste resteranno solo delle speranze ed io continuerò a cavarmela come tutti i giorni, spingendo con forza il portone, sbattendo nell’ascensore e comunque facendo affidamento sulle mie forze e sull’aiuto di amici e parenti. Ma credo anche che cambiando poco nella vita delle persone, anche fosse per aiutare una sola persona che ha reale bisogno, la vita di tutti può divenire migliore e sicuramente più comoda e accessibile.

Mi piacerebbe che questo articolo servisse come stimolo per tutte le persone, che come me, hanno esigenze di accessibilità e vogliono che la discussione su questa problematica porti a un miglioramento concreto della vita collettiva.