L’importanza della conoscenza reciproca

Le paure di una società che non comprende il diverso

di Giulio Thiella

Recentemente tutte le maggiori testate giornalistiche, forse più interessate allo scandalo che al tema sociale, hanno raccontato la vicenda riguardante un avviso, affisso alle porte di un asilo, recante un messaggio dal contenuto a dir poco ambiguo, quasi incomprensibile a una prima lettura. L’infelice messaggio comunica l’intenzione di non far incontrare i bambini con i disabili, ospiti delle suore che gestiscono la scuola materna, per non impressionare i piccoli.

La tendenza attuale che porta i media a trovare un capro espiatorio, ha condotto ad accusare una suora dell’istituto, che personalmente ha scritto e affisso l’avviso. Credo che questo atteggiamento superficiale quanto improduttivo faccia perdere di vista la possibile soluzione pacifica della questione.

L’anno scorso, durante il tradizionale incontro con gli ospiti disabili, i genitori dei bambini hanno rimproverato le suore perché i piccoli si erano impressionati, e di conseguenza la decisione di quest’anno è stata di non ripetere l’appuntamento.

Il tentativo di tutelare i piccoli può diventare controproducente nel momento in cui impedisce l’incontro e il confronto con persone apparentemente diverse, non per questo da escludere o evitare ma da conoscere e rispettare. Coltivare una cultura ed un’ accettazione della diversità in giovane età permette di combattere pericolosi pregiudizi in età adulta.

La conoscenza reciproca sviluppa una maggiore consapevolezza della realtà che ci circonda, aiutando ad apprezzare chi non ci assomiglia, in un rapporto che arricchisce entrambi.

Speriamo che episodi del genere siano di insegnamento e facciano riflettere su quanto sia facile cadere nel pregiudizio e quanto esso possa incidere nella nostra vita quotidiana.