L’informazione dal carcere

Scrivere per sentirsi liberi

di Giulio Thiella

Per chi deve scontare una pena in carcere, il contatto con il mondo esterno diventa difficile, e ciò contribuisce a separare ancora di più due mondi già divisi da un’incolmabile distanza.

Scrivere diventa per molti non solo un’occasione per tenersi in contatto con familiari e affetti, ma anche un momento per mettere ordine alle idee, sfogarsi o semplicemente stare un po’ da soli con se stessi.

In molte strutture penitenziarie sono state attivate vere e proprie redazioni giornalistiche, organizzate dalle associazioni di volontariato e gestite dai detenuti stessi, rappresentando un importante strumento d’inclusione sociale e di apertura verso l’esterno.

Mettere nero su bianco i proprio pensieri diventa quindi un modo per reintegrarsi in quella società che da dietro le mura sembra ancora più lontana. Allo stesso tempo questo permette ai detenuti di impegnarsi nella creazione di un prodotto intellettuale che nasce dalle loro esperienze personali, favorendo il senso di integrazione e agendo concretamente per combattere l’alto tasso di recidiva, causato soprattutto dalle pene privative della libertà.

Una realtà molto affermata è la redazione di “Ristretti Orizzonti” della casa di reclusione Due Palazzi di Padova, che attraverso la collaborazione tra detenuti e volontari rappresenta un polo per l’informazione dal carcere. La rivista e il sito offrono un grande archivio, attuale e aggiornato, che affronta tutti gli aspetti di questa realtà. Dai problemi di convivenza con i compagni al rapporto con gli agenti, dai legami familiari alle difficoltà che s’incontrano nel lungo percorso di reinserimento, tutto è trattato con cura e passione da chi ha vissuto in prima persona queste difficili esperienze.

L’informazione dal carcere rappresenta non solo un forte mezzo di sensibilizzazione riguardo le condizioni di chi è ristretto, ma anche un utile deterrente per tutti coloro i quali intendono perseguire condotte criminali o sono a rischio devianza in quanto, trasmettendo loro uno scorcio della sofferenza quotidiana che vive un detenuto, si compie un’importante azione preventiva.

Sul territorio trentino è attivo dal 1999 il notiziario “Oltre il Muro” redatto da APAS, Associazione Provinciale di Aiuto Sociale, che approfondisce le tematiche relative ai percorsi di inclusione e alle misure alternative e promuove le attività di assistenza svolte.

Da gennaio 2013 è stato attivato un progetto di redazione presso la casa circondariale di Spini di Gardolo, dove un gruppo formato da una decina di detenuti pubblica “Dentro” Parole dal carcere, grazie al quale hanno l’occasione per riflettere e confrontarsi sui temi più sensibili della detenzione, producendo degli scritti che permettono a chi sta fuori di conoscere il carcere attraverso l’esperienza diretta di chi scrive.

Le parole di chi ha deciso di scrivere attraverso le sbarre trasmettono spesso un sentimento di colpa e rammarico per i comportamenti perpetrati e il male arrecato, ma in molti si legge anche la speranza di un cambiamento in positivo una volta espiata la pena.

L’occasione di esprimersi permette di ricucire quella frattura che allontana sempre più la realtà carceraria dal mondo libero e che rischia di pregiudicare il percorso di reinserimento del reo nella società.

Link utili: Ristretti Orizzonti