Vendita e coltivazione nel simulare un’impresa

I frutti del noce: contadini e impresari

di Daniele Biasi

A partire da luglio di quest’anno è possibile acquistare ortaggi di coltivazione biologica a Dimaro - Val di Sole (TN), in via della Chiesa. Il progetto di coltivare un orto è partito già l’anno scorso ma solo da quest’anno la cooperativa sociale GSH di Dimaro ha deciso di pensare più in grande e puntare alla vendita dei prodotti. Il terreno, fornito in comodato gratuito dalla parrocchia di Dimaro, è stato meglio organizzato e reso accessibile a tutti i ragazzi che prendono parte alle attività del centro.

Un relativamente piccolo appezzamento (circa 100 mq) che, tramite dei “cassoni” rialzati, permette anche a coloro che hanno difficoltà a stare in piedi e a camminare di lavorare comodamente da seduti. Purtroppo dei cinque cassoni preventivati solo due, per ragioni economiche, sono stati impiantati (anche se in futuro si spera di aumentarne il numero). L’aspetto più interessante dell’iniziativa è che essa costituisce un progetto di “simulimpresa”. L’obbiettivo è quello di rendere i ragazzi imprenditori di se stessi, con gli obblighi e le responsabilità che ne derivano. Nell’assemblea di fondazione è nata l’associazione cooperativa “I frutti del Noce” con lo scopo di dare a ognuno un ben definito ruolo e per organizzare meglio il lavoro.

Dopo l’atto costitutivo dell’associazione i ragazzi si sono spartiti le cariche tramite votazione (presidente, direttore, responsabile amministrativo, addetto contabile), il tutto ovviamente tenendo conto delle capacità di ognuno. Anche chi ha più difficoltà riveste comunque un ruolo come “socio contadino” che opera all’interno dell’orto. Lo scopo è che indipendentemente dalle capacità ogni membro sia partecipe, sia presente sull’orto e sappia cosa si sta portando avanti. Settimanalmente ci si riunisce in un’assemblea generale e si gestisce l’organizzazione dell’orto supportati dagli educatori, i quali rivestono il ruolo di mediatori e non hanno un gran potere decisionale.

La ricchezza di questo modo di gestire il lavoro consiste nel fatto che i ruoli sono ribaltati, i ragazzi possono sperimentarsi in un’attività nuova decidendo autonomamente cosa è meglio fare senza che siano gli educatori a impartire comandi. Intorno all’orto si è poi sviluppato un marketing da quando si è deciso di venderne i prodotti. Si è optato per rivolgere il prodotto agli abitanti e la vendita è effettuata direttamente sul posto. Grazie ad un’operazione di volantinaggio “casa per casa” si è superata l’iniziale difficoltà di farsi conoscere. In breve si sono presentati i primi curiosi e, grazie anche a un buon passaparola, sono arrivati i clienti. Il progetto è partito a maggio e non sarebbe stato possibile realizzarlo senza la piena disponibilità dell’amministrazione comunale che ha messo a disposizione gli operai del comune per arare il terreno.

Si è poi organizzata una giornata sociale con i ragazzi dell’Istituto agrario di San Michele all’Adige, i quali hanno insegnato ai ragazzi come disporre gli spazi all’interno dell’orto e hanno aiutato a seminare e a collocare gli ortaggi in modo adeguato. Alla riapertura delle scuole il loro aiuto si renderà nuovamente necessario per debellare un insetto (senza ricorrere all’utilizzo di pesticidi) che quest’estate ha attaccato le radici dei vegetali compromettendone la salute. C’è poi stata la collaborazione dell’Appm (Associazione provinciale per i minori) che ha costruito uno spaventapasseri e c’è in cantiere la proposta di organizzare una giornata coi bambini delle scuole elementari per colorare i cassoni e renderli consapevoli dell’attività. Non c’è ancora nulla di ben definito per quanto riguarda il futuro dell’orto, ancora non è stata fatta una valutazione di entrate e uscite dell’anno. Il terreno è limitato e non si potrà allargare ma forse si potranno aggiungere altri cassoni. Vi è poi l’idea di coinvolgere gli abitanti di Dimaro in una gara per l’orto più bello, in modo da farsi conoscere dalla comunità.

Infine possiamo affermare che il raccolto è stato buono, nonostante l’estate piovosa, composto da: fagiolini, cavolo rapa, pomodori, cipolle, zucchine, insalata gentile, radicchio, biete, basilico, prezzemolo ed erbe aromatiche.