Giovani lavoratori

La creative-class di Campomarzio combatte la crisi con cultura, condivisione e innovazione

di Lorenzo Pupi

Essere un giovane lavoratore, cosa significa al giorno d’oggi?

È una delle domande a cui cercano di dare una o più risposte quelli del collettivo Campomarzio, una realtà nuova e giovane nella città di Trento che dalle difficoltà di impiego ed espressione, hanno saputo tirare fuori il meglio.

La mostra fotografica da loro organizzata attraverso rete di contatti e auto finanziamento, ha portato su parete bianca volti di giovani trentini neolaureati, architetti, designer, ingegneri, informatici, giuristi, sociologi, informatici, agronomi, insegnanti ecc..; in definitiva quelli che, se proprio vogliamo classificarli, dovrebbero rientrare a pieno titolo nella cosìddetta creative-class: ma la realtà delle cose spesso li confina ad un lavoro sottopagato e iper flessibile, lontano dalle loro passioni e competenze.

Hanno studiato per anni in facoltà italiane o estere, qualcuno ha avuto anche l’opportunità di viaggiare e di lavorare all’estero, di confrontarsi con un mondo in continua mutazione dove le certezze sono seguite solo da chi non ha più immaginazione.

Hanno capito, come altri, come unire le forze, come mettere in campo competenze e professionalità diverse, legate da un sottile filo conduttore che trova vita e linfa nel saper comunicare, nel riflettere e nel analizzare una realtà mutevole e creativa; può essere la nuova strada da seguire nell’era post-industriale che stiamo vivendo, martoriata da una crisi, di cui il dato economico negativo, è solo una minima parte.

Trovare le criticità nella complessità del nostro tempo e trovare le risposte a nuove problematiche permette di aprire le porte al potere della creatività. Essa può divenire leva per nuove possibilità di impiego di gestione del lavoro, per una sostanziale ristrutturazione della società.

Queste e altre riflessioni sono fulcro della mostra tenutasi presso le gallerie di Piedicastello.

Il progetto Giovani Lavoratori 1974/1988 prende avvio nel maggio 2013 con una lunga serie di shooting commissionati da Campomarzio-associazione, al fotografo Jacopo Salvi. Il risultato sono cento ritratti a giovani professionisti trentini: un’opera concettuale, ricercata cover della famosa lightbox Young Workers di Jeff Wall.

Quando siamo arrivati alla bocca delle ex gallerie, con la loro altezza di 6 metri e lunghezza di quasi 300, l’impatto visivo è stato notevole. L’evento è stato organizzato in uno dei due trafori, quello bianco: dedicato agli incontri, a congressi ed esibizioni contemporanee. Insieme alla galleria cugina, quella nera, rappresentano spazi dedicati alla storia del Trentino e della sua comunità. É un contesto che accoglie con auspicio l’intento di riflessione sul mondo del lavoro che cambia, rivivendo gli spazi in veste creativa e all’insegna della cultura. Un motore nuovo per uno rinnovamento del mondo dell’impiego. Sulle pareti bianche della galleria si susseguono a distanza di un metro, cento scatti fotografici che raccontano di giovani volti contemporanei alle prese con un nuovo risorgimento.

Ragazze e ragazzi del capoluogo che sicuramente vi sarà capitato di incontrare per strada a Trento. Sono studenti universitari, laureati che ad un certo punto si sono messi in discussione, hanno lanciato lo sguardo al di là dei canoni riscoprendo il valore della cultura e della professionalità, spesso creandosi o inventandosi il proprio lavoro.

Possono essere free-lance, a partita iva, giovani architetti, designer, ingegneri e artisti, come quelli del collettivo “Campomarzio” che trovano nuove formule di impiego, affiancando le multi competenze sia a progetti classici che a offerte culturali innovative. L’Associazione nasce mossa da questo spirito nel novembre 2012 con lo scopo di promuovere il dibattito sull’architettura e sulla città.

Fondata da sette architetti e una filosofa, propone ricerche e progetti collaborativi realizzati su libera iniziativa con una metodologia improntata alla collaborazione con professionisti di altre discipline.

Campomarzio-associazione non riceve contributi pubblici per la realizzazione dei propri progetti, forte della convinzione che sia oggi necessario investire parte del proprio tempo libero per contribuire alla crescita culturale e sociale della propria comunità.

Accanto all’attività principale Campomarzio-associazione realizza, in collaborazione con associazioni ed istituzioni del territorio, iniziative di animazione culturale e riflessione sul contemporaneo.

Rappresentano un piccolo spaccato delle realtà lavorative definite flessibili che si scontrano quotidianamente con un’idea del lavoro ancorata al passato, che ad oggi trova scarso raffronto pratico. La rete di contatti, la condivisione del lavoro e lo sviluppo di un approccio creativo nell’organizzazione, gestione e ideazione sono alcune linee guida che uniscono, già adesso, molti giovani lavoratori. Stanno cambiando la società come la conosciamo, riunendosi in collettivi, associazioni, gruppi di lavoro che hanno sempre maggior peso sociale e professionale e potranno sempre più intervenire nei processi politico amministrativi di fase puntuale e forse dare un impulso concreto al cambiamento da tanti auspicato.