La vita secondo Alex

La magia dell’acqua e della barca a vela

di Lorenzo Pupi

Mano nella mano è più sicuro, mano nella mano posso andare ovunque, sconfiggere le paure e imparare a conoscere un mondo nuovo.

Il primo giorno è sempre pieno di aspettative, tanta persone si aggirano in questo spazio tutto da esplorare. Ci sono barche di ogni tipo e dimensione, tanti giochi e tanti altri bambini, che come me, hanno l’istinto irrefrenabile di correre, urlare, sorridere, osservare, giocare e piangere.. senza freni e inibizioni. Io adoro i giochi con carte e figure come ad esempio il “Memory”, tutte quelle immagini strane e colorate che vanno messe in ordine. Non sono tanto diverse dalle persone che incontro nella mia vita, anche loro esprimono una sorta di colore in ogni caso a loro mi affeziono e mi piace farle sedere, scambiarle di posto, farle rialzare e poi risedere, l’importante è che mi stiano vicino.

Il mio educatore è una persona particolare, forse un po’ strano: introverso ma dal sorriso pronto, apprezzo l’attenzione che mi rivolge, mi segue con lo sguardo, cosa che faccio regolarmente pure io con lui. Esploriamo insieme altri modi di comunicare non verbali, come il tatto, il gesto, l’olfatto e soprattutto la vista. Esploriamo anche il mondo che ci circonda, soprattutto quello naturale, con passeggiate in riva al lago, accanto ai giunchi, sui pontili e sotto gli alberi. È un mondo che mi affascina e terrorizza all’unisono ed è per questo che non mi allontano mai troppo da lui o da altre persone a me amiche. Mi piace conoscerlo anche attraverso loro, avvicinandomi all’acqua, guardando gli altri bambini che si tuffano, corrono e si rituffano senza timore, tutto questo mi fa stare bene e mi fa sentire partecipe. Ho avuto tanta paura dell’acqua, sia che fosse di lago, di mare o di fiume. È una sostanza strana, talvolta fredda, sempre in movimento, talvolta lucida e sicuramente profonda. All’inizio avrei fatto di tutto per non avvicinarmi, aggrappandomi ad ogni cosa possibile, come alberi, staccionate e quant’altro, finché un giorno a piccoli passi non mi è stato insegnato a toccarla, a immergerci i piedi, a salire su un pontile galleggiante fino ad andare in mezzo al lago in barca. Ma non è stato certo facile ne per me ne per nessuno lì accanto. Il mio amico educatore dopo qualche giorno aveva capito quello che era il mio punto debole e allo stesso tempo punto di forza: fare le cose in compagnia e sorridendo. Semplice no ? Se ho qualcuno accanto a me, meglio che siano più persone, mi tranquillizzo guardandole, sorrido, loro fanno lo stesso con me e tutte le ansie e paure svaniscono. Mi ricordo della prima volta sul pontile, non ci sarei mai salito da solo, ma dando la mano ad un paio di ragazzini miei coetanei, è stato naturale e così divertente che ho quasi fatto impazzire il mio educatore corredo avanti e indietro per almeno mezza giornata. Non parliamo poi della prima volta che sono salito su una barca a vela. Lì ho avuto davvero tanta paura e c’è voluto dell’ingegno e tanta pazienza perché mi convincessero a salire bordo. D’altro canto, come di fronte ad ogni scoperta, c’era vicino a me il mio custode e tanti altri bambini che mano nella mano con la mia mi trasmettevano la loro spontaneità, la mia curiosità si liberava e non aveva più limiti.

Queste importanti scoperte sono diventate come un antidoto alle mie paure, ai miei stati di agitazione, alle mie perplessità verso un mondo così schematico, fatto di regole e barriere.

Alcune volte mi divertivo a trascinarmi dietro qualcuno e lo facevo salire in barca con me, era una grande soddisfazione che scaturiva in un’ esplosione di colori, di immagini e di sensazioni. Un mondo nuovo, galleggiante, circoscritto quanto basta e sempre popolato da persone amiche, che forse per una volta, vedevano quello che vedevo io, respiravano gli stessi odori, come me si facevano trasportare dal vento e sorprendere dagli spruzzi, che le piccole onde di lago ogni tanto regalano.

La cosa sicuramente più bella era immergere prima la mano e poi tutto l’avambraccio nell’acqua, lungo il lato della barca. Quando c’era velocità, la sensazione era piacevole, come un continuo massaggio, un flusso che dalla pelle raggiunge la mente creando equilibrio e benessere.

Poi tutte quelle corde e lenzuoli bianchi si muovevano, si stendevano e seguivano il vento con eleganza e semplicità. Mentre tutto si animava le persone accanto a me erano impegnate in gesti costanti e ripetitivi che in qualche modo servivano a far scivolare avanti il nostro mondo. Stavamo navigando su un’ acqua che d’improvviso non era più così profonda, così incontrollabile o lontana: era solo acqua e tante altre belle cose che ora non so esprimervi.

Un ringraziamento particolare va alla Cooperativa Archè, Cooperativa Amica, Centro Nautico Ekon a San Cristoforo al lago, Corrado Bentini e la sua imbarcazione “ Morbilla”.