Una giornata da ricordare

Unendo le forze si riesce a creare qualcosa di unico

di Giulio Thiella

“Che Prodigio di festa!” è senza alcun dubbio il titolo più appropriato per descrivere la fantastica iniziativa svoltasi in Clarina di Trento il 27settembre grazie alla collaborazione delle associazioni della zona. L’appuntamento era alle ore 14 del venerdì, nella piccola piazzetta che divide, o meglio che unisce le sedi di Associazione Prodigio, Cooperativa SAD, Anffas e Cooperativa FAI. Queste diverse realtà associative sono riuscite ad unire le forze per organizzare un evento che ha visto la partecipazione degli utenti e delle persone che abitano e vivono il quartiere.

L’idea era quella ritrovarsi per far entrare in contatto e mescolare persone che difficilmente, nella vita di tutti i giorni, si frequentano. La condivisione era il tema centrale di questo evento, l’incontro tra persone diverse che rappresentano delle realtà le quali raramente hanno occasione di entrare in contatto tra loro; le attività proposte durante il pomeriggio in compagnia miravano proprio ad avvicinare mondi apparentemente lontani.

 “Che prodigio di festa!” è la calzante quanto concisa espressione con cui tutti coloro i quali vi hanno partecipato descriverebbero questo evento; un’affermazione che nasce spontanea nell’assistere alla magia che si è creata quel giorno, nell’incontro, segnato dalla conoscenza reciproca e dalla voglia di partecipare che si respirava nell’aria.

All’inizio della festa è intervenuto anche Ugo Rossi, che quel giorno vestiva ancora i panni dell’Assessore, il quale ha voluto complimentarsi con tutti gli organizzatori e i partecipanti di questa stupenda iniziativa.

Gli operatori e i volontari delle associazioni organizzatrici si sono prodigati per allestire tavoli e panche, di modo che più persone possibili potessero prendere parte alla festa; è stata anche allestita una tavolata imbandita di cibi e bevande offerti dagli esercizi commerciali della zona, che fa capire quanto il tema della coesione sociale all’interno del quartiere sia caro a molti.

Una mescolanza di voci di tutte le età, dall’anziano alla famiglia con i bambini, e per tutti c’era qualcosa da scoprire e conoscere.

I meno giovani hanno potuto apprezzare la musica a loro più familiare, prodotta dai suonatori di fisarmonica e tromba, strumenti tipici della nostra tradizione popolare, ma non hanno disdegnato le performance degli altri musicisti, che hanno scosso gli animi con le percussioni africane. Questi strumenti di paesi lontani si sono fatti conoscere solo in tempi recenti grazie alla tendenza globalizzante, che esporta verso il mondo le particolarità e le ricchezze tipiche di diverse parti del mondo, attraendo e mescolando le persone di ogni dove.

 La contaminazione di suoni profondamente diversi tra loro ha creato un ritmo unico che ci ha accompagnato per tutta la durata della festa.

Il tema dell’incontro tra il giovane e l’anziano è stata la scintilla che ha dato ispirazione ai ragazzi dell’Istituto d’Arte A.Vittoria di Trento, i quali hanno creato due opere su tela per rappresentare il loro punto di vista sul tema della festa.

Dove l’unione fa la forza, la differenza e lo scambio di conoscenze arricchiscono in maniera diversa ognuno di noi, permettendoci di assaporare esperienze uniche e confrontarci con noi stessi e con gli altri.