VivoPositivo, un’associazione che punta al benessere collettivo

Un sorriso può cambiare la qualità della vita

di Giulio Thiella

Siamo andati a conoscere VivoPositivo, associazione attiva a Trento dal 1999 con lo scopo di migliorare le relazioni sociali e il benessere dei cittadini.

Per promuovere una buona convivenza all’interno della comunità, VivoPositivo ha adottato la Carta di Ottawa sulla promozione della salute, sottoscritta da tutti gli Stati membri dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1986. Questo importante documento sancisce i principi cardine del vivere bene, con se stessi e con gli altri, promuovendo comportamenti positivi e orientando l’azione delle Istituzioni verso la creazione di ambienti favorevoli alla socializzazione e al benessere della popolazione. Compito degli Stati, secondo la Carta, è quello di mettere i cittadini nelle condizioni di soddisfare i propri bisogni, tutelandoli in ogni fase della loro vita, dall’infanzia all’anzianità. Il benessere della popolazione non si raggiunge solo grazie al sistema sanitario, ma anche tramite l’educazione, l’istruzione e la cultura, di modo da creare una rete di servizi operanti in campi diversi, ma che collaborando a stretto contatto per migliorare la qualità della vita di tutti.

Ma come possiamo agire in concreto per realizzare questi grandi propositi?

VivoPositivo ha accettato la sfida e attraverso numerosi progetti contribuisce a rendere Trento un luogo più sorridente e sensibile alle necessità delle persone, un ambiente quindi più felice per chi lo vive.

Uno dei primi progetti proposti consisteva in una lista composta da 7 patti, volti a farci riflettere sui nostri comportamenti quotidiani e a migliorare i rapporti con gli altri in modo semplice ma divertente. “Poniti degli obbiettivi e cerca di raggiungerli”, “Critica il comportamento non la persona”, “Fai un sorriso in più”, sono solo alcuni degli spunti che possono migliorare sensibilmente il nostro rapporto con il prossimo e di conseguenza farci stare meglio con noi stessi. Perché ad esempio limitarsi a multare i comportamenti sbagliati e non premiare invece gli atteggiamenti e le azioni positive? Da questo spunto sono nate le “Multe al contrario”, un’iniziativa proposta da VivoPositivo in collaborazione con la Polizia Municipale di Trento.

Accanto al temutissimo blocchetto delle multe tradizionali alcuni vigili, che hanno volontariamente aderito a questo progetto, tenevano a portata di mano i fogli delle multe al contrario da comminare in presenza di atteggiamenti meritevoli. Per esempio la “multa premio” è stata data a due bambini che, trovando un portafogli in terra in una mattina di pioggia, l’hanno custodito all’asciutto finché, all’uscita di scuola, non hanno chiesto ai loro genitori di accompagnarli presso le forze dell’ordine per riconsegnarlo.

Un’altra iniziativa proposta da è il QRI, ovvero il misuratore dei rapporti interpersonali, analizzati attraverso la valutazione degli atteggiamenti e delle interazioni tra le persone in alcuni luoghi specifici come uffici pubblici, autobus e ambulatori. Qui il rapporto tra i dipendenti e il pubblico che usufruisce del servizio ha una particolare rilevanza, che spesso influisce sulla qualità, reale o percepita, del servizio stesso. Basti pensare alle interminabili code alle poste, che facilmente indispongono lavoratori e avventori. Un sorriso in più, una dimostrazione di disponibilità o solo un piccolo sforzo per aumentare la nostra pazienza, permette alle persone di sentirsi maggiormente a loro agio e le porta a comportarsi in maniera più cortese e amichevole.

La prossima volta che penserete “che commesso maleducato!”, provate a mettervi nei suoi panni; potrebbe darsi che un cliente prima di voi sia stato molto scortese, e questa potrebbe essere la perfetta occasione per sfoderare il nostro sorriso migliore e l’atteggiamento più disponibile. È possibile che il nostro comportamento migliori la sua giornata, e di conseguenza anche quella dei clienti che verranno dopo. Se non avrà funzionato, quantomeno avremo la consapevolezza di essere nel giusto, perché trattando bene gli altri non si sbaglia mai.

L’obiettivo di queste iniziative è di coinvolgere e sensibilizzare sempre più persone, perché un semplice sorriso è contagioso, può passare da una persona all’altra, fare il giro della città e tornare al mittente. Se cammini col sorriso sul volto, molto probabilmente qualcuno tornerà a casa con lo stesso umore, e a sua volta sarà più amichevole e rassicurante verso gli altri, formando così una catena del sorriso che attraversa tutta la città.

Perché un sorriso dovrebbe aiutare l’intera comunità? Perché ragionare così quando siamo sempre più portati all’individualismo? Come può un gesto così piccolo portare beneficio a noi e agli altri?

Le parole di Madre Teresa possono aiutarci: “Quello che noi facciamo è solo una goccia nell’oceano, ma se non lo facessimo l’oceano avrebbe una goccia di meno”. Un’azione per alcuni insignificante può diventare d’ispirazione per altri; ed è così che la prima goccia attira a sé le altre, creando un oceano che nessuno può più ignorare.

Sensibilizzare i cittadini sui temi della convivenza e del rispetto verso il prossimo è un indispensabile strumento che permette a tutti di vivere assieme pacificamente e con serenità.

“Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo” diceva Gandhi. Un sorriso, una parola amichevole o un semplice gesto di solidarietà possono fare la differenza, e ad esserne ripagati saremo noi, il prossimo e l’intera comunità. Mi sono convinto da solo, da oggi... VIVOPOSITIVO!