30 anni di Cooperativa FAI

Riscopriamo a trent’anni dalla sua nascita una cooperativa più forte che mai grazie a passione, impegno lavorativo e voglia di mettersi in gioco.

di Lorenzo Pupi

Per questa evento, organizzato dalle storica cooperativa sociale trentina che dai primi anni ‘80 si occupa di assistenza, ci siamo recati al centro diurno Filo Filò a Ravina. Non potevamo che accogliere con grande piacere l’occasione di festeggiare insieme questa bella realtà.

Famiglia, Anziani, Infanzia, questa è la FAI un’esperienza che nasce nei primi anni ‘80 dalla determinazione e passione di 14 donne che agli albori dell’imprenditoria femminile realizzarono un sogno.

In una situazione di attuale crisi generale, realtà come questa cooperativa sanno come esprimere il meglio di sé, traendo dalle difficoltà maggior energia.

Ci hanno colpito oltre alla sala gremita di persone, le parole del presidente Massimo Occello quando ricorda ai presenti che quelle donne che da 14 sono diventate, oggi 119 su un totale di 134 dipendenti formano una vera famiglia. Una famiglia che sa essere unita e creativa anche quando si tratta di far fronte alle difficoltà. I luoghi dove lavorano queste -” splendide donne”, usando le parole del Presidente, sono le stesse case di persone anziane e sole, la Casa del Clero, l’infermeria dei Frati Francescani e non da ultimo il Centro diurno di Ravina Filo Filò, dove avvengono le attività più creative e manuali e non a caso scelto come palcoscenico per i 30 anni dalla nascita della FAI.

“In Cooperativa si parla plurale”. È una realtà sempre pronta ad ascoltare i bisogni sia all’esterno che al suo interno e tutti hanno un gioco fondamentale. Forse, è l’anima femminile di una cooperativa fondata da donne e gestita da donne, che rende l’impegno di ogni giorno così condiviso.

Negli occhi di coloro che prendono la parola sul palco, si intravede un enorme rispetto per il valore della solidarietà. Nelle difficoltà, alla Cooperativa FAI si stringono i denti, non si conosce la paura, ma si costruisce un futuro su fondamenta di passione e sorriso.

Un piacevole senso di fratellanza avvolge operatrici, utenti, amministratori, famigliari e il bel clima di festa viene arricchito dal suono di una chitarra, dal teatro e da tanti bei racconti.

Sono credo momenti, questi, in cui si tirano le somme di un percorso sincero fatto di persone che vanno e persone che si aggiungono, ognuna delle quali porta energia e creatività. Un plusvalore che non rimane confinato all’interno di una struttura, ma si dirama sul territorio si distribuisce tra la collettività creando benessere e sostegno.

La FAI non si occupa solo di pura assistenza, ma organizza laboratori e centri diurni che stimolano la creatività, la manualità e la condivisione di esperienze. Rappresenta un laboratorio sociale dedicato, sì ad anziani, ma in cui gravitano molte altre realtà. Qui un anziano impara a recitare, riscopre la sua manualità e la voglia di stare in compagnia di coetanei e operatrici amorevoli. Queste attività sono importanti per continuare a sperimentarsi, a non cedere troppo alla monotonia, ma anche semplicemente per stare insieme e costruire legami forti, ricordando il passato e contribuendo al presente.