Officina Medio Oriente

Il dialogo interreligioso dei giovani cresce attraverso la musica, la danza e il teatro

di Lorenzo Pupi

Anche quest’anno, per la seconda volta si è svolta Officina Medio Oriente promossa dall’Assessorato alla Solidarietà Internazionale e alla Convivenza della Provincia Autonoma di Trento.

Un’occasione di confronto interculturale che ha visto protagonisti testimoni del dialogo interreligioso riuniti a Trento per una serie di incontri e spettacoli all’insegna del confronto e con l’obiettivo di abbattere, attraverso la cultura e la conoscenza reciproca, i muri della diversità.

Musica, danza, teatro ma anche cinema, fotografia e letteratura, tutte espressioni queste, che disegnano un mondo possibile fatto di tante persone che nella relazione e nell’impegno vedono una rivincita contro i tanti estremismi politici e religiosi.

Una settimana densa di appuntamenti durante la quale abbiamo avuto la possibilità di assistere ad un’ evento interamente dedicato ai giovani e al dialogo interreligioso.

Grazie al gentile invito dell’Assessore alla Solidarietà Internazionale e alla Convivenza Lia Giovanazzi Beltrami, siamo riusciti a cogliere forse una delle anime di questo evento: i giovani e il loro modo semplice e sincero di relazionarsi, a prescindere dalla provenienza, dalla cultura e dalla religione.

Lo strumento a loro disposizione è semplicemente l’arte. Attraverso la passione e l’impegno per essa hanno dimostrato la capacità di abbattere i muri dell’indifferenza e dell’intolleranza, ricordando a tutti cosa sia davvero importante nella vita: la relazione, e la sua naturale conseguenza di generare opportunità e benessere.

La serata è stata organizzata all’Auditorium Santa Chiara di Trento dove si è sancito l’incontro artistico tra i giovani studenti trentini dell’Orchestra Fuori Tempo, il Coro del Liceo Musicale di Trento e la compagnia teatrale Teatro Portland con i giovani del Teatro Beresheet LaShalom e l’Ensamble della Valle di Izreel.

I primi ad esibirsi sono stati i giovani dell’Orchestra Fuori Tempo, già a noi nota, in occasione del nostro reportage sul loro viaggio in Belgio, alle miniere di Marsinelle.

Il loro approccio a tematiche delicate come la migrazione trentina in Belgio, o come in questa occasione, l’integrazione, passa attraverso il linguaggio immediato della musica, veicolo di emozioni e occasione di confronto. È sempre un piacere vedere dei giovani così coinvolti in quello che fanno, e va sicuramente riconosciuta al loro Direttore musicale Massimiliano Rizzoli, la capacità di aver trasmesso i valori alla base della condivisione di esperienze che attraverso la musica, generano occasioni sempre nuove.

I giovani musicisti hanno collaborato con il Coro del Liceo Musicale di Trento e insieme hanno disegnato il loro spettacolo intitolato “Le strade musicali della vita”. Hanno saputo sintetizzare un percorso di dialogo e di crescita usando la sola forza delle note e delle voci, coinvolgendo tutto il pubblico presente grazie ad un’interpretazione fresca e intensa allo stesso tempo.

È stato poi il turno delle ragazze e ragazzi di Teatro Portland che hanno inscenato “About Me”.

Un lavoro che ha visto la regia di Michele Ciardulli e Paolo Vicentini.

L’idea nasce dall’esigenza di parlare di identità, di come avviene la sua trasformazione nel tempo e nello spazio. L’omologazione si esaspera fino a divenire grottesca rappresentazione della realtà, passando attraverso un uso fisico del palco. Il corpo al centro della scena diviene potente strumento di dialogo e di scontro. I giovani attori hanno sperimentato tutto questo con un approccio intuitivo, che ha regalato al pubblico presente notevoli spunti di riflessione.

Ultima parte dello spettacolo, forse la più rappresentativa, ha visto esibirsi i ragazzi ebrei, arabi e drusi del teatro Beresheet LaSchalom, concreto esempio di come si costruisce la convivenza passando dall’arte e dalla conoscenza reciproca. Un vero e proprio laboratorio in cui varie etnie vivono letteralmente insieme condividendo la musica, la danza e il teatro. Il loro motto è:”in principio la Pace” e affrontano ogni loro nuova sfida con impegno e un grande sorriso.

Si sono esibiti insieme all’Ensamble Lauda della Valle di Izreel nello spettacolo intitolato “La Musica Cresce insieme a Te”, con la Regia di Angelica E. Calo Livne, direzione musicale Marina Minkin e la consulenza artistica di Pablo Ariel.

Il tema della rappresentazione è quello dell’adolescenza con le sue paure, amori ed esclusioni, ma anche voglia di stare insieme e crescere uniti. La loro bravura nel mescolare colori, movimenti, suoni e voci è stato qualcosa di incredibile, e dimostra come si possa affrontare la guerra e l’intolleranza, con la gioia di lavorare insieme per un progetto comune.

Il valori della solidarietà e della convivenza sono qualcosa che si costruisce con l’impegno e la costanza, questa serata lo ha sicuramente ricordato a tutti.