“Forza e coraggio”

Giacomo Sintini, pallavolista in una delle più forti squadre al mondo, il Trentino Volley, ci racconta con la sua vicenda personale di come ha superato la malattia e trovato la forza per aiutare gli altri.

di Lorenzo Pupi

Giacomo Sintini, “Jack” per tifosi e amici, classe ‘79, gioca nel ruolo di Palleggiatore nella Trentino Volley. Sposato con Alessia e padre di Carolina, torna in campo dopo una parentesi d’inattività dovuto alla scoperta di un linfoma. Più forte che mai, scrive un libro “Forza e coraggio”, edito da Mondadori, e fonda un’associazione per il sostegno alla ricerca sul cancro.

Hai recentemente pubblicato il tuo primo libro “Forza e coraggio”, fondato un’associazione che prende il tuo nome, giochi nel ruolo di palleggiatore nella Trentino Volley e tutto questo a soli 2 anni dal grave linfoma. Qual’è il tuo segreto?

Non lo so!!! Ho una gran voglia di fare. In realtà l’ho sempre avuta, ma la malattia ha amplificato in me il desiderio di fare sempre del mio meglio, ha aperto nuovi orizzonti e ha fatto in modo che potessi vedere opportunità dove prima non le vedevo. L’esperienza della sofferenza ha rinforzato il mio carattere e la mia determinazione.

Hai vissuto momenti forti e ben distinti tra loro, ma che descrivono forse un progetto, un filo sottile che parte dalla tua esperienza personale, diviene messaggio di rivincita e giunge a qualcosa di concreto come un’associazione che si pone l’obiettivo di raccogliere fondi per la ricerca su leucemie e linfomi e per l’assistenza in campo onco-ematologico. Ci racconti i passaggi fondamentali di questo lungo viaggio?

Dunque, tutto nasce dal periodo delle cure, delle chemio. Durante le lunghe degenze in ospedale abbiamo ricevuto assistenza amorevole da moltissimi estranei e siamo stati curati con una professionalità e una fratellanza che non avremmo mai immaginato. Ricevere così tanto bene, ha fatto nascere in noi il desiderio di ricambiarlo. Così è nata l’idea dell’Associazione Giacomo Sintini, per dare una mano, per ringraziare, per non dimenticare. In più c’era l’idea di tornare a giocare ai massimi livelli dopo il cancro. Per me è diventato un punto fondamentale. Personale, perché volevo riprendermi quello che il male voleva portarmi via, ma anche qualcosa in più, volevo che le persone potessero vedere in me un lieto fine, un esempio positivo da poter guardare e dire: “ Guarda!!! Lui ha fatto le chemio come me, lui ha avuto un tumore e adesso gioca in serie A. Se ci è riuscito lui allora forse posso farcela anch’io...!!”. Questo messaggio di speranza per noi è la molla di tutto, il primo vero obbiettivo dell’associazione è diffonderlo.

Dal tuo trascorso, riusciresti a trasmettere che valore abbia significato per te la sofferenza e come sei riuscito a vincerla o semplicemente a conviverci? Che pensieri ti davano la carica?

La sofferenza ti costringere a riflettere sui valori veramente importanti della vita. La sofferenza ha la capacità di fare silenzio dentro di te, le prospettive scompaiono e scopriamo brutalmente quanto poco siamo padroni del nostro futuro. Questo ti sconvolge, ma ti permette anche di concentrarti molto sul presente e su ciò che davvero può aiutarti a resistere. Scopri che le cose veramente importanti nella tua vita, quelle per cui vale la pena tenere duro, sono davvero poche, ma sono speciali. Vincere la sofferenza non so se si posso. Io ho cercato di conviverci, di non farmi abbassare troppo la testa. Qualche giorno ci sono riuscito, altre volte ha prevalso su di me. Non ci si abitua mai veramente e anzi, il limite di sopportazione cala nel tempo. Io mi attaccavo a molte cose: un giorno, mi dava forza mia moglie e il non volerla lasciare, qualche volta lottavo per la mia bimba, altre volte ero semplicemente arrabbiato con il cancro, o volevo tornare a giocare, o pregavo Dio per non farmi entrare in disperazione.... Ho dato fondo a tutte le mie risorse per non cedere e alternavo spesso momenti di ottimismo e positività a momenti in cui avevo bisogno che gli altri mi tenessero su. Lottare insieme a chi ti ama aiuta moltissimo.

Quale consiglio daresti a chi non riesce ad accettare la malattia?

So che non è facile accettare di doversi curare ma è fondamentale farlo. Gli direi che le cose brutte capitano, a tutti, che non esistono motivi particolari perché questa cosa sia capitata a lui e non a qualcun altro. Prendere coscienza dell’essere ammalato è molto importante e concentrare tutte le proprie forze nel voler guarire lo è altrettanto. Gli direi di mettere tutto da parte, di lottare con tute le proprie forze senza vergogna. La vita è la cosa più importante che abbiamo e ci sono le possibilità per salvarla. Gli direi di circondarsi di persone che lo amano e che hanno il suo stesso obbiettivo. Di non aver paura perché nel momento del bisogno siamo capaci di trovare risorse anche dove crediamo di non averne.

logo associazione Associazione Giacomo Sintini Via Pedini 24, 06132, PG
associazionegs@gmail.com @AssGSintini
Donazioni Iban: IT45P0570403000000000031354

La famiglia ha avuto un ruolo centrale nella tua vita, quanto incide nell’affrontare un percorso doloroso come quello che hai vissuto tu?

Per me è stata fondamentale. Senza di loro, non credo che sarei qui adesso. Loro mi hanno accompagnato, sostenuto, motivato e protetto in ogni momento. Per prima metto mia moglie, Alessia. Lei è stata sempre con me, e quando dico sempre, è sempre. Affrontare un problema del genere avendo accanto una famiglia come la mia è stata una fortuna incredibile.

Il libro “Forza e coraggio”, rappresenta un modo per tirare le fila di quell’esperienza che ha lasciato segni nel tempo, o volevi trasmettere un messaggio particolare?

Il motivo principale è il messaggio. Noi volevamo raccontare la nostra storia, lo abbiamo sempre fatto, da quando ho cominciato a sentirmi meglio. La nostra è una storia a lieto fine e le persone che si trovano ad avere a che fare con il cancro ne hanno un gran bisogno. È un mondo pieno di cattive notizie e trovare un esempio che è andato a finire bene è una boccata d’aria fresca. Quando ero ammalato, nella mia camera d’ospedale, avrei pagato perché qualcuno fosse entrato e mi avesse detto: “Ehi, io ero come te lo sai? Adesso guardami, sono tornato alla mia vita e sto bene. Non mollare, non ti abbattere e vedrai che starai di nuovo bene!!” Per noi il messaggio di speranza è prioritario. Ovviamente ripercorrere la nostra disavventura ha fatto in modo che potessimo anche analizzarla, esorcizzarla e elaborarla. Devo dire che per noi è stato di grande aiuto l’aver avuto il coraggio di aprirci.

Abbiamo accennato in apertura dell’intervista alla tua associazione “Associazione Giacomo Sintini”: chi siete e quali sono gli obbiettivi che vi prefiggete e secondo quali modalità e principi ispiratori?

L’Associazione Giacomo Sintini si occupa di raccogliere fondi per la ricerca medica contro Leucemie, Linfomi e Mieloma e per dare assistenza ai malati di cancro. Il nostro desiderio è quello di poter essere d’aiuto. In due anni siamo molto cresciuti, abbiamo raccolto circa 150.000 euro e ne abbiamo già donati circa 80.000. Abbiamo grandi progetti e cerchiamo di ampliare i nostri orizzonti ogni giorno. Siamo molto determinati e speriamo di poter essere, un giorno, una realtà di riferimento per gli ammalati di tutta Italia.

Ci vuoi parlare di come funziona la raccolta fondi che permetterà di investire nella ricerca contro linfomi e leucemia?

Le donazioni che destiamo alla ricerca medica le consegniamo personalmente al Prof. Brunangelo Falini (Ematologo e Ricercatore di fama mondiale), Primario del reparto di Ematologia Oncologica di Perugia, dove sono stato curato. Lui è una persona speciale e un medico di enorme valore. Io ho fiducia in lui e nel suo lavoro, per questo sosteniamo con forza la sua equipe. Si può donare tramite bonifico bancario a queste coordinate: Associazione Giacomo Sintini IBAN: IT 45 P 05 704 03000 000000031354

Grazie per la tua disponibilità e passione in ciò che fai e se vuoi salutare i nostri lettori con un pensiero o una dedica, questo è il posto e momento giusto!

Grazi a voi per l’opportunità che mi avete offerto, per me è stato un vero piacere. Saluto tutti i lettori e ringrazio chiunque voglia sostenere le nostre opere di solidarietà. Insieme è più facile fare del bene e chi ne ha le forze deve sempre aiutare chi è meno fortunato. Lo penso davvero! Quando ero debole e spaventato ho ricevuto tanto aiuto e vi posso assicurare che non lo dimenticherò mai!!! Un abbraccio sincero, Jack Sintini.