La forza di non tirarsi indietro

di Angela Tomasi e Francesca Debortoli

Spazio a Claudio, un amico dalla vita molto interessante e piena di energia positiva nonostante una malattia oggi debellata, la poliomielite, gli abbia reso la vita ancor più difficile da vivere.

In questo numero abbiamo deciso di dedicare uno spazio al nostro amico Claudio, la sua vita è molto interessante, piena di energia e positività, abbiamo pensato che fosse piacevole fargli un intervista.

Allora Claudio parlaci un po’ della tua vita?
Sono stato colpito da poliomielite in tenera età ma nonostante questo mi resi indipendente da subito. Dopo le scuole, infatti, cominciai subito a lavorare, i primi 10 anni in varie ditte private e poi per 25 anni in comune. Ho due grandi passioni: la musica le mie “Camille” (Claudio ha sempre avuto accanto a se cagnoline e tutte le ha chiamate “Camilla”).
La musica cosa rappresenta per te?
La musica è tutto, ho sempre suonato in vari gruppi fino a 2 anni fa, adesso non suono più perché non sappiamo dove andare a fare le prove, ma se capita l’occasione non me la faccio certo scappare.
In quali gruppi e quali strumenti hai suonato?
Ho suonato per 40 anni. Iniziai nel 1964 con i Nordici io ero il chitarrista, e con loro rimasi per 5 anni e poi per un decennio ho fatto cabaret proponendo il repertorio della Milano di Enzo Jannacci con due amici. Successivamente ho suonato il basso per 10 anni con vari gruppi del Trentino ed infine sono passato alla batteria con il gruppo Rudolf Sound: eravamo un quartetto e con loro ho girato tanto sia il Trentino e qualche volta l’Italia.
E per quanto riguarda la tua disabilità hai avuto problemi a vivere da solo?
Grazie alle tecnologie, alle agevolazioni varie e all’aiuto della Provincia noi disabili siamo gia completamente autonomi. La tecnologia è la vera protagonista della nostra indipendenza perché grazie ad essa possiamo fare quasi tutto. Infatti, io mi arrangio sia nelle faccende domestiche che negli spostamenti usando la mia auto.
Hai avuto difficoltà a prendere la patente?
Si ne ho avute! Nel 1969 volevo farla, ma non mi fu possibile perché la legge la negava alle persone con più di una minorazione. Ho dovuto aspettare 5 anni, 1974, data che ha segnato il cambiamento della legge e anche della mia vita, grazie alla patente sono diventato più indipendente.
Nel tuo percorso formativo scolastico, con i tuoi compagni di scuola, amici, ecc. hai avuto problemi ad essere accettato?
No nessuno, in quegli anni c’era meno delinquenza ed opportunismo ma soprattutto la gente aveva più rispetto per le persone e per le cose.
Come è cambiato l’atteggiamento delle persone di fronte alla disabilità da ieri ai nostri giorni?
Una volta la gente aveva più sensibilità verso tutto il mondo, invece adesso l’atteggiamento è completamente basato sull’indifferenza totale verso tutto e tutti.
Cosa ne pensi del modo di divertirsi di alcuni giovani basati sull’alcool e sul bullismo?
Ai miei tempi c’erano le tavernette dove si andava a bere l’aranciata e raramente nelle occasioni davvero importanti un goccio di vino. La socialità era molto ristretta, i divertimenti erano i cineforum, le gite in pulman e c’era il boom dei motorini. Si, insomma si pensava più a lavorare che a divertirsi. Oggi giorno molti giovani sembrano confusi e privi di valori autentici, non hanno una chiara visione di quello che vogliono essere. Non hanno più rispetto, non tanto verso le persone, ma verso le cose pubbliche, la proprietà privata ecc. basti vedere tutte le scritte sui muri, lattine e immondizia per terra e tanto altro.
Per quanto riguardano le barriere architettoniche quali difficoltà trova ed ha trovato?
A fine anni ‘70, primi’80, abbiamo fatto battaglie dure, con manifestazioni di grande importanza contro le barriere basti vedere i risultati ottenuti: quello che volevamo l’abbiamo avuto. Non capisco però, perché bisogna sempre combattere per ottenere qualcosa, soprattutto nel mondo della disabilità che ha bisogni primari e che dovrebbe essere automatico adempirli. Comunque rispondendo alla tua domanda, personalmente no, non ho mai trovato nessuna difficoltà, anche perché io non frequento ambienti barrierati e ambienti che sono vietati ai cani! Comunque di barriere ce ne sono ancora tante!

Con la speranza che queste barriere si dissolvano con l’avanzare della tecnologia salutiamo con tanto affetto Claudio e gli facciamo tanti auguri per il suo futuro.