“Chi è causa del suo mal pianga se stesso!”... ma che tristezza!

La risposta di Silvano Bonvecchio all’articolo pubblicato sul numero di dicembre 2007 riguardo la disavventura successa a Paolo Simone

di Redazione

La risposta di Silvano Bonvecchio all’articolo pubblicato sul numero di dicembre 2007 riguardo la disavventura successa a Paolo Simone durante un viaggio in treno e alla conseguente rimozione, da parte di Trenitalia, di molte corse regionali che erano “accessi0bili” nella cabina semipilota.


Sono Silvano Bonvecchio, e da alcuni anni mi occupo di disabilità come volontario, vorrei dire la mia opinione personale su una vicenda apparsa su tutti i giornali provinciali, ed ultimamente sul vostro, in particolare mi riferisco all’articolo pubblicato su “Prodigio” n.6 del dicembre 2007, scritto da Costanza Schiaroli, sul caso del sig. Simone Paolo, e dei problemi connessi a Trenitalia.

In particolare mi riferisco al passaggio in cui la giornalista cita la direttiva che dice: ”...che sarà possibile salire sui treni NON ATTREZZATI, solo con carrozzine pieghevoli”.

Io credo, ma non vorrei fare il bastian contrario, che quella direttiva, sia stata redatta, dopo che il sig. Simone Paolo, si era lamentato, quando le ferrovie “permettevano” a lui ed a quanti come lui di usufruire della semipilota per potersi spostare. Poi vista la protesta, Trenitalia ha deciso di non permettere più a nessuno di salire su treni che non siano sbarrierati, e questo lo vedo come un fatto positivo, in quanto le ferrovie in questo modo vanno a salvaguardare l’ incolumità dei propri utenti, siano essi normodotati o disabili.

Credo che con la sua protesta il signor Simone, abbia involontariamente danneggiato altri utenti disabili che come lui usufruivano di quei mezzi, adattandosi a salire sulla semipilota, magari in mezzo alle bici. Non sono contrario alle proteste, che, quando servono si devono fare; in questo caso la mia opinione è che il problema era talmente grande che andava affrontato solo a livello politico, magari attraverso il lavoro delle associazioni, che a diverso titolo si occupano di queste problematiche. Infatti, nell’ultimo capoverso della direttiva di Trenitalia prot. DPR/DRV.CV.070905P21, viene citato quanto segue: “In questo contesto, previo accordo con le associazioni che rappresentano le persone diversamente abili, Trenitalia proprio per garantire la qualità e dignità del viaggio ha deciso di applicare la vigente normativa e di consentire, pertanto l’ accesso dei viaggiatori con sedia tecnologica solo a bordo dei treni con carrozza attrezzata, come da programma riscontrabile sull’ orario IN TRENO o sul sito internet”.

Verso la fine del vostro articolo si legge che il sig. Simone, chiede il ripristino della semipilota, mi chiedo: “Ma se prima viaggiare nella semipilota non andava bene, perchè ora ne chiede il ripristino?” Fate benissimo a chiedere maggiore pari- opportunità, avete ragione a dire che le persone disabili sono discriminate.

Qualsiasi associazione che si occupa di queste problematiche si troverà d’accordo con voi nel difendere tutte le persone diversamente abili da qualsiasi sopruso, dalle umiliazioni e dai disservizi dovuti a qualsiasi problema.

Quello che secondo il mio modesto parere non va, e’ il sistema di lotta, la protesta si può fare, si può vincere una battaglia, ma ricordatevi che se vogliamo vincere la guerra, questa si vince solo se si porta il problema a livello politico. Per risolvere problematiche così ampie dobbiamo confrontarci con i politici.

Silvano Bonvecchio


Grazie Silvano Bonvecchio per la tua risposta ma, dì un po’, Natale Marzari non ti ricorda nulla!? A loro tempo, le sue solitarie martellate furono un controproducente piagnucolio (la Provincia sospese gli sbarrieramenti) o un tale fragore di pietre (scalini, marciapiedi etc... spianati col mazzòt) da costringerla a predisporre rapidissimamente le leggi occorrenti per farlo? Forse, oggi i tempi sono cambiati e c’è bisogno di uno sforzo comune, degli interessati, delle associazioni e della società civile, per ottenere dai politici anche le cose più ovvie ma, per favore, senza strisciare: ti è mai capitato di leggere la nostra Costituzione in materia di uguaglianza di tutti i cittadini???

Vedi Silvano, Paolo Simone protestava per un viaggio in treno fatto in uno spazio reso oltremisura angusto dalle troppe biciclette imbarcate in malo modo.

Era da attendersi una difesa solidale da parte delle associazioni dei disabili, di cui fai parte anche tu, Silvano, e dei consumatori: viste le tante proteste, era ipotizzabile che Trenitalia avrebbe corretto il tiro predisponendo più vagoni accessibili.

Invece silenzio! Per parte sua, Trenitalia ha eliminato il servizio senza che alcuna associazione si desse da fare per impedirlo e tu, per parte tua, non hai trovato di meglio che stigmatizzare Paolo per aver “osato” protestare: davvero un mondo alla rovescia!!!

Paolo ha semplicemente segnalato il problema a chi fornisce il servizio. La risposta è stata nei termini: “O mangi ‘sta minestra o salti dalla finestra”! Di fronte a questo ultimatum anche la minestra più insipida assume tutto un altro sapore... e quindi Paolo ha chiesto almeno il ripristino di quel poco di servizio che c’era prima. Continuando con la metafora, come pensi si comporterebbe una persona che, entrata nell’unico ristorante aperto della città, fosse costretto a mangiare la minestra mentre tutti gli altri clienti vengono serviti “a la carte”? Credi forse che non protesterebbe? E con chi se non all’oste?

Fuor di metafora, ho trovato giusta la lettera di protesta di Paolo. Tempo fa era scoppiata una protesta dei pendolari per le carrozze sporche, ritardi, zecche, eccetera! La risposta di Terrenitalia NON era stata un beffardo “Allora viaggiate in prima classe, se potete!”, bensì un volonteroso “Cercheremo di migliorare il servizio...”.

In ogni caso, qualcosa si muove: è di questi ultimi giorni, la proposta della Provincia di Trento a Trenitalia di integrare la differenza del biglietto dei treni più veloci con una carrozza accessibile ai disabili (la tratta Trento-Bolzano in seconda classe costa 3,20 euro. Lo stesso percorso su un EuroCity si paga 8.50 euro, mentre su un EuroStar si arriva a 12.40 euro. In pratica l’ente provinciale avrebbe garantito la copertura di 5,30 e 9,20 euro, a seconda del tipo di convoglio). Una soluzione non certo definitiva ma sufficiente a limitare i danni... Trenitalia, per ora, ha rifiutato l’offerta senza nemmeno motivare il perché: pare risentita delle critiche!

Nella lettera di Trenitalia che hai citato si parla di “garantire la qualità e la dignità del viaggio”... Ma quale viaggio, visto che i treni regionali con carrozze accessibili sono pochissimi? Da Trento per Bolzano nei giorni feriali sono 6 su 47 (fonte http://orario.trenitalia.com del 11 gennaio 2008) e precisamente negli orari: 6.58, 13.57, 14.31, 17.57, 21.37, 22.59. I treni da Bolzano a Trento accessibili hanno questi orari: 9.00, 9.31, 11.31, 13.31, 15.00, 16.26. Si capisce che un disabile che deve recarsi a Bolzano ha poche scelte... addirittura l’ultimo treno per il ritorno è alle 16.26.

Sarebbe davvero una scelta ragionevole, da parte delle ferrovie, aumentare le corse accessibili: 2-3 corse in più la mattina da Trento a Bolzano e 3-4 di corse in più nel tardo pomeriggio da Bolzano a Trento.

Non per concludere in polemica ma non riesco proprio a capire la motivazione della tua lettera: perché ti ha dato tanto fastidio la protesta di Paolo? Forse perché l’ha fatto da solo senza rivolgersi all’associazione di cui fai parte? Perché, invece di sostenerlo, incoraggiarlo o appoggiarlo lo incolpate per aver protestato?

Sono anni che si parla di treni accessibili, ma la situazione è quella di 50-60 anni fa: i treni continuano ad essere costruiti più o meno come allora...

Continuando così, “litigando” tra noi, alla fine saremo soli e divisi a protestare e a chiedere la stessa cosa: di essere trattati come tutti gli altri!

Carlo Nichelatti