Progetto: Senti il vento

“Un avventuroso viaggio in Olanda in barca a vela”

di Lorenzo Pupi

Dal 1 all’11 aprile scorso, l’associazione dilettantistico-sportiva e di promozione sociale NuoveRotte, ha organizzato un viaggio in barca a vela in Olanda davvero non convenzionale. L’associazione è composta tutta da giovani, prevalentemente studenti universitari di Trento e Rovereto. Nel progetto è stata coinvolta anche l’associazione Homerus, con dei rappresentanti d’eccezione! Tre velisti d’esperienza ipovedenti e non vedenti. Ha inoltre collaborato la cooperativa sociale Archè che si occupa da anni di avvicinare il mondo dei disabili agli sport, attraverso la pratica della barca a vela.

Si è creato così un gruppo molto affiatato di 13 persone, capitanate da tre giovani skipper: Adriano Prati, Luca Nover e Stefano Locci.

Abbiamo intrapreso un viaggio che ci ha portati ad attraversare le vie fluviali dell’Olanda a bordo di tre imbarcazioni. La particolarità dell’ esperienza è stata la partecipazione dei tre esperti velisti di cui si accennava prima: Alessandro Malipiero, ipovedente e Paolo Gianesini e Luigi Bertanza, non vedenti. Tutti e tre appartenenti all’Ass. Homerus che ha sede a Brescia e che da anni svolge attività velica agonistica per persone con handicap visivo.

Il resto dell’equipaggio era composto prevalentemente da studenti universitari di Trento e dintorni. A questa “regata” hanno partecipato anche un giovane di nove anni, alla sua prima esperienza velica, accompagnato dal padre.

Ovviamente, c’ero pure io: voce narrante di questa avventura !

Siamo partiti dal capoluogo trentino in un soleggiato pomeriggio di primavera. In questa giornata il dolce tepore della bella stagione iniziava a farsi sentire. L’organizzazione e le spese delle trasferte sono state auto finanziate dal gruppo. Abbiamo affrontato un viaggio di tredici ore con le nostre auto, terminato il quale siamo giunti ad Heeag, piccolo polo nautico nel cuore dell’Olanda, a Nord est del mare interno. Qui abbiamo avuto la possibilità di noleggiare le nostre imbarcazioni, rigorosamente a vela! La località è stata scelta grazie al consiglio di uno dei nostri amici skipper, Stefano Locci, dalla quale è partito più volte per le sue gite in barca. La sua conoscenza del luogo e della lingua (lui ha origini olandesi) è stata fondamentale.

Ordinate provviste e bagagli sotto coperta, abbiamo iniziato a prendere confidenza con quelle che, per i successivi dieci giorni, sarebbero state le nostre case e i nostri unici mezzi di trasporto. Dopo una rapida pianificazione della rotta e dei ruoli di ognuno sulla barca, abbiamo deciso di prendere confidenza tra di noi e con i natanti. Quale luogo migliore per le nostre manovre se non il bacino antistante Heeag, contornato da un dedalo di canali che solcano campi tinti di verde?

Dopo le prime accostate e prove tecniche, la sintonia nei vari equipaggi è nata spontaneamente.

Lungo i tipici canali olandesi

Come prima tappa, visto l’affiatamento e la voglia di condividere insieme la medesima esperienza, abbiamo rivolto le prue verso la cittadina di Sneek, navigando attraverso i suggestivi e tipici canali olandesi.

Nei primi istanti di navigazione i tre velisti di Homerus hanno dato saggio delle loro potenzialità governando le imbarcazioni con estrema precisione ed esperienza, sempre seguiti dall’occhio vigile dei rispettivi skipper che li aiutavano a mantenere una rotta sicura.

L’entusiasmo e la collaborazione di tutti hanno fatto il resto, garantendo una facile e al tempo stesso adrenalinica andatura, sia in mezzo ai canali che nel mare interno, che da lì a pochi giorni avremmo raggiunto. Il tempo a disposizione per veleggiare è letteralmente volato. Dieci giorni, purtroppo sono pochi ma le disponibilità monetarie erano ridotte. Ciò nonostante sono stati tutti davvero intensi.

Il nostro ambizioso obbiettivo, una volta raggiunta Sneek, era quello di approdare al Porto di Amsterdam. Operazione non facile, visto il generoso vento che soffiava da sud. Bisognava seguire un’andatura di bolina (andando per cui controvento). Ci sono voluti ben tre giorni tra pioggia incessante e onde violente. Nei canali, a volte, il passaggio lento di gigantesche chiatte ci limitava nei movimenti e ci costringeva ad azzardate virate. Il nostro entusiasmo non ci ha mai abbandonati e ci ha permesso di trasformare le avversità in momenti unici. Non ci sono parole per descrivere il paesaggio che si apriva ai nostri occhi nel nostro lento incedere. Abbiamo così scoperto una natura sbalorditiva e ricca di vita.

Le condizioni meteorologiche non sono state delle migliori, nonostante ciò, la voglia di farsi accarezzare dal vento e dalle onde ci ha consentito di far scorrere veloce il tempo a nostra disposizione. Il percorso ha previsto la visita, rigorosamente in barca, di suggestivi paesini olandesi, raggiungibili solo grazie ai canali che solcano i polder (tipiche verdi pianure). I paesaggi che si sono palesati ai nostri sguardi parevano usciti da una tela di Van Gogh, pittoreschi e immutevoli, nonostante l’incessante opera erosiva della natura. Quello che sorprende degli spazi sconfinati di questo Paese è l’immediato raffronto tra la determinazione dell’uomo, nell’addomesticare il territorio e le forze delle acque, che tutto subito inghiottono.

Sulle onde come una grande famiglia

Nel lento solcare delle onde, le forme, i suoni e le luci riflesse, assumevano una dimensione armoniosa che sembravano rispecchiare lo spirito degli equipaggi. In navigazione stavamo sempre a vista ed era come essere accompagnati tutti dalla medesima vela. I gesti quotidiani come cucinare o condividere una canzone erano compartecipati e ci sentivamo come una grande famiglia. Siamo arrivati al punto di passarci da barca a barca gli ingredienti per un buon sugo: pomodori, cipolle e quanto altro e tutto questo nelle più svariate occasioni, sia che fossimo nei canali che in mare aperto. Oltre ai bei momenti, come ogni viaggio che si rispetti, abbiamo dovuto pure subire alcune soste obbligate per risolvere piccoli problemi tecnici. Questi inconvenienti sono fisiologici delle imbarcazioni che si prendono a noleggio e noi, da buoni marinai, siamo riusciti sempre a cavarcela. Anche nel momento in cui il motore della barca di Stefano non ne voleva più sapere! La cosa più immediata che abbiamo percepito in questo lungo viaggio è che, senza la collaborazione di tutti, non si possono superare le avversità. Ognuno, nonostante i suoi limiti, è un aiuto prezioso per l’altro. Di questa lezione di vita dobbiamo ringraziare Paolo, Luigi ed Alessandro. La loro bravura nel compiere con semplicità e determinazione gesti quotidiani ci hanno sorpreso e ci hanno fatto riflettere su quanto ognuno di noi sia disabile di fronte a qualcosa di nuovo. Loro, persone disabili non vedenti, ci hanno insegnato come si possa superare con la tenacia e la spensieratezza ogni difficoltà.

Questa avventura, nata da un’idea dell’Ass. “NUOVEROTTE” di Trento, è stata segnata da una gran voglia di esplorare il territorio olandese da un punto di vista volutamente distante dagli stereotipi che spesso lo contraddistinguono. Abbiamo forse dimostrato, e sicuramente sperimentato, come il linguaggio velico sia universale e permetta a tutti di percepire, con lo spirito giusto, le sensazioni che la barca può regalare anche semplicemente sentendo il vento amico sulla pelle.

Un ringraziamento speciale va ai tre skipper: Luca, Stefano e Adriano; a Gianluca Samarelli ideatore del progetto della barca accessibile, nonché socio fondatore e Presidente di Archè che ci ha fornito il supporto tecnico, ai nostri nuovi amici di Homerus: Paolo, Gigi, Alessandro e ovviamente a tutti i mozzi, i cuochi, i fotografi e i lega parabordi o meno, che hanno reso questo viaggio un’esperienza indimenticabile.

Con la speranza di poter ripetere un’avventura simile, auguro a tutti voi buon vento!