A Pro.di.gio. la redazione si rinnova

Il nostro manifesto per una informazione sociale partecipata

di Redazione

Il giornale pro.di.gio. è il frutto di un corso di 600 ore per addetti alla redazione di un giornale denominato “Progetto Iter Trento Prodigio” e svoltosi dall’aprile 1999 all’aprile 2000. Era rivolto a persone disabili, studenti e disoccupati. Il corso fu finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento Affari Sociali con fondi sociali europei. L’idea di questo progetto e del corso, è nata dall’esigenza di alcune persone disabili di avere un mezzo per poter informare e sensibilizzare l’opinione pubblica. Rappresentativa della filosofia alla base, ne troviamo una chiara sintesi, attraverso le parole dell’attuale Presidente dell’Ass. Prodigio, Giuseppe Melchionna, che allora fu tra quelli che cominciarono questa esperienza. “È un giornale nato per volontà di un gruppo di disabili, giovani con disagio psicologico e sociale, studenti e disoccupati... Vogliamo essere soggetti attivi e protagonisti della nostra vita, per trasmettere la nostra esperienza a tutta la comunità. Daremo spazio e voce anche ad altre associazioni e cooperative, nonché a singoli cittadini, per favorire uno scambio culturale e di esperienze tra la nostra città e il resto delle comunità locali, nazionali ed estere.”

L’obiettivo era chiaro: creare un gruppo redazionale e quindi dare vita ad un giornale sperimentale che infatti è nato, cresciuto, si è sicuramente arricchito e ad oggi resiste nonostante le difficoltà. Il gruppo di collaboratori attivi e volontari si allarga e con loro, il bagaglio di idee e piccole innovazioni.

Non da molto, care lettrici e cari lettori, siamo lieti di presentarvi i due nuovi volti della redazione pro.di.gio. Qui di seguito riportiamo il loro manifesto:

-”Spesso si cammina per strada, si prende l’autobus, un cappuccino al bar sotto casa, senza mai considerare la complessità attorno a noi. L’immagine di testata (la scritta pro.di.gio.) che abbiamo appositamente scelto e adattato insieme per questo numero, rimanda visivamente alla profondità dell’universo e ai suoi intrecci: miliardi di stelle e pianeti che in qualche modo interagiscono tra loro, pur essendo a migliaia di anni luce di distanza. Un po’ quello che accade in senso figurato sulla terra tra gli individui. Siamo frutto di connessioni sociali, culturali, territoriali e biochimiche.

Aumenta la distanza culturale tra le persone, si sollevano barriere fisiche e mentali, le relazioni sono sacrificate e a lungo andare ci si dimentica che siamo parte di un insieme fatto d’interazioni.

Cercheremo di trovare attraverso la versatilità della carta e della penna, della macchina fotografica e dei pixel colorati della rete, le alterazioni e particolarità sociali; ci impegneremo a riscoprire le menti attente ai bisogni, dando accesso ad un’informazione che renda protagonista chi scrive, un modo di raccontare le cose che parta dal basso. Tutto questo per conservare un prodotto cartaceo di coinvolgimento e di approfondimento, uno strumento tangibile, interscambiabile e di qualità come sa essere pro.di.gio..

Il nostro manifesto ha il chiaro intento di chiamare le persone a scrivere, a riappropriarsi delle idee, usando l’informazione come strumento d’intervento, teso alla qualità della denuncia, ma anche come laboratorio progettuale di analisi, con la ricerca della rete tra persone, enti associativi e istituzioni.

Il nucleo centrale degli argomenti trattati parte certamente dal concetto di disabilità, come motore di un nuovo sviluppo che tocca settori trasversali della nostra esistenza. Dalla disabilità, ci avvicineremo al mondo del disagio che muta continuamente forma ed espressione, divenendo spesso impalpabile, lontano dai megafoni e sempre più esteso. Per questo abbiamo attivato rubriche che sono dedicate a temi come il carcere, il gioco d’azzardo, problematiche ambientali e filosofiche. Cercheremo di non ragionare per settori asettici, ma favoriremo connessioni e nuovi spunti. Questo è certamente possibile anche grazie ad uno staff allargato che partecipa dalla piazza virtuale e da quella reale, che ci invia materiale originale e contribuisce al buon lavoro della redazione. Chi collabora già attivamente con noi sono infatti studenti, professionisti, insegnanti, giornalisti, operatori del non-profit, utenti, educatori, medici, avvocati, esercenti commerciali, disabili e non che hanno qualcosa da dire, anzi da scrivere...

Un ringraziamento speciale lo dedichiamo infine a chi rende visibile e tangibile il nostro lavoro: Carlo Nichelatti, coofondatore di pro.di.gio., e impaginatore dello stesso, sempre disponibile a condividere la sua esperienza e apportare innovazioni. “- Lorenzo Pupi e Giulio Thiella