Dai Palazzi Trentini, agosto 2001

di Redazione

Maggio

Barriere architettoniche: via libera alle modifiche. La terza commissione presieduta da Nerio Giovanazzi, ha approvato le proposte di deliberazione riguardanti l’attuazione della Legge Provinciale in materia di eliminazione delle barriere architettoniche. Il dottor Leonardo Cadonna del Dipartimento Lavori Pubblici ha illustrato le modifiche apportate alla legge 1/91 con la legge provinciale 14/2000. Prevedono:

  1. La gestione diretta della provincia (prima era competenza dei comuni).
  2. Una serie di interventi per snellire le procedure.
  3. La definizione dei contributi sulla base del reddito e del patrimonio mobiliare e immobiliare del richiedente.
  4. La cancellazione del vincolo della patente speciale per accedere ai contributi per l’acquisto di autoveicoli modificati adattati alla guida da parte dei portatori di handicap.
  5. L’esenzione dal pagamento del bollo di circolazione su vetture autorizzate per trasporto di soggetti con menomazioni diverse da quelle previste per ottenere le agevolazioni per l’acquisto di vetture modificate (esempio: i ciechi).

La modifica più importante riguarda quella parte della legge che fissa i termini per lo sbarrieramento degli edifici privati aperti al pubblico (alberghi, cinema, bar, studi medici, ritrovi, club, ecc.). Prevede:

  1. Entro il 31 dicembre 2001 devono essere completati i lavori per l’eliminazione delle barriere architettoniche.
  2. Entro il 31 dicembre 2001 devono essere presentate le domande di contributo per lo sbarrieramento. La presentazione della domanda porta la sospensione dell’obbligo di completare i lavori entro il 31 dicembre 2001.
  3. Entro il 31 dicembre 2001 devono essere presentate le domande di deroga che saranno concesse esclusivamente per effettivi impedimenti di natura tecnica. La mancata presentazione delle domande di persistere delle barriere al 31 dicembre 2001 farà scattare la sanzione. La Provincia effettuerà una ricognizione su tutto il territorio provinciale per accertare il livello di rispetto della legge.

Giugno

Dopo il dramma del piccolo Sebastiano Ghirardini, il bambino autistico della valle di Non scomparso a metà mese di giugno e non più ritrovato, si è fatto un gran parlare dell’autismo, una sindrome dalle molteplici cause di cui però solo poche ben comprese e curabili. Per far fronte ad una situazione piuttosto difficile, l’Associazione Genitori Soggetti Autistici del Trentino Alto Adige ha annunciato di voler aprire a settembre a Trento un centro per bambini autistici, il primo in provincia. A tutt’oggi infatti in città non esiste alcuna struttura sanitaria pubblica in grado di affrontare l’autismo e per cure efficaci bisogna spostarsi nelle regioni limitrofe, se non addirittura all’estero.

La struttura, situata in Lungadige Apuleio, sarà disponibile ai genitori che abbiano un figlio autistico: a 3 mesi dall’apertura, già 20 le richieste di terapia e sostegno arrivate al centro. L’assessore provinciale alla Sanità Magnani ha applaudito questa iniziativa comunicando la sua intenzione di sostenerla: «I genitori che seguono le problematiche dell’autismo sono per noi una risorsa importante da valorizzare. Con loro vogliamo progettare un percorso che possa essere un punto di riferimento per tutti gli altri. Noi li affiancheremo e vedremo in che modo prenderli per mano per camminare assieme».

Pur mancando dati certi, qui in Trentino i soggetti affetti da autismo totale sarebbero 70 e circa 350 quelli con tratti marcatamente autistici (nella media della popolazione si parla di un caso ogni 1000 abitanti).