La storia di una Global Family trentina

Associazione AIESEC e le opportunità di scambio internazionali, con il volontariato all’estero si può incontrare il mondo ospitando

di Giulia Masciavè

AIESEC è un’associazione studentesca internazionale che si occupa di creare opportunità di scambio internazionali, consentendo a giovani studenti e studentesse di partecipare a progetti di volontariato all’estero per alcune settimane.

Ogni anno, anche a Trento, accogliamo ragazze e ragazzi provenienti da ogni angolo del mondo pronti a vivere un’esperienza da veri Global Citizen, cittadini del mondo. Tutto questo fermento culturale è stato ed è possibile grazie alla collaborazione del nostro comitato con associazioni e scuole trentine, che aprono le loro porte ai nostri stagisti con accoglienza e curiosità. I nostri volontari sperimentano la realtà locale anche grazie alle loro famiglie ospitanti trentine. Aderendo alla campagna Global Family, hanno messo alla prova la loro lingua inglese e le loro abitudini con risultati molto positivi, come dimostra questa doppia intervista che Kathleen, una volontaria filippina, e la sua famiglia ospitante, hanno rilasciato a testimonianza di un incontro aperto all’essere cittadini del mondo.

Iniziamo dalla nostra Kathleen, una ragazza di diciotto anni proveniente da Manila che è arrivata qui ad Aprile, con la passione per l’arte, la cucina italiana e l’insegnamento.

Kathleen, parlaci del progetto AIESEC a cui hai aderito.

Il progetto si chiama “EduChange”: il mio ruolo consiste nell’insegnare agli studenti di una scuola superiore la lingua inglese, per aiutarli a migliorare la loro competenza linguistica. Inoltre, cerco di far conoscere loro la mia cultura e sono molto contenta di essere sommersa dalle loro domande sulle mie tradizioni.

Secondo te, quali sono le differenze tra Trento e Manila?

Trento è sicuramente una città più tranquilla e sicura di Manila! E apprezzo tantissimo il sistema dei trasporti pubblici, la puntualità degli autobus e dei treni me la posso sognare a Manila! E inoltre, Trento mi piace perché è una città universitaria, è molto popolata da giovani e questo la rende una città molto attiva e vivace.

Tu sei ospitata da una famiglia trentina. Raccontaci un po’ le tue impressioni.

Amo la mia hosting family, ho apprezzato tantissimo la loro voglia di farmi sentire una di loro. Venendo dall’altra parte del mondo, avere una famiglia che ti accoglie con calore e con cura nei tuoi confronti, ti permette di non sentire la nostalgia di casa e di ambientarti a Trento senza timori.

Perché consiglieresti alle famiglie trentine di aderire alla Global Family Campaign?

È un ottimo modo per conoscere un’altra cultura senza dover necessariamente viaggiare. E se la famiglia ha dei bambini, essi attraverso questa esperienza imparano ad avere una cultura aperte alle diversità, abbracciano un comportamento più curioso ed aperto al mondo.

Adesso è il turno della famiglia Filz ad essere intervistata in qualità di hosting family già alla loro seconda esperienza. A risponderci è Consuelo.

Cosa vi ha spinto ad aderire alla Global Family Campaign di AIESEC?

Senza dubbio la voglia di conoscere ragazze e ragazzi di altre culture.

La vostra routine è cambiata da quando è arrivata Kathleen?

Secondo i miei figli sì, dicono che mi sforzo di cucinare meglio. Ognuno di noi, a suo modo, cerca di essere ospitale. Per esempio, mia figlia di sei anni insegna a Kathleen la baby dance e mio figlio adolescente comunica attraverso la musica. Questo permette di creare un clima molto familiare.

Kathleen ha condiviso con voi le tradizioni del suo Paese?

Certo, noi siamo molto curiosi e ci fa piacere conoscere le loro tradizioni. Ad esempio, con Kathleen abbiamo parlato di magia e rituali praticati nelle Filippine. Ci confrontiamo, inoltre, sul fatto che la globalizzazione ha uniformato molto i gusti giovanili. Abbiamo riso dopo aver scoperto che certi telefilm americani ormai sono diventati un patrimonio comune.

Secondo voi, quali sono le caratteristiche essenziali per diventare una hosting family?

Avere voglia di mettersi in gioco, apertura mentale, disponibilità, convivialità e riservatezza contemporaneamente.

Concludiamo con una domanda già rivolta a Kathleen: perché consigli alle famiglie trentine di diventare una hosting family?

Perché aprirsi all’altro è un modo per conoscere se stessi, conoscere e aprire ad altre culture è appagante e stimolante. Spero che i miei figli crescano in una società multiculturale dove le differenze di qualsiasi genere siano valori aggiunti, non barriere.

Ci auguriamo che questa testimonianza stimoli numerose famiglie trentine ad aderire a Global Family e ad abbracciare i nostri valori di accoglienza, ospitalità e apertura al mondo. Per diventare una famiglia ospitante, è sufficiente compilare il modulo. Per ulteriori informazioni, non esitate a scriverci a globalfamily.trento@gmail.com o chiamate il nostro ufficio al 0461282250.

logo Aiesec