Paese che vai... orto che trovi...

In molte città si ricrea lo spazio vitale per l’orto, convertendo i balconi in vere e proprie serre

di Lorenzo Pupi

Con la bella stagione si vedono spuntare orti rigogliosi nei posti più impensabili. Accade infatti che chi ha un pezzo di terra inizi a rivalutarlo e a riporre in esso molte speranze, soprattutto in tempo di crisi economica.

Da quelli che prima erano piccoli giardini lasciati a se stessi, grigi terrazzi o addirittura tetti assolati dei palazzi, crescono insalate, pomodori, erbe aromatiche e quant’altro sia possibile coltivare.

Se in tanti hanno visto nell’aumento dei prezzi al banco di frutta e verdura la necessità di riprendere in mano zappa e rastrello, per molti questo iniziale sacrificio si è trasformato in un piacere indescrivibile.

Ci si sente orgogliosi a raccogliere il primo cesto di insalata, ad inebriarsi all’intenso profumo del basilico ed ad assaporare il pomodoro maturo.

Si, è faticoso coltivare, ma forse la società si è dimenticata cosa vuol dire lavorare per qualcosa di concreto, sano e soprattutto fatto da sé.

Certo, avere l’orto di casa oggi è quasi un lusso e in pochi hanno la possibilità di sperimentarlo. D’altronde l’uomo si è sempre affezionato alle divinità; una volta coincidevano con la terra e i suoi frutti, oggi sono cemento e mattone che ricoprono molta terra fertile, soffocando la possibilità di avere il verde che ognuno si merita. Ma questo è il prezzo che si paga nel difettare di lungimiranza.

Il centro commerciale o il supermercato sono i nuovi centri di aggregazione e di scambio, dove una volta probabilmente sorgeva un campo rigoglioso, ora lo spazio è occupato da interminabili file di scaffali, a loro volta imbottiti di qualsiasi genere alimentare dei quali non basterebbe una vita per assaggiarli tutti.

Ma per fortuna le cose cambiano in continuazione e con esse anche le tendenze.

Ed è così che in molte città si ricrea lo spazio vitale per l’orto, convertendo i balconi in vere e proprie serre oppure portando terriccio sui tetti dei palazzi ricreando l’habitat ideale per agrumi o ogni sorta di pianta.

Reinventando e creando spazi verdi ci si è pure accorti della crescente richiesta da parte di chi sta cercando casa: ma c’è spazio per fare un po’ di orto?

L’orto e la filosofia che vi sta dietro, legata all’impegno, alla pazienza e al rispetto per se stessi e quindi per ciò che si mangia è forse una delle vere rivoluzioni culturali in atto. Forse tra quelle che contribuiranno a ridimensionare le cose, a farci vivere con più semplicità, a farci riscoprire i sapori e a farci ritrovare insieme a parlare e a condividere la fatica per qualcosa di grandioso, proprio in quel luogo dove un tempo sorgeva un anonimo e assordante centro commerciale.